Storia dello sport moderno in Italia
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Storia dello sport moderno in Italia

La storia dello sport moderno in Italia, la figura di Dorando Pietri. La nascita del CONI.

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Per avere i primi campioni sportivi Italiani bisognerà attendere il periodo precedente la prima guerra mondiale. Anche se si tratterà ancora i personaggi umili che rivendicano la loro posizione grazie allo sport, pur tuttavia restando ben distanti dagli attuali campioni (per quel che riguarda la situazione socio-economica) Primo fra tutti fu Dorando Pietri (nella foto), di professione fornaio che, dopo aver assistito allo "spettacolo" di una corsa, si era cimentato con questa disciplina, partecipando come maratoneta alle olimpiadi di Londra del 1908. Dorando Pietri, emiliano, garzone di pasticceria, arriva stremato al traguardo della maratona.

Attorