Storia della pallavolo
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Storia della pallavolo

La pallavolo nasce nel 1895 grazie all'insegnante di educazione fisica William G. Morgan, mentre dobbiamo il nome della disciplina ad Alfred T. Halstead. Dagli esordi, alla Scuola cecoslovacca, fino ai giorni nostri

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Storia della pallavolo

Il gioco della pallavolo fu ideato nel 1895 da William G. Morgan insegnante di educazione fisica all'YMCA (Young Men's Christian Association) nel Massachussetts. Morgan gli diede il nome di "minonette" e lo ideò per tenere in forma, durante la lunga pausa invernale, i giocatori di baseball e rugby. Il gioco era già conosciuto in Italia, Francia ai tempi del medioevo in quanto era un gioco aggraziato che veniva praticato nelle corti nobili ma che prese piede anche tra la borghesia mentre in Germania aveva assunto il nome di "faustball". Morgan però introduce una novità importante: mentre in Francia la Minonette permetteva che la palla facesse un rimbalzo a terra, nel nuovo gioco la palla doveva essere colpita al volo.

Ad opera di Alfred T. Halstead si deve il moderno nome di "volley" (lett. Raffica, colpo violento) riprendendo un termine usato nel tennis che indicava con "volley" il colpo al volo senza rimbalzo. Il volley non incontra il favore degli sportivi americani tanto che occorrerà attendere il 1900 per vederlo giocare in Canada ed il 1905 a Cuba mentre, grande entusiasmo ottenne al suo arrivo in Sud America e poi in Asia per giungere poi nel 1913 in Cina e Corea in cui vennero organizzati i primi campionati asiatici. In Europa la pallavolo arriva durante la Grande Guerra con i soldati americani in cui il dr. Fisher propose di inserirla nei programmi ricreativi della truppa.

Finita la guerra la pallavolo riprende a svolgere il suo compito principale: quello di sport divertente e associativo in tempo di pace. Sono ancora i tempi pioneristici dello sport in genere e le regole variano da paese a paese ed il volley è ancora alla ricerca di un regolamento comune. Nel 1896 sulla rivista americana "Physical Education" vengono pubblicate le prime regole ideate da Morgan che nel tempo subiranno diverse modifiche prima di giungere a quelle moderne. Intanto nel 1924 alle Olimpiadi di Parigi, la pallavolo viene giocata come sport dimostrativo.

Nel dopoguerra nascono le cosidette "scuole" che trovano grande sviluppo nei paesi dell'est soprattutto in Cecoslovacchia in cui le scuole erano basate sulla forza dei loro schiacciatori qui nasce infatti il "muro" e soprattutto il "bagher". Il bagher (letterlamente scavatrice) stravolse i metodi di ricezione e difesa e permise alla Cecoslovacchia di primeggiare per molti anni dato che le altre nazioni dovettero penare un po' per aggiornare tattica e allenamenti.

La scuola Russa era basata invece su una notevole preparazione tecnica di tutti i fondamentali mentre, in Asia, si fa largo la scuola Giapponese basata su un gioco delle caratteristiche veloci, fatto di agilità e capacità acrobatiche.

Negli anni precedenti la II Guerra Mondiale, la pallavolo si espande un po' in tutto il mondo ma nessuno prende ancora la decisione di riunire forze e idee sotto la stessa organizzazione mondiale. Occorrerà attendere il 1946 per vedere fondare la FIBV, Federation Internationale de Volley Ball a Praga. Con il passare degli anni la pallavolo ormai ha assunto le caratteristiche di sport universale e il riconoscimento definito arriva nel 1957 a Sofia nel corso della 53^sessione del CIO che promuove il volley al rango di sport olimpico ed è nel 1964 che la pallavolo viene giocata come sport olimpico.

La pallavolo intanto prosegue inesorabile il suo cammino evolutivo tecnico-tattico che va di pari passo con quello tecnologico e sociale ergendosi così a sport moderno perfettamente al passo cn i tempi. È il periodo di grandissimi giocatori come Golian, Musil, Paulus, Dragan ma è soprattutto il periodo dei grandi mutamenti tattici e con essi inizierà un ciclo di modernizzazione e rinnovamento che porterà la pallavolo ad una alto livello di popolarità mondiale.