Le colonie termali
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Le colonie termali

Le colonie termali, la nascita ed il ruolo preventivo e terapeutico nella salute dei più giovani.

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Verso la fine del diciottesimo secolo i bambini bisognosi venivano portati al mare per essere curati poiché l'aria di città, in Inghilterra, era irrespirabile a causa della rivoluzione industriale. Le strutture nate per tale fine si chiamavano "Ospizi Marini". Qui venivano portati i bambini bisognosi per soggiornarvi e fare dei bagni di sole ed in acqua, per migliorare la circolazione sanguigna.

Nella metà del 1800 queste strutture vennero impiantate anche in Italia, grazie all'opera di Giuseppe Barellai (nel ritratto) un medico che, per primo, ne impianta uno a Viareggio nel 1856, grazie ai finanziamenti ricevuti dall'aristocrazia del tempo. Il periodo di cura andava dai 40 ai 60 giorni e le malattie più comuni erano la scrofola (malattia della pelle) e la TBC. Naturalmente questi ospizi erano relegati in zone non centrali della spiaggia, poiché la vista dei bambini malati era poco gradevole. Quando la situazione venne presa in mano dal fascismo, le colonie prendono forma di prevenzione, con attività anche di tipo ludico, tendenti a far perdere le caratteristiche di ospedale. Ovviamente ricevevano il finanziamento dello stato e non più dell'aristocrazia.Il motivo di tanto interesse attorno alla salute dei bambini è da ricercarsi in una ragione molto semplice, dei bambini forti avrebbero costituito un esercito forte.

Nei primi anni 20' queste strutture vennero impiantate in edifici già esistenti e, successivamente, si costruirono delle strutture proprie, al fine di meglio controllare la situazione. Questo accadeva già negli anni 30'. Le colonie passarono dunque dal controllo dell'ONMI (Opera Nazionale Maternità Infanzia) a quello del PNF (Partito Nazionale Fascista).

Il compito di maestre era svolto dalle iscritte ai fasci femminili di combattimento, che offrivano gratis il loro lavoro. Nel 1931 nacque l'EOA (Ente Opere Assistenziali) con il compito di finanziare le colonie termali e, sempre in quell'anno, viene istituito il primo regolamento per le colonie, prima affidate ad ordinamenti. Le colonie venivano divise in base al luogo in cui erano situate in marine, montane, lacustri, collinari, campestri o agricole. Quelle marine erano le più popolate. Altro metodo di classificazione era in base al periodo di tempo che i bambini dovevano trascorrerci:

  • Permanenti: sola funzione curativa, venivano accettati bambini già malati (TBC, scrofola, rachitismo) la durata era dai 3 ai 6 mesi
  • Temporanee: con funzione preventiva o per bambini con problemi minimi, durata dai 30 ai 40 giorni
  • Diurne: bambini non pernottavano, venivano prelevati al mattino e portati a trascorrere l'intera giornata nelle colonie. Erano soprattutto per bambini con problemi di denutrizione
Molte erano strutture nuove con lo scopo di irrobustire i bambini. Questi edifici erano divisi in camerate dove dormivano sino a 30 bambini, erano dotate di numerosi servizi igienici, di un refettorio, un'infermeria ed un piccolo ospedale dove ricoverare i bambini che subivano insolazioni o eritemi. Ogni gruppo di circa 30 bambini, aveva il suo capogruppo ed almeno due signorine di colonia. Ovviamente i gruppi erano o di soli ragazzi o di sole ragazze.

Tutti i bambini erano controllati e assistiti, l'igiene era molto curata e, all'arrivo in colonia, veniva dato loro un corredo completo di vestiario per la permanenza. L'assistenza sanitaria era molto sentita. La divisione in squadre (gruppi) era fatta in base all'età o allo sviluppo fisico, cercando di raggruppare bambini dello stesso luogo di provenienza. La vita di colonia era molto rigida e, i bambini, venivano sorvegliati anche durante la doccia. La giornata cominciava con il saluto alla bandiera posta in spiaggia e raggiunta marciando, seguiva mezz'ora di esercizi e poi la colazione in refettorio. Dopo la colazione i bambini avevano un'ora libera durante la quale, in realtà, veniva loro impartita una dottrina politica. Successivamente si tornava in spiaggia per le cure composte da un bagno d'aria, un bagno di sole ed un bagno in acqua. Durante il bagno d'aria i bambini dovevano respirare e rilassarsi sotto tendoni al riparo dal sole per acclimatarsi. Seguiva il bagno di sole, della durata di circa un'ora, durante il quale, progressivamente, venivano esposti al sole. Infine, senza forzature, venivano invitati ad immergersi per 20 minuti. Intorno alle 13.00 si pranzava abbondantemente, con lo scopo di far aumentare di peso e di massa muscolare. La dieta era di circa 2000 Kcal per i bambini dai 5 ai 9 anni e di 2400 Kcal per i bambini dai 9 ai 12.

Dopo il pranzo seguiva un piccolo riposo, poi un altro indottrinamento e una marcia in spiaggia. Era dunque la volta della ginnastica (solitamente esercizi paramilitari), degli esercizi imitativi e dei giochi di squadra. Alle 21.00, dopo la cena, erano di nuovo tutti a letto. Nelle colonie non vi era discriminazione sociale, però veniva meno l'individualità e la personalità del bambino a causa del forte indottrinamento che si forniva in ogni azione da parte delle signorine di colonia aventi, a loro volta, un forte credo fascista, le quali seguivano anche dei corsi prima di svolgere il ruolo di educatrici.