Altre realtà calcistiche lucane
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Altre realtà calcistiche lucane

Il calcio a Matera nasce nel 1930 con l'Unione Sportiva Matera. Al termine della stagione 1957/58 il Matera Calcio viene escluso dai ruoli federali, così la prima squadra cittadina diventa la Libertas Matera.

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Altre realtà calcistiche lucane

Per i paesi dell'entroterra lucano il calcio, per l'interesse con il quale è seguito e praticato, rappresenta, a volte, l'unica opportunità di confronto e socializzazione.

Il calcio lucano inizia la propria attività a partire dal 1920: i centri più attivi sono Rionero, Melfi, Moliterno ed ovviamente Potenza. Nel capoluogo è lo Sport Club Lucano, voluto ed istituito dal giovane venosino Alfredo Viviani, ad organizzare i primi incontri sul campo di Montereale. Lentamente verranno costituendosi molte altre società, spinte anche dal Regime fascista, che arricchiranno lo scenario sportivo dell'epoca dando vita ad entusiasmanti competizioni e, a volte, a veri e propri scontri capaci di infiammare anche i cuori sportivi più pacati.

Uno dei primi incontri ufficiali dei quali si abbia traccia, che vide schierate squadre appartenenti a città diverse, si svolse nel settembre del 1926 sul campo di Montereale a Potenza tra lo Sport Club Lucano e l'Unione Sportiva Moliternese, con il risultato finale di 2 a 2. Ad arbitrare gli incontri dell'epoca erano di solito i dirigenti delle stesse squadre. La squadra del Moliterno era una delle più attive ed organizzate dell'epoca: epiche sono alcune sue sfide con il Sapri, il Pro S. Lucia 1 e l'Aurora di Salerno. Nel 1929 è Melfi il terreno di un incontro memorabile: i padroni di casa subiscono una scottante sconfitta contro gli avversari del Rionero per 4 a 1. In quegli anni la diffusione del calcio si fa più capillare: nascono società calcistiche a Rotonda, Lauria, Castelluccio, Muro Lucano e in altri centri. Negli anni del Fascismo il Comitato Regionale Lucano si organizza in quattro sottocomitati facenti capo a Potenza, Maratea, Melfi e Roccanova. La compagine di Muro Lucano partecipa con discreti risultati ad un torneo che la vede impegnata, a Potenza, contro il Venosa, il Moliterno, il Melfi, il Matera e lo Sport Club Potenza, nel 1939. Il torneo vedrà la vittoria finale dei padroni di casa. Nell'immediato dopoguerra (1947) risultano affiliati alla FIGC le seguenti società: U.S. Pietragalla, U.S. Rionero, U.S. Tito, U.S. Lasorella Potenza, U.S. Libertas Potenza, U.S. Cersosimo, U.S. Genzano, U.S. Orazio Flacco Potenza, U.S. Acerenza, U.S. Viviani Potenza e U.S. Juventina Melfi. Il solo Potenza Sport Club è ammesso a disputare il girone S della Serie C Nazionale Lega Sud. Con la nomina dell'Avv. Di Pasca 2 alla presidenza della Lega Lucana, il quale eredita una situazione disastrosa con sole sei squadre affiliate, si prova a far rientrare sotto l'egida del Comitato tutte le gare amichevoli che, a centinaia, si svolgono in tutti i paesi. Si cerca in sostanza di far proselitismo per affiliare quante più squadre e tesserati possibile. L'opera di Di Pasca non si ferma qui: nel settembre del 1949 invia a tutti i sindaci una circolare con la quale invita i massimi esponenti locali a mettere a disposizione della comunità e delle società un terreno demaniale o a concedere un appezzamento di terreno che potesse permettere alle locali società di calcio di inoltrare richiesta di contributo alla FIGC per la costruzione del campo sportivo. 3 Nel 1950 inizia la vera attività ufficiale della Lega Lucana 4. Dopo tanta anni dai primi incontri amichevoli e dopo oltre mezzo secolo dalla costituzione della Federazione Italiana Giuoco Calcio finalmente la Basilicata dispone regolari campionati dilettantistici. Certo non osiamo immaginare cosa sarebbe stata la nostra Lega senza un uomo dello spessore di Di Pasca. Probabilmente l'attività ufficiale sarebbe slittata di molti altri anni ancora.

