Storie di altri sport in Basilicata - settima parte
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Storie di altri sport in Basilicata - settima parte

Nuovo presidente del Comitato Regionale fu nominato Vittorio Sabia che diede luogo al rilancio del tennis e al ringiovanimento delle strutture e dei protagonisti.

Autore:
Ultimo aggiornamento:

Storie di altri sport in Basilicata - settima parte

Come spesso accade, la conduzione sociale, economica e sportiva attraversò ancora una volta momenti di crisi acuta e disorganizzazione che non consentirono quel salto di qualità che una città capoluogo di regione avrebbe dovuto aspettarsi. Si può parlare di una svolta, nella concezione e gestione del tennis a partire dagli anni Sessanta, quando, per la prima volta, fu organizzata, a Potenza una manifestazione che doveva tenere banco, con crescente successo, per una decina d'anni, sfornando sia una serie di campioncini sia i primi tecnici della Basilicata, oltre che i primi campi di tennis regolari i pubblici. Nuovo presidente del Comitato Regionale fu nominato Vittorio Sabia che diede luogo al rilancio del tennis e al ringiovanimento delle strutture e dei protagonisti.

La prima preoccupazione del nuovo direttivo fu quella di spingere l'amministrazione comunale affinché realizzasse nuovi campi, intervento possibile grazie al contributo del Credito Sportivo del CONI. L'iter fu lungo, doloroso e pieno di inspiegabili soste ma finalmente vennero appaltati nuovi campi da tennis. Allo studio vi era anche la possibilità della creazione di una struttura coperta, per evitare di interrompere l'attività a causa della pioggia, della neve e del gelo per circa sei mesi, il ché significava l'impossibilità di partecipazione a competizioni nazionali. La vera svolta si ebbe perché i giovanissimi divennero nel giro di pochi anni i veri protagonisti del tennis lucano grazie all'organizzazione del Trofeo di Tennis "Il Mattino" che la redazione lucana del quotidiano partenopeo portò avanti per ben nove edizioni, un vero record, divenuto il fiore all'occhiello dello sport in Basilicata. La caratteristica peculiare della manifestazione era costituita dal fatto che essa privilegiava soprattutto i giovanissimi. Il Trofeo, infatti, una grande Coppa ricca di fregi, alta circa un metro, veniva assegnata agli Allievi proprio in segno di promozione dell'iniziativa e per sottolineare la necessità di un ringiovanimento dei quadri, in tutti i sensi, da quello degli atleti, a quello dei tecnici. Protagonista della manifestazione era lo Sporting Club di Potenza che organizzava il Trofeo con la collaborazione degli esperti della redazione de «Il Mattino». Nella prima edizione del 1960, riservata alla Terza Categoria, nessun lucano partecipò. Nell'edizione del 1970, disputata dal 22 al 30 agosto, sempre sul campo della Villa Comunale, la manifestazione fece registrare l'afflusso di un pubblico straordinario. Dal 1965 le gare del doppio misto segnarono l'esordio sul campo di Villa Santa Maria delle tenniste in gonnella.

La manifestazione diventò più prestigiosa anche perché, accanto allo Sporting Club che continuò ad organizzarlo, si affiancò il Circolo Tennis che gestiva il campo della Villa e forniva l'assistenza tecnica al Trofeo. Un altro avvenimento venne a sottolineare la crescita dei giovani tennisti lucani e ad avvicinare il pubblico alla disciplina sportiva: un'esibizione della Nazionale Italiana a Potenza. Tecnici della Federazione Italiana, giunti da Roma, sollecitati dai dirigenti dell'organizzazione regionale, giunsero a Potenza per fare un sopralluogo e stabilire i termini di questa esibizione che aveva il chiaro scopo di fare proseliti. Il campo dei Circolo Tennis della Villa Comunale fu subito escluso: troppo angusto, con il fondo sconnesso e segnato in maniera un po' artigianale, avrebbe messo a rischio le preziose caviglie dei nazionali. Si pensò allo stadio Viviani ma anche qui le condizioni del terreno di gioco erano proibitive perché il manto erboso era sfilacciato e il terreno poco regolare. Si decise, allora, di tenere l'esibizione al coperto e si pensò alla palestra Coni del Parco Montereale.

Anche qui gli ostacoli non erano pochi: occorreva bonificare il campo dalle strutture fisse riservate alla pallacanestro e alla pallavolo, disegnarlo nelle misure regolamentari, assicurare un'agibilità e una condizione di praticabilità che non mettesse in pericolo le gambe degli atleti e portare qualche modifica anche alle tribune per garantire l'accesso della maggior parte dei tifosi. Quando cominciarono a palleggiare i vari Barazzutti e Lombardo, guidati dal grande tecnico Mario Belardinelli, si compì un'altra svolta epocale. Il grande tennis era entrato in Basilicata e aveva subito conquistato una gran massa di appassionati. Le tribune dell'impianto si mostrarono insufficienti a contenere i tifosi e molti furono costretti ad applaudire i nazionali fuori dall'impianto, alla fine dell'esibizione. Il giorno dopo la comitiva della Nazionale Italiana si trasferì sui campi in terra battuta di Pisticci Scalo, nell'area dello stabilimento ANIC, dove si visse una giornata particolare e cominciò il vero rilancio del tennis anche nel materano e gli appassionati della racchetta cominciarono a diventare più numerosi anche in provincia di Matera. Fu da questa autentica maturazione del tennis che, per la prima volta, una società lucana fu in grado di disputare la Coppa "Facchinetti", una sorta di Coppa Italia che metteva a confronto i campioni delle varie regioni.

