Sport e umanesimo
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Sport e umanesimo

Avvento dell’umanesimo e ripercussioni sul mondo sportivo, le iniziative di Vittorino da Feltre e l'opera di Girolamo Mercuriali.

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Verso la metà del XIV secolo, e sino al XVI, prende piede in Italia l'umanesimo. Si ricomincia a dare importanza alla vita terrena e non solo a quella ultraterrena. Si ritrova quindi interesse per i giochi del mondo antico, come attività di svago e ludica. Si ripropongono queste attività anche come strumento per migliorare le prestazioni e le capacità fisiche. Un grande rivoluzionario in quest'ambito fu Vittorio Rambaldoni da Feltre (1378), meglio conosciuto come Vittorino da Feltre, che darà uno spazio fondamentale alla pratica sportiva fondando la "Ca' Gioiosa" a Mantova nel . Alla "Ca' Gioiosa" la giornata trascorreva in un intenso lavoro, in cui l'esercizio mentale sì alternava alle pratiche ginniche. Proprio in questo sta uno dei meriti più grandi di Vittorino: essere stato uno dei primi a realizzare un tentativo di armonico sviluppo mentale e corporeo.

L'insegnamento si basava ancora sulle arti del trivio e quadrivio, ma Vittorino lo curava moltissimo soprattutto nell'approfondimento delle conoscenze. Nondimeno, egli voleva che terminato lo studio, questo fosse lasciato da parte, di modo che la mente potesse ritemprarsi: per questo motivo egli si curava molto anche degli esercizi ginnici, della lotta, delle escursioni al vicino lago di Garda.

Girolamo Mercuriali

Fu il primo a intuire come la ginnastica poteva avere un fine pedagogico, dopo aver soprattutto osservato la conduzione del metodo di studio nella scuola di Guarino Guarini a Venezia. Ad accorgersi invece dell'utilizzo su base medica fu Girolamo Mercuriali (seconda metà del 1500), autore fra l'altro di "De arte Gymnastica". La sua fama era tale da essere chiamato per consulti da imperatori e nobili. Fin da giovane intraprese con grande successo l'università, studiando anche Ippocrate e Galeno. Nella sua pubblicazione più importante ebbe anche il merito di aver dedicato 3 dei 6 volumi ad una ricerca storica dello sport.
Baldesar Castiglione (Mantova 1478 - Toledo 1529) fu uomo di corte a Mantova, Urbino, Roma e Madrid. Scrisse carmi latini e rime volgari. Il libro del Cortegiano ebbe una larghissima fortuna in tutta l'Europa del Cinquecento e si è tramandato fino a noi come una delle opere più importanti del Rinascimento. Nel volume egli descrive, in una sorta di galateo, il comportamento da tenere da parte dei cortigiani, vista l'allora diffusione delle corti. Ma è anche un libro che serve da monito per altre problematiche. Pubblicato a ridosso del Sacco di Roma, nel 1528, e pochi mesi prima della morte del suo autore, il Cortegiano si presenta come una complessa architettura retorica.
In apparenza intento a delineare la figura del perfetto uomo di corte, in realtà il testo affronta i temi caldi di quegli anni; la crisi italiana nel contesto europeo, la dubbia moralità degli uomini di governo, l'assenza di un principe italiano, la centralità della Roma pontificia, e ancora, il tramonto del Rinascimento padano, l'emergere di nuove istituzioni monarchiche, un'ideale di equilibrio e di misura che è già una memoria del tempo perduto.