Il miracolo calcistico della città di Potenza - terza parte
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Il miracolo calcistico della città di Potenza - terza parte

Il Potenza Sport Club riuscì a mantenere, tra alti e bassi, la Serie C fino alla stagione 1972/73. Seguirono diverse stagioni durante le quali la squadra ballonzolò tra Serie C e Serie D fino a giungere alla stagione calcistica 1985/86.

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Il miracolo calcistico della città di Potenza - terza parte

All'inizio della stagione calcistica 1966/67, anche «Il Giornalino» 1, settimanale nazionale a grande tiratura riservato ai ragazzi, si era accorto delle eccezionali imprese calcistiche del Potenza, la squadra-simpatia capace di segnare sempre un gol in più dell'avversario. L'importante periodico non esitò a mettere i rossoblù su di un trono ideale raccontando, senza enfasi ma con realismo, la storia del Potenza Sport Club. Come all'inizio di ogni annata, ragioni di bilancio e politica dei prezzi avevano fatto scomparire dalla scena l'ultimo undici messo su. Dei vari Spelta, Lodi, Caocci, Coramini, Baisi, non era rimasto che il ricordo. Il ricordo di questi promettenti calciatori si affievolì, però, quando i sostituti diedero ampia garanzia delle loro possibilità. Giunsero in Basilicata Zanon, Baldisserri, il portiere Di Vincenzo, il nuovo mediano Agroppi, il cannoniere Piaceri, l'ala destra Veneranda. Pasquale Daraio dalle colonne de «La Gazzetta del Mezzogiorno» scriveva:

Un Potenza tutto nuovo ma non per questo meno battagliero, meno forte[…]. Un Potenza povero… ma bello, una società moralmente sana, dove tutti arrivano quasi a malincuore; ma che non tanto facilmente lasciano perché al Potenza ci si affeziona 2.

Un cambio di guardia ci fu anche alla guida tecnica della società: a mister Renato Lucchi subentrò Alfredo Mancinelli 3,l'eterno e taciturno secondo del Potenza. L'inizio di campionato fu sfavillante ma, dopo il brillantissimo periodo, la squadra accusò delle battute a vuoto che determinarono le prime sconfitte. Il 27 novembre 1966 le telecamere RAI, per la prima volta nella storia sportiva della Regione, giunsero in Basilicata per trasmettere un tempo di Potenza-Sampdoria. Nonostante la partita terminò sullo 0 a 0 fu un incontro avvincente e a fine match Fulvio Bernardini 4, tecnico dei doriani, affermò:

Il Potenza è stata la squadra più bella e più forte incontrata dallaSampdoria in questa prima parte del torneo.

Prima dell'inizio della partita, l'Avv. Colantuoni, presidentedella squadra genovese, a nome dei tifosi meridionali della Sampdoria, fece dono di una medaglia d'oro a Nino Ferri, leader del Potenza Sport Club, per le benemerenze sportive acquisite. I meriti del Potenza, quindi, non erano circoscritti solo alla Basilicata ma avevano varcato confini più vasti. Tutti parlavano di questa squadra-miracolo e, giocoforza, la critica, anche quella più accreditata, cominciò ad interessarsi vivamente alle vicende dell'undici lucano. Su tutti i commenti spiccò quello di Nando Martellini (5).

Per la prima volta, nello scorso mese di novembre, ho visto giocare il Potenza. Avevo aspettato l'occasione, proprio allo stadio Viviani, perché volevo vedere sul posto questo fenomeno che esce dal binomio città-squadra. I calciatori cambiano ogni anno per oltre la metà, ma il rendimento della formazione resta quasi identico, con il risultato di sfiorare ad ogni primavera quella promozione che incendierebbe la regione Basilicata. È segno di una chiara impostazione dell'ambiente, della serenità d'intenti in cui si muove la squadra, di armonia nell'interno della società. Sono tutti gioielli, in questo momento, di disordine calcistico. A Potenza, la bufera che minaccia di travolgere il mondo del calcio non arriva nemmeno come eco lontana[…]. Ho visto con quale dedizione e quale slancio la folla segue la partita e gli sforzi del Potenza. Tanto che mi son chiesto: cosa succederebbe a Potenza e alla regione tutta se il programma del Potenza prima o poi riuscisse e se il Potenza arrivasse in Serie A? Sarebbe una favola divenuta qui splendida realtà meritata, alla quale tutti si sentirebbero legati e della quale tutti porterebbero un po' il merito. Quella con la Sampdoria, in novembre, era la prima trasmissione televisiva che veniva fatta a Potenza. Speriamo che ne seguano altre. Coraggio, tifosi potentini, ci vuole così poco a sognare[…].

