Disposizioni ministeriali e ginnastica femminile
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Disposizioni ministeriali e ginnastica femminile

Disposizioni ministeriali del 1861/62 e ginnastica femminile, la legge De Sanctis e successivi provvedimenti, la legge Daneo Credaro.

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Disposizioni ministeriali del 1861/62 e ginnastica femminile

Con la circolare ministeriale del De Sanctis si erano fissati i punti chiave del nuovo insegnamento, cercando di rimuovere la tendenza dei singoli insegnanti di personalizzare, stravolgendoli, i programmi, viene dunque approntata una discriminazione nei confronti della ginnastica militare utilizzata a scopi pedagogici. Ultima soglia da superare era ora l'aspetto femminile dell'attività. Per parlare di educazione fisica femminile bisognerà aspettare il 1867 anche se, per alcuni, le donne non erano portate per questa pratica. Ad opporsi a questo schieramento c'era chi sosteneva, al contrario, che la ginnastica, impegnando anche l'intelletto, oltre al fisico, poteva impegnare le donne nella parte intellettiva. L'Oberman scrisse addirittura un libro in proposito chiamato proprio "la ginnastica femminile" e, dopo il 1867, si fonda a Torino una scuola normale di ginnastica preparatoria femminile. Non si parla più di brevi periodi preparatori ma di corsi della durata di 8 mesi, durante i quali si apprendono molteplici discipline. Le basi per una nuova ginnastica educativa sono poste.

Legge De Sanctis e successivi provvedimenti

È la prima legge interamente dedicata all'educazione fisica. Si compone di 8 articoli e , tutte le successive leggi si riallacciano a questa. Si comincerà ad occuparsi di tutti gli aspetti che l'insegnamento della disciplina comporta, in primo luogo la preparazione degli insegnanti, per i quali, verranno istituiti corsi di formazione e specializzazione. Siamo nel 1878. Si ribadisce l'obbligatorietà dell'insegnamento in tutte le scuole. L'unico errore che la legge non aveva previsto, fu l'assegnare il compito di istruire ad ex militari, dalla mentalità chiusa e privi delle necessarie basi didattico-culturali necessarie ed improntare l'insegnamento.

Dieci anni dopo, nel 1888, il ministro della pubblica istruzione Boselli, approva tre importanti provvedimenti, istituisce il ruolo organico degli insegnanti di educazione fisica equiparandoli, nel trattamento economico-giuridico, a quello degli altri insegnanti; viene rielaborata e ribadita l'importanza sul piano pedagogico dell'educazione fisica; la scuola di Ginnastica di Roma viene trasformata in "Regia Scuola Normale di Ginnastica Educativa" e ne vengono espresse finalità e materie di studio.

Il Congresso di Genova del 1892

Il Congresso di Genova del 1892 pone l'Italia un gradino più in alto per i numerosi provvedimenti pur con la pecca di strascichi militareschi. Altro esempio per l'Europa venne dato da Thomas Arnold (1795-1842) che, nel 1823, organizzò gare nel noto College di Rugby da cui deriva il nome del gioco. Arnold, utilizzando lo sport come mezzo di educazione, dà il via a numerose altre manifestazioni fra le quali la regata fra Oxford e Cambridge. Le qualità positive di questo sitema, che si basa essenzialmente sul fattore sportivo, si esprimono al meglio nelle scuole dove i ragazzi vengono educati sia dal punto di vista intellettivo che fisico, senza che l'uno prevalga sull'altro.

Nel collegio di Rugby, prima che Arnold diventasse docente nel 1823, lo stress accumulato dai ragazzi era molto alto e sfociava in situazioni poco piacevoli. L'intuizione che ebbe Arnold fu di aumentare le ore di ginnastica, piuttosto che impartire delle punizioni che avrebbero solo aumentato le ostilità. Arnold migliorò il grado di preparazione del college sfruttando lo sport come mezzo educativo e pedagogico per i ragazzi, nacque il mito dello studente campione. Assieme ai college, sempre in Inghilterra, nascono i club sportivi riservati agli aristocratici. L'Inghilterra diviene il motore degli sport di squadra.
Dal congresso emergono teorie spesso fra loro divergenti fra i sostenitori di una ginnastica libera (sul modello inglese) più ludica, e quelli che ritenevano più giusto praticarla con gli attrezzi volti all'irrobustimento delle strutture. Personaggio di spicco nel congresso fu il prof. Todaro, secondo il quale le due tendenze dovevano interagire.

Nel congresso si parlò anche della struttura del corpo umano nelle varie fasi della crescita e della necessità dunque di adattare la ginnastica ai diversi periodi.
Nel 1893 venne emanato un regio decreto sui nuovi programmi dell'educazione fisica, risultato di una commissione di studio sulla situazione, col compito di fornire una ventata innovatrice e, a tal proposito, venne fondata una scuola, sorsero numerose iniziative parascolastiche e si tennero numerosi congressi, si organizzarono corsi per il personale docente.

La legge Daneo Credaro

Nel 1900 si tiene un congresso a Parigi, seguito da uno a Napoli, sull'educazione fisica. Il quadro che ne emerge spinge a svolgere un'inchiesta per verificare lo stato attuale delle cose. Quello che ne emerge è una situazione non ottimale, principalmente dovuta ad un'erronea applicazione della legge De Sanctis. Ci si propone di adeguare le strutture e di aumentare il numero di ore di educazione fisica. Vengono istituiti la Federazione Nazionale Scolastica e l'Istituto Nazionale per l'incremento dell'educazione fisica in Italia. L'opera di questo Istituto si concretizzerà spronando la promulgazione, il 21 dicembre 1909, di quella che venne definita la legge Daneo-Credaro, che metterà ordine in materia di educazione fisica con i 25 articoli dai quali è composta. Stabilisce l'obbligatorietà dell'insegnamento dell'educazione fisica in tutti gli ordini di scuola e detta le regole del suo insegnamento, le ore da dedicare, l'obbligo dei comuni di costruire strutture adeguate, formazione degli insegnanti, regolamentazione della possibilità di diventare insegnanti di educazione fisica in seguito al superamento di un esame (purché iscritti al quarto anno di qualsiasi facoltà).

Questa legge pose nuovamente l'Italia all'avanguardia rispetto alle altre nazioni europee. Purtroppo, poiché l'Italia si trovava a dover affrontare il primo conflitto mondiale, questa legge venne completamente disattesa. Si tornò a parlare di educazione fisica con la fine della guerra, con la formazione di una nuova commissione e di un nuovo congresso a Torino, dal quale emergono tre nuove linee di pensiero: il prof. Guerra propone di scindere l'educazione fisica dal ministero, al fine di farla gestire da un Ente sotto il controllo ministeriale. Il prof. Monti ribadisce che, essendo l'educazione fisica una disciplina formativa per l'alunno, non debba essere staccata dal ministero della P.I.; l' On. Gasparotto, ministro della guerra, auspica che, tale disciplina, cada sotto la tutela del suo dicastero. Intanto in Italia, sul modello inglese, sorgono le prime associazioni scoutistiche.