La Basilicata partecipò alla Coppa Facchinetti, per la prima volta, nel 1966 con lo Sporting Club. Il sorteggio le impose di giocare il primo incontro in trasferta, destinazione Capri. La formazione di campioni di Basilicata subì una pesante sconfitta (5 a 1) senza mai entrare in partita, ad eccezione di Raffaele Corrado che riuscì a salvare il punto d'onore, anche perché dopo il primo set, il suo avversario si infortunò e lasciò il campo. I lucani erano, comunque, consapevoli delle proprie debolezze tecniche e dell'inesperienza di una squadra che, per la prima volta, era uscita dalle mura di casa per affrontare in trasferta una gara ad eliminazione diretta di una competizione nazionale. Non ci fu nessun dramma, solo un grande insegnamento. Negli anni successivi a questa avventura, il Comitato Regionale di Tennis della Basilicata, riuscì a far eleggere Peppino Scognamiglio nel Consiglio Nazionale della Federtennis. La Basilicata esordiva in campo nazionale ponendo fine ad un lungo periodo di isolamento che era stato determinato anche dalla carenza di strutture che non avevano consentito una crescita razionale dei giovani tennisti.

Il Circolo Tennis Matera, è stato costituito il 27 giugno 1962, primo presidente l'avv. Mimì Orlando, quando esisteva un unico campo, in terra rossa, nel campo sportivo della città. La svolta decisiva all'attività del Circolo Tennis, fu data dallo scomparso Capitano dei Vigili Urbani di Matera, dott. Nicola Tommaselli, che riuscì nell'intento di far costruire due campi in terra rossa e gli spogliatoi in Viale delle Nazioni Unite, contribuendo a rilanciare il tennis a Matera. Dopo molti anni di presidenza, Tommaselli fu sostituito da Nino Carelli che, nel 1980, eletto consigliere regionale, lasciò la presidenza a Michele Viziello, presidente dell'Olimpia Basket che militava in Serie B1. A guidare successivamente il sodalizio, nel 1982 è Aldo Montalto. A Montalto subentra Angelo Morelli, sotto la cui regia furono realizzati, nel 1985 altri due campi in cemento coperti da una tendo-struttura metallica. Due sono le figure che vanno sicuramente ricordate per aver dato tanto per la crescita del tennis nella Città dei Sassi. Si tratta del maestro Tonino Fiore che dal 1980 coordina, con il figlio Vincenzo, i CAS del Circolo. Un'altra importante figura è Stefano Ritella, uno dei fondatori del Circolo Tennis1

Nel 1976 nasceva il Circolo Tennis Pisticci. Affiliato alla FIT, cominciò a gestire gli impianti comunali di tennis e dieci anni dopo divenne una delle scuole di tennis più prestigiose. Aprì le porte al mondo organizzando tornei internazionali tra cui l'ultimo nel 1991, con un montepremi da 25.000 dollari, che ha fatto arrivare nel pittoresco paese lucano atlete di tutto il mondo. Il Circolo, però, non ha mai dimenticato i giovani che richiamava con varie manifestazioni locali. La scuola, diretta dalla maestra Giovanna Carotenuto, n. 250 nel mondo nel circuito WTA ha prodotto diversi giocatori importanti di classifica nazionale B, quali Francesco Di Marsico, Francesco D'Arienzo, Rossella D'Avenia e Francesca Leone. Oltre a numerosissimi titoli regionali a squadre ed individuali, il Circolo vanta, tra i risultati più prestigiosi, il raggiungimento degli ottavi di finale nazionali a squadre Under 16 maschile e femminile, il titolo nazionale a squadre di B2 femminile nel 2000 è quello ancor più prestigioso di B1 con conseguente promozione in A2 nel 2001. Attualmente il Circolo Tennis Pisticci si trova al top del panorama sportivo lucano 2.

Il comitato regionale lucano della FIT ha una sua piccola storia,costellata di successi ma anche di immancabili delusioni come testimonia la situazione determinatasi da alcuni anni a questa parte, culminata con il commissariamento. È il 5 settembre 1953 quando Marcello Tempesta, un toscano trapiantato a Potenza da oltre quarant'anni, scomparso il 16 marzo 2004diventa il primo Fiduciario provinciale. Egli ha contrassegnato, verso la fine degli anni Sessanta, un periodo d'oro del tennis lucano. A Marcello Tempesta successe Mario Zappacosta, quindi Remigio Caputo, poi Alfredo Barra (delegato regionale dal 1967), Vittorio Sabia, Ninì De Angelis, Alfredo Campagna, Giuseppe Scognamiglio, Domenico Volturno, Rocco Laurino, Giuseppe Tamburrino. Dal gennaio 2003, la FIT lucana è stata commissariata.