Il calcio a Matera nasce nel 1930 con l'Unione Sportiva Matera, presieduta dal cav. Mario Petracca e poi da Cesare Zagarella. La squadra, con la divisa granata, partecipa ai campionati uliciani (perché non ha un campo regolamentare) tra le società aggregate al Direttorio Regionale pugliese. La formazione tipo, allenata dall'ungherese Kovach, è: Della Monica, Morgese, Saponaro, Nitti, Raimondi, Frappampina, Candela, Cavaliere, Bonavoglia, Mastronardi, Molinari. Nel 1933 viene completata la costruzione del nuovo campo sportivo, così l'U.S. Matera può partecipare al campionato regionale di Seconda Divisione pugliese, massimo campionato regionale dell'epoca, denominato poi Prima Divisione a partire dal 1935-36. in Basilicata i primi tornei regionali si avranno solo nel 1949. La società, che nel campionato 1936/37si trasforma in Unione Sportiva Materana, resta la massima espressione calcistica cittadina fino alla seconda guerra mondiale. Durante la guerra il Matera è l'unica formazione non pugliese che partecipa nel 1944 al Campionato dell'Italia libera, competizione disputata nella Puglia liberata dalle forze alleate, mentre nel Torneo misto pugliese 1944/1945 si ritira al termine del girone di andata. Nel dopoguerra nascono diverse realtà calcistiche, ma quella che raccoglie l'eredità dell'U.S. Matera è il Matera Calcio, con i definitivi colori sociali bianco e azzurro, sorto nel 1947 e presieduto prima da Riziero Zaccagnini e poi dal comm. Ignazio Furlò, che ai suoi esordi schiera questa formazione: Porcari, Dragone, Flumero, Manzo, Caforio, Gagliardi, Ladik I, Amoroso, Sarcina, Francione I, Lavermicocca. Nel 1947/48 con molto coraggio si allestisce una compagine facendo leva su elementi come ex calciatori della Questura di Matera, completata da giovani locali, per partecipare al girone B del campionato pugliese di Prima Divisione, insieme a squadre come il Manduria, Lecce B, Maglie, Martina, Grottaglie, Ostuni. Nel 1950 il Matera Calcio (chiamato dai suoi tifosi la Materacalcio), pur avendo terminato al terzo posto il precedente campionato di Seconda Divisione lucana, viene ammesso per la prima volta ad un campionato interregionale, la Promozione (corrispondente all'attuale Serie D), gestito dalla Lega Interregionale Sud. La formazione che affronta il campionato di Promozione nel 1950/51, allenata da Dario Gai e successivamente da Umberto Zanolla, è la seguente: Manzin (Cristallo), Perentin (Magistro), Vittori (Mesto), Giani (Pellecchia), Ma ggio, Pugliese, De Grassi, Sarcina (Calvani), Gordini, Bechis,Gobitta. La squadra dell'epoca è composta prevalentemente da molti giovani friulani ed alcuni oriundi istriani tra i quali, oltre a qualcuno tra quelli menzionati, ci sono anche Virgulin, Spagnul, Tolloi, Zanutel, Zanolla, Colomban, Candussi, Fogar; in particolare nel 1950 sette calciatori originari della zona B del Territorio libero di Trieste che per motivi politici si erano trasferiti nella zona A, con a capo Gordini, vengono ingaggiati dal Matera con un contratto complessivo di centomila lire. Accolti festosamente dai tifosi materani, molti di loro si fermano nella città lucana per diversi anni. Al termine della stagione il Matera retrocede, e dopo un anno in Prima Divisione pugliese ed un altro in Promozione lucana, vince quest'ultimo campionato nel 1953 e torna nella categoria interregionale, che nel frattempo ha mutato il suo nome in IV Serie, dove partecipa per cinque stagioni consecutive. Al termine della stagione 1957/58 il Matera Calcio, dopo la retrocessione in Prima Categoria lucana, viene escluso dai ruoli federali, così la prima squadra cittadina diventa la Libertas Matera. La Libertas Matera, vero e proprio vivaio di giovani