Storie di altri sport in Basilicata
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Storie di altri sport in Basilicata

Atletica leggera, boxe, tennis, basket, automobilismo.Scrivere e parlare di queste discipline risulta un compito arduo soprattutto per l'impossibilità di spingersi in un passato di fonti labili a causa di scarsa documentazione

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Storie di altri sport in Basilicata

In ogni angolo del nostro Bel Paese il calcio è stato, da sempre, visto come lo sport più popolare e diffuso. Tale affermazione è valsa anche per quelle regioni in cui lo sport è comparso in tempi relativamente recenti come la Basilicata. Nonostante ciò la storia sportiva lucana non può prescindere da altre discipline che, seppur in maniera minore, hanno contribuito a far emergere dal torpore agonistico una regione in cui il calcio ha fatto e continua fare la voce grossa. Atletica leggera, boxe, tennis, basket, automobilismo, nuoto hanno, senza ombra di dubbio, rivestito un ruolo non marginale nell'evoluzione di una delle regioni più arretrate d'Italia e, in alcuni casi, sono addirittura riusciti a far salire sui gradini più alti del podio molti suoi figli.

Scrivere e parlare di queste discipline risulta un compito arduo soprattutto per l'impossibilità di spingersi in un passato remoto di fonti labili a causa di guerre, terremoti, scarsa documentazione esistente presso i canali ufficiali e opera distruttrice del tempo e dell'uomo. Molto utile alla ricostruzione di tali avvenimenti sportivi è risultata l'esperienza diretta di alcuni protagonisti di spessore che hanno vissuto queste esperienze in prima persona.

Quando, ad esempio, si parla di atletica leggera è impossibile prescindere dalla testimonianza di uno dei pionieri di tale disciplina in Basilicata: il Cav. Salvatore Pica 1 che fu anche atleta di grossa esperienza. Secondo Pica:

È compito molto arduo tracciare il profilo storico dell'atletica leggera lucana. Si, è vero sono l'unico superstite della più vecchia società lucana, e forse dell'intero meridione, il Ricreatorio Sportivo. Se la memoria non mi tradisce, il Ricreatorio, la cui sede era costituita da un vano adibito a palestra, un altro a sede dirigenziale ed un cortile per l'attività all'aperto, sorse nel 1911 per opera del Comandante Chambra, per il settore ricreativo (musica, canto) e di Viviani, Bavusi, Viggiani, Spera, Di Murro, Ferrara, Lauria, Candido per la parte ginnico-sportiva. La formazione del Ricreatorio si classificò seconda nel concorso nazionale di Torino del 1911; la squadra ginnastica, invece, conseguì il quarto posto ai campionati ginnici di Firenze del 1926 e l'anno dopo l'atleta Palumbo fu secondo campione d'Italia dietro Frigerio. Nel 1928 la rappresentativa atletica spadroneggiava nell'Italia meridionale e centrale. Varie furono le affermazioni dei fratelli Rutigliano, Rossi, Lamorgese, Albano, e dei fratelli Ottavio, Corona, Nocera, Belviso, Padula e Bruno. A questi fecero seguito il sottoscritto, Italo Lamorgese, Giuliani, Sassano, Carnevale, Anastasia, Lovallo, Bocchetta, Mancino e Battilani. È con questa leva che ebbe termine il Ricreatorio Sportivo. Successivamente si ebbe l'avvento del GUF e della GIL, che sancirono, forse, il miglior periodo dell'atletica lucana, dovuto al reclutamento forzato delle masse e all'obbligo dei giovani a fare sport. Varie furono le soddisfazioni in questo periodo; ne sono conferma il titolo italiano conquistato da Antonio Riviello nel salto in alto, le affermazioni di Nicola Croce, Giandomenico Giagni e Giovanni Bellizzi in campo nazionale. Fu questo un periodo felice anche per l'atletica femminile. La guerra operò le sue distruzioni anche in campo atletico. Si ricominciò, quindi, da principio, si dovette rifare tutto, iniziare cioè come se mai si fosse praticato lo sport in Lucania. Fra le difficoltà dei mezzi finanziari, delle attrezzature, degli scarsi impianti sportivi e delle preoccupazioni familiari, la situazione, nel 1944, epoca del mio insediamento a dirigente, si presentava confusa e indecifrabile. Sorretto dalla passione e affiancato da un gruppo di collaboratori gettai le basi per le prime competizioni. Ci aiutarono in questo periodo gli insegnanti di educazione fisica, ai quali va tutta la mia riconoscenza, e atleti-studenti. Occorreva ancora molta fede da parte degli atleti e coraggio dei dirigenti perché ad essi mancava tutto. Per il programma della rinascita mi occorreva, innanzitutto, una sede. Superando non lievi difficoltà familiari, misi a disposizione della FIDAL, senza richiedere nessuna contropartita, una stanza della mia abitazione, che è servita fino al 1952. Poi vennero i primi contributi del CONI, che furono linfa per tutte le società ed il comitato stesso. Si ricostruì lo stadio di Potenza e nessun ramo e nessuna specialità vennero trascurati ed i frutti, guardando i primati battuti in questi ultimi anni, testimoniano non solo l'impegno degli atleti, ma anche la serietà e i sacrifici dei dirigenti, degli insegnanti di educazione fisica, degli allenatori. Si ricominciò a lavorare anche in campo femminile, ma in questa branca è stato molto difficile operare perché bisognava formare la mentalità di molti genitori. Siamo praticamente agli anni 60, da qui in poi molti saranno i risultati, le soddisfazioni e le affermazioni con gli atleti Raffaele Giacomini, Angelo Dragone, Tonio Boccia, Nicola Bux, Nicola Dores, Antonio Giacomino, Aldo Bixio, Rocco Cavasori, Aldo Antonaglia, Nino Cutro, Bruno, Pino e Franco Margiotta. Nel resto della regione si sono avuti risultati: a Matera si è lavorato bene, i dirigenti e gli atleti si sono adoperati per la rinascita della loro zona. Per quel che riguarda gli altri comuni, solo Lauria, Lagonegro e Rionero hanno fatto attività con risultati lusinghieri. Ma, ovunque, l'insufficienza di impianti e mezzi, le difficoltà dei servizi e delle comunicazioni, hanno frenato ogni slancio atletico. È stata senza dubbio di importanza vitale, a nostro avviso, l'atletica leggera praticata nelle scuole, anche se limitata a quei Comuni che disponevano di una scuola media statale o parastatale.