Il campionato 1966/67 procedette con risultati alterni e nonostante il calo nella seconda parte del torneo, il Potenza si classificò al settimo posto con 39 punti. A dare lustro alla storia del Potenza Sport Club in questa stagione fu Aldo Agroppi che, molto probabilmente, insieme a Roberto Buoninsegna è stato uno dei calciatori di maggior prestigio che hanno vestito la casacca rossoblu.

Il quinto anno del miracolo calcistico potentino, la vita in Serie B si fece più dura. Come di consueto andarono all'asta i pezzi migliori: Agroppi, Di Vincenzo, Carrera, Piaceri. Per sostituirli nella stagione 1967/68 si fece ricorso a giovani calciatori questa volta provenienti da squadre cittadine che militavano in campionati inferiori come la Libertas Invicta, l'Ipas e l'Enaoli Potenza. Il 26 giugno 1967, mentre Nino Ferri era fermo nella decisione di voler lasciare il sodalizio dando però ampia fiducia a Mancinelli che aveva lavorato con profitto, la società lanciò l'S.O.S. mediante una sottoscrizione popolare che era di 1000 lire l'una da effettuare presso le banche o la sede della stessa società. Sulla stampa intanto si leggevano alcuni commenti sul nuovo Potenza. Giorgio Mancusi dalle colonne di «Tuttosport», affermava:

Potenza quasi nuovo, ancora una volta. Partiti Di Vincenzo, Agroppi, Veneranda e Piaceri, sono arrivati Bressan (classe '39, alto 1,83, para all'inglese, cura molto la posizione), Cappellaro, 30 anni, Pagani, 31 anni, Rossetti, Manini e Bongiovanni. Sono partiti Spanò e Montenegro e non più utilizzabili Nesti e Meciani. Ci sono molte incognite, soprattutto perché non si sa come se la caveranno i non più giovani Cappellaro e Pagani. Non c'è da stare Allegri, insomma. Mister Mancinelli si ritiene comunque soddisfatto[…] (6).

Le perplessità espresse ad inizio stagione dal giornalista Mancusi si rivelarono fondate. La crisi del Potenza ebbe conferma nell'esonero dell'allenatore Alfredo Mancinelli, fu il primo esonero in assoluto per la società rossoblù. Si scatenò subito la bagarre su chi dovesse essere il nuovo allenatore; si fecero i nomi di Parola, Tognon e Achilli ma alla fine la spuntò l'ex portiere del Padova Antonio Pin. Come se non bastasse, l'amministratore unico della società, Nino Ferri, a cui la Potenza sportiva doveva tutto, a causa di dissapori e critiche mosse soprattutto dai tifosi, annunciò ai primi di dicembre le sue dimissioni. Dopo quattro anni di successi, la stagione calcistica 1967/68, il quinto anno consecutivo del Potenza Sport Club in Serie B, ebbe un triste epilogo. I rossoblù non riuscirono a ripetersi classificandosi all'ultimo posto con soli 23 punti. La retrocessione sancì così la fine di uno splendido sogno durato per cinque stagioni.

Il Potenza Sport Club riuscì a mantenere, tra alti e bassi, la Serie C fino alla stagione 1972/73. Seguirono diverse stagioni durante le quali la squadra ballonzolò tra Serie C e Serie D fino a giungere alla stagione calcistica 1985/86 che segnò la fine della storia del Potenza Sport Club. Infatti, dopo 68 anni di vita fu presentata l'istanza di fallimento presso il Tribunale e la maggiore squadra di Potenza scomparve. Due anni dopo, l'Edilpotenza disputò uno spareggio contro il Pro Matera per il salto in interregionale: si giocò sul campo neutro di Trani in una cornice di pubblico eccezionale. L'11 rossoblu, guidato da Tanino Montenegro, vinse con un gol del guizzante Vicenzo Lancellotti, bandiera della squadra. L'ampliamento dell'organico delle squadre in Serie C consentì all'Edilpotenza, divenuto Potenza Calcio, di disputare il campionato di Serie C2 grazie al ripescaggio voluto insistentemente dall'impareggiabile Avv. Umberto Di Pasca 7. Nella stagione 1991/92 il Potenza tornò a disputare il campionato di Serie C1 salvandosi all'ultima giornata nello spareggio dello Zaccheria contro il Foggia. Il 1 agosto 1994 il Potenza fallisce nuovamente. Dalle sue ceneri nacque l'Invicta Banca Mediterranea, appena promossa nei dilettanti nazionali. Con l'arrivo del 2000 la città di Potenza presenta due squadre nel campionato di Eccellenza: il CUS Potenza e l'A.S.C. Potenza. Quest'ultima, nella stagione 2002/2003 disputa il campionato di Serie D ottenendo un onorevole sesto posto 8.