atleti locali, nasce anch'essa nel secondo dopoguerra. Nella stagione 1951/52 disputa con i suoi elementi ormai in crescita un ruolo da protagonista, lottando per le prime posizioni nel massimo campionato regionale lucano e giungendo alla finale per la disputa del titolo di campione regionale, vinta dal Moliterno. Francione I e Ladik II sono tra i convocati nella rappresentativa lucana. Nel campionato di Promozione lucana 1952/53 si assiste al primo derby della città dei Sassi, con il Matera Calcio che si impone in entrambe le gare sui cugini della Libertas per 4-0 e per 2-1. Nel 1954 però la Libertas incontra difficoltà organizzative, eliminando il calcio dalle proprie attività, e molti calciatori smettono di giocare mentre altri come Ladik II, Gaudio e Tomaselli si trasferiscono nel campionato pugliese di Prima Divisione. Tuttavia a partire dal 1957 riprende l'attività calcistica partecipando al massimo campionato regionale lucano, che nel frattempo ha cambiato denominazione diventando Campionato Dilettanti e negli anni ancora successivi Prima Categoria. Nel 1958/59 la Libertas Matera, con una squadra molto equilibrata in tutti i reparti e grazie all'esperienza acquisita, punta alla promozione in IV serie. L'impiego dell'esperto portiere Augusto Manzin (uno dei calciatori provenienti dal confine italo-jugoslavo ingaggiati anni prima dalla Materacalcio), il ritorno di Ladik II e l'innesto di elementi provenienti da altre squadre, assicurano solidità ad una compagine che inoltre si avvale di Labarile, Abbate, Taratufolo, Frascella, Lamacchia II, Contini e Paolicelli. La squadra però al termine del campionato si arrende al Monticchio Potenza negli spareggi per la promozione in IV serie, diventata serie D. Nella stagione 1961-62 la Libertas Matera vince il campionato di Prima categoria lucana ed è campione regionale, ma rinuncia a disputare la fase finale interregionale e così nella stagione successiva continua a disputare il massimo torneo regionale. Nel 1963 dalla fusione tra la Libertas e l'Acli Piccianello nasce il Foot Ball Club Matera, che due anni più tardi vince il proprio girone e le semifinali del campionato lucano di Prima Categoria e diventa campione lucano per la rinuncia della Libertas Invicta Potenza. A partire dal 1965, anno del ritorno in Serie D, si affaccia sulla scena colui che, succedendo a Riziero Zaccagnini, sarà il presidente del F.B.C. Matera per 22 anni, Franco Salerno 5, in seguito diventato anche Senatore della Repubblica, che porterà la società biancazzurra negli anni Settanta ai suoi massimi livelli di sempre. Dopo tre anni di serie D, il Matera vince nel 1967/68 il campionato davanti al Savoia e raggiunge per la prima volta la Serie C. Seguono sette stagioni consecutive di medio livello in serie C, terminate con la retrocessione in serie D nel 1975. Ma la permanenza in serie D dura un solo anno in quanto il Matera vince il campionato 1975/76 dopo un lungo duello con il Lanciano e torna in serie C. Nella gara decisiva, giocata contro il Grottaglie, un tiro dell'attaccante Chimenti 6 entrato in porta finisce in una smagliatura della rete e termina alle spalle della porta; l'arbitro non convalida il gol giudicando la palla fuori, ma la partita termina comunque con la vittoria del Matera per 2-0 e così si può festeggiare il ritorno in serie C. La formazione vincente, allenata da Mario Zurlini nella duplice veste di calciatore e allenatore, ha Vito Chimenti come capocannoniere con 17 reti. Nel 1978 avviene la ristrutturazione della serie C ed il Matera è ammesso alla neonata Serie C1. Il primo campionato di serie C1 della storia nella stagione 1978/79 non vede il Matera tra le favorite ma, dopo aver chiuso il