La situazione sportiva degli anni Cinquanta in Lucania fu riportata da una nota di Ninì Brienza:

Siamo alle solite, tutti accusano la Lucania di dormire, di essere in letargo per lo sport; così hanno affermato un certo Chiriachi sul Corriere dello Sport ed un Brera sulla Gazzetta dello Sport. Non possiamo dar torto ai citati Sigg. dobbiamo ingoiare l'accusa, ma non possiamo tacere sui motivi che hanno indotto la nostra Lucania a dormire, non certamente per il piacere di riposare dopo un lungo lavoro. Nessuno si domanda se a Potenza ovvero in qualsiasi altra città della nostra Lucania vi sia un allenatore per l'atletica o se vi siano almeno gli attrezzi per poter praticare qualsiasi sport; se le poche società costituite siano in grado di equipaggiare i loro atleti in modo da farli partecipare ai campionati nazionali; niente di tutto questo, ma ciò non basta; come succede per la nostra povera squadra di calcio, unica rappresentante della Lucania in campo nazionale, così anche per tutti gli altri sports, le autorità provinciali e comunali restano sorde a qualsiasi appello degli sportivi, non solo, ma si cerca in tutti i modi di troncare qualsiasi iniziativa. Non così si presentava la Lucania quando nella nostra città vi era un allenatore per le squadre minori e per l'atletica; tutti ricorderanno il bravo ed appassionato Giovanni Castagnetti, il quale dopo aver difeso per diversi anni i colori della società potentina si dedicò ad allenare i giovanissimi che sarebbero gli attuali giocatori del Potenza da Marganella, Marino, Giocoli, Lasorella II, Summa, Pafundi e tanti altri, e così per l'atletica e per la prima volta Potenza ebbe l'onore di annoverare tra i suoi atleti un campione d'Italia dei giovani, il bravo Riviello Antonio il quale a Firenze seppe conquistarsi l'ambito titolo di campione d'Italia del salto in alto; così dicasi per i numerosi atleti che si affermavano dovunque come Croce nei 100 m.; Bellizzi nel lancio del peso; Giagni nel salto in lungo, e molti altri di cui ci sfugge il nome. Adesso purtroppo la Lucania dorme: è in letargo, ma non per colpa dei giovani e tanto meno dei dirigenti sportivi, ma unicamente delle autorità che non vogliono comprendere quale sia la vera importanza dello sport in questo periodo di ricostruzione della nostra cara Italia 2.

Negli anni Cinquanta l'atletica leggera aveva il suo momento diverifica e i suoi scontri nelle gare studentesche, che venivano vissuteintensamente non solo dagli atleti e dagli allenatori ma dall'interacittà. Molto sentite erano le rivalità tra opposte squadre come ilfamoso duello tra la rappresentativa del liceo classico "Q. O. Flacco"e l'Istituto Tecnico di Potenza che sfociò nel 1954 in una folkloristicasfilata rappresentante il funerale del Classico allo stadio Viviani, dopola vittoria del Tecnico. Michele Ascoli 3 parla di una società sportivanata proprio in quegli anni. Secondo il suo racconto, nel luglio del 1950, nei vicoli della vecchia Potenza, i giovani decisero di buttar viatutti i cimeli del periodo bellico, compresa la palla di pezza, per farposto al pallone di cuoio e nacque così, in un'angusta stanza attiguaalla Chiesa della SS. Trinità la Società Sportiva Libertas Invicta.Seduti intono ad un tavolo, tanti giovani aspiranti atleti, dovevanodecidere, come primo argomento, a chi affidare la presidenza. Suquella onoraria non sussistettero dubbi: Emilio Colombo. Presidentefu allora nominato Titino Lauria. Sulle divise ufficiali, manitremolanti di vecchie ricamatrici, scrissero LIBERTAS INVICTASma la leggenda narra che su alcune si esse non passava inosservata lascritta "LIBBERTAS". Le prime gare si tennero sulla nera pistad'atletica del campo sportivo Viviani, ricoperta di carbonella etracciata col gesso in polvere dalle mani esperte del buon custodedegli impianti sportivi dell'epoca. Nacquero in questo modo le primepromesse dell'atletica lucana 4.

Negli anni Sessanta, la società di atletica più in auge era la Virtus Potenza, fondata da Salvatore Pica, Nino Caselli, Vincenzo Palmieri che risultò esserne il presidente sin dal 1948. Si trattava di un tecnico della FIDAL che, assieme a Rocco Labella, Nino Caselli, Antonio Ierace e Salvatore Pica, fu cronometrista alle Olimpiadi di Roma del 1960. Il 1960, l'anno delle Olimpiadi di Roma e del primato mondiale nei 200 metri piani di Livio Berruti, fu l'anno in cui la Lucania si rinnovò e, forse, proprio sulla spinta del sorprendente risultato di Berruti, nacque il Club Atletico Potenza. Nel 1961, il Cav. Pica lasciava la presidenza del Comitato Regionale dopo ben quindici anni. Gli succedeva il giovane ragioniere Vincenzo Caputo. In questa rinnovata atmosfera, l'anno successivo, si ebbe una nuova sede, di cui si lamentava l'assenza e i nuovi tecnici arrivati permisero di allargare il numero di atleti e di svolgere una buona politica capillare periferica. Infatti la finale regionale di corsa campestre si svolse a Melfi e nuove società sorsero in luoghi non ancora attrezzati quali Pisticci, Bernalda, Rivello, Melfi e Maratea.

Il numero di società affiliate aumentò: dalle 26 del 1961 si arrivò a 31, la grande dimostrazione del lavoro svolto venne, però, dal campo prettamente agonistico che registrò tre nuovi primati maschili e due femminili, oltre ai risultati nazionali della Polisportiva Virtus e dell'Atletica Matera che conquistarono rispettivamente il 109° e il 116° posto nella graduatoria generale. Tra i primatisti si trovava Tonio Boccia, classificatosi primo ai campionati studenteschi di corsa campestre e primo nei 1500 metri piani. Con lui si impose all'attenzione anche Rocco Rosa, un atleta di spicco, che, per diversi anni dominò la scena con lo stesso Boccia. Il 1963 sembrava essere proprio un anno fortunato per l'atletica leggera lucana. Infatti in febbraio, a Potenza, si tenne il congresso generale della FIDAL che fece registrare un incremento di 217 tesseramenti e l'istituzione di varie manifestazioni a livello regionale fra cui: la Coppa delle due Province, la Targa FIDAL di corsa campestre, il Gran Premio "Riccardo Urcioli" e il Trofeo "Bruno Zauli". Nel 1964 subentrarono, però, molti problemi di tipo economico, ciononostante le società usufruirono di un rimborso spese di 10 lire a chilometro. Nacque, proprio in un tale contesto, il primo esempio in Lucania di sponsorizzazione: l'Elettrosport, il sodalizio che sfruttò comunque per poco questo vantaggio e chiuse i battenti nel giro di due soli anni. Era questo anche il grande momento di Aldo Bixio che conseguì diversi primati fra cui il terzo posto, con 10:03, nella finale nazionale studentesca. Il suo primato rimase per molti anni inattaccabile. Il lavoro che atleti, tecnici, giudici di gara e dirigenti svolsero in questi anni, sfociò in diverse manifestazioni interregionali molto importanti come il Criterium Studentesco e il 4° Campionato Interregionale del Mezzogiorno del 1965. Si registrarono, inoltre, grossi risultati con in evidenza due società su tutte: il Club Atletico Potenza e la Rocco Scotellaro Matera.