Sport e sessualità
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Sport e sessualità

Sport e sessualità, etica comune. La partecipazione, la passione, la gara, la gratificazione.

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Sport e sessualità

Vivere bene lo Sport e la sessualità richiede un'etica di comportamento che ha dei punti in comune. Vediamone alcuni.

La partecipazione

È una condizione indispensabile per vivere un evento sportivo perché è l'aspetto che permette ad ognuno ( anche se non direttamente impegnato nell'azione ) di essere protagonista, di sentirsi coinvolto in prima persona sia nell'azione che nella conseguenza dell'azione stessa.
La stessa cosa non può che non avvenire nel vivere la propria sessualità. Partecipare come capacità di godersi il presente momento per momento riconoscendosi pienamente nel ruolo di protagonista delle azioni ma anche delle percezioni, delle emozioni, dei sentimenti.

La passione

La sportività, sia essa espressa in modo attivo con l'azione o in modo passivo con il tifo, è intrisa di passione, di esaltazione. È, per sua natura, un modo impetuoso e travolgente di vivere o seguire l'azione ed anche il proprio senso di appartenenza.
La sessualità e l'amore sono passione quando esprimono tutta l'emozionalità che accompagna la propria dedizione, la donazione di sé, la propria appartenenza all'altro. La sessualità, per sua natura, si nutre di emozioni, di passionalità, di innamoramenti, di scambi erotici che le conferiscono le caratteristiche proprie della impetuosità, della pulsionalità, della esclusività.

La gara

Nello sport esiste la gara che comporta competizione contro l'avversario. Purtroppo anche nella sessualità spesso si vivono le gare, con se stessi, con l'altro, con il proprio problema. Chi dovrebbe essere il proprio alleato contro tutto e tutti diventa, in questo caso l'avversario contro il quale si dovrebbe agire la propria potenzialità sessuale. Il fallimento allora è proprio legato a questo atteggiamento di contrapposizione che ha scarso significato erotico - quindi poco eccitante - e grande valenza tensiogena - quindi tutt'altro che rilassante.

È così che la soddisfazione viene sostituita dal tormento, dalla frustrazione, dal senso di sconfitta. Causa di tutto questo sono le proprie paure, le insicurezze, le ansie, le angosce, le proprie convinzioni di non farcela, di non sapercela fare, di non essere accettati. Come nello sport, anche nel rapporto sessuale, quando scattano questi meccanismi di disagio non si riesce a vivere serenamente e pienamente il proprio ruolo. È allora che scattano nella coppia quei giochi di potere così impropri poter minare il campo della relazione amorosa fino a renderla impraticabile.

La gratificazione

Fa parte di una sessualità matura e libera in cui il rispetto vicendevole e l'apprezzamento reciproco portano ad una capacità di abbandono indispensabile per una percezione profonda della propria soddisfazione psico-fisica.
In questo senso quindi lo sport ci insegna molto:
Come un atleta di "salto in alto" non potrebbe volare sopra l'asticella se non fosse concentrato con la mente su ogni movimento del corpo fino a diventare un tutt'uno fra corpo e mente così un uomo e una donna non potrebbero mai raggiungere il massimo piacere sessuale se ognuno di loro non fosse concentrato sulle sensazioni psico-fisiche che lo scambio amoroso provoca in loro.

Conclusioni

Sessualità e sport insomma possono e devono convivere ma questo è possibile tanto più in soggetti maschili o femminili capaci di offrire giusta attenzione ad entrambi nel rispetto di una attenta autogestione delle proprie energie psico-fisiche pur nel rispetto della specificità dell'evento che si sta vivendo in quel momento.

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