girone di andata al quinto posto a 3 punti dalla vetta, i biancazzurri diventano la grande sorpresa dell'anno grazie ad una lunga serie di risultati positivi ottenuti nel girone di ritorno. La sconfitta esterna con il Catania alla terzultima giornata riapre i giochi al vertice della classifica, ma il Matera vince la gara interna successiva contro la Paganese e si appresta a disputare l'ultima giornata a pari punti con il Pisa e con un punto di vantaggio sul Catania stesso. Il 9 giugno 1979, nell'ultima giornata di campionato, il Matera affronta in trasferta la Lucchese; seguiti nella città toscana da oltre cinquemila tifosi, i biancazzurri vincono con un perentorio 4-0, confermandosi al primo posto nel girone. Così sotto la guida del presidente Franco Salerno, a cui è stato successivamente intitolato lo Stadio XXI Settembre, e dell'allenatore Franco Di Benedetto (premiato quell'anno con il Seminatore d'oro come miglior allenatore di Serie C), la città di Matera raggiunge per la prima ed unica volta nella sua storia la Serie B. Gli artefici in campo di quella promozione sono: Casiraghi, Generoso, De Canio, Pavese, Beretta (Giannattasio), Gambini, Picat Re, Sassanelli, Aprile, Morello, Raffaele, quest'ultimo capocannoniere della squadra con 15 reti. L'esordio del Matera in Coppa Italia di Serie A e B nel 1979 non è particolarmente felice in quanto affronta la Lazio allo Stadio Flaminio perdendo per 5-0. L'esordio in campionato invece è decisamente migliore. Il Matera infatti mette a segno la prima rete del campionato di serie B 1979/1980: Dopo soli sei minuti di gioco il centrocampista Aldo Raimondi 7 (diventato poi allenatore del Matera per diverse stagioni, l'ultima delle quali nel 2007) porta i biancazzurri in vantaggio contro il Genoa allo stadio Luigi Ferraris. Il vantaggio del Matera viene poi vanificato dal pareggio di Odorizzi e la gara termina 1-1. La prima partita di serie B disputata dal Matera in casa è quella con il Taranto davanti ad oltre quindicimila spettatori, record assoluto di presenze per lo stadio materano, terminata 1-0 per i biancazzurri con un rigore per gli ospiti parato da Casiraghi ed una rete da antologia dell'ala Luciano Aprile. Nonostante alcuni risultati prestigiosi (vittorie a Genova contro la Sampdoria e a Bergamo contro l'Atalanta e successo interno contro il Verona) ed un buon girone di andata terminato al 14º posto in piena zona salvezza, il Matera crolla nel girone di ritorno; alla quinta giornata di ritorno, nella fase cruciale della stagione, il contestatissimo annullamento di un gol di Florio al 90º minuto contro il Monza causa incidenti che portano alla squalifica del campo per due giornate, e da allora in poi il rendimento della squadra cala vertiginosamente. I lucani terminano così la stagione all'ultimo posto, superati dal Parma all'ultima giornata e ad otto punti dalla salvezza, e di conseguenza retrocedono in serie C1. 8 Nell'anno successivo continua il declino con l'immediata retrocessione dalla serie C1 (campionato ricordato anche per il tragico rogo del Ballarin avvenuto all'ultima giornata prima della gara tra Sambenedettese e Matera) 9, a cui seguono alcuni discreti campionati di serie C2 tra cui spicca quello del 1985/86 in cui il Matera raggiunge il quarto posto nel girone C. In questi anni in società muove i suoi primi passi da direttore sportivo Nicola Salerno 10, figlio del presidente; tuttavia il glorioso ciclo cominciato ventidue anni prima si chiude con l'abbandono di Franco Salerno al termine della stagione 1986/87, quando il Matera giunge quart'ultimo ma retrocede nel campionato Interregionale a causa della peggiore differenza reti negli scontri diretti con il Pro Italia Galatina.