Lo sport nel mondo greco - seconda parte
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Lo sport nel mondo greco - seconda parte

Organizzazione delle competizioni sportive nel mondo greco, le corse dei carri e dei cavalli, il pentathlon.

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Ad Olimpia la tipologia di gare rimase sempre uguale da quando fu fissata intorno al 500 a.c., al contrario di ciò che avvenne per gli altri posti dove si disputavano delle competizioni. Gli atleti si recavano ad Olimpia un mese prima delle gare per uniformare le tecniche di esecuzione delle prove nelle quali dovevano cimentarsi e per verificare la loro competitività.

In questo periodo potevano anche scegliere di ritirarsi, senza vergogna. Una volta che i giochi erano aperti, ritirarsi costituiva una grave onta per se e per la città Stato che si rappresentava.Le date delle competizioni erano "pubblicizzate" nel territorio ellenico per mezzo degli araldi.

Ogni atleta aveva al suo seguito uno stuolo di persone che lo aiutavano (allenatore, massaggiatore ecc.) senza considerare i numerosi spettatori che, quasi per dovere, almeno una volta nella vita si recavano ad assistere ai giochi. Attorno ad Olimpia numerose erano le strutture che prendevano vita in quel periodo, per tornare ad essere successivamente, una città sacra e luogo di culto. I giorni dedicati ai giochi erano 5, dei quali il primo dedicato ai giuramenti di lealtà ed il quinto dedicato ai festeggiamenti. Restavano quindi solo 3 giorni effettivi per le competizioni. Il primo giorno le competizioni si dividevano tra la mattina in cui si svolgevano:

  • Corsa dei carri (quadriglie) con due ruote e trainati da 4 cavalli, sulla distanza di circa 9 km (pari a 12 giri di campo)
  • Corsa dei cavalli, montati a pelo. (In questa gara, solitamente, partecipava un ricco signore, proprietario del cavallo e che riceveva l'onore in caso di vittoria, ed un suo servo che montava il cavallo. Potevano partecipare anche le donne, ma solo come proprietarie del cavallo. (Loro, infatti, non potevano nemmeno assistere alla competizione, dato che si svolgeva in nudità

Nel pomeriggio c'erano le gare di: pentathlon. Il vincitore era quello che aveva i miglior risultati in 3 sport. E, nel caso uno si distinguesse da subito nelle prime tre, le successive due non erano nemmeno disputate.

Le prove del pentathlon erano:

  • La corsa veloce
  • Lancio del disco
  • Lancio del giavellotto
  • Salto in lungo
  • Lotta

La corsa si disputava sulla distanza di 165 metri circa. Nel lancio del disco, la misurazione, era effettuata solo al fermarsi del disco, considerando lunghezza del lancio anche eventuale spazio percorso dal disco rimbalzando o strisciando.
Ogni atleta poteva effettuare 5 prove, ed era ritenuta valida la migliore. La prova di lotta finiva piuttosto presto, ed aveva come scopo quello di squilibrare e portare a terra l'avversario.

Durante il terzo giorno, al mattino, si uccidevano cento buoi, molti dei quali in onore agli dei, altri per banchettare.
Nel pomeriggio c'erano le gare dei più giovani (12-17 anni, sulla cui età faceva fede la parola dell'allenatore, non sempre rispondente a verità). Le altre caratteristiche necessarie per disputare queste competizioni erano: la cittadinanza, la moralità e l'essere figli di coppie legittime. Queste gare erano riservate ai soli uomini e, essendo disputate in nudità, non era consentito l'accesso alle donne, nemmeno come spettatrici (ad eccezione delle sacerdotesse di Era). Le gare consistevano in prove di corsa, pugilato e lotta.

Nel quarto giorno si disputavano le gare extra pentathlon, vale a dire singole specialità appartenenti anche al pentathlon. Queste erano: la lotta, il pugilato a oltranza, la corsa (sui 200; 400; 800; 4500), ed il pancrazio (lotta violenta e senza regole che terminava con la resa dell'avversario, con il suo svenimento o immobilizzazione. L'unica mossa non consentita era cacciare le dita negli occhi dell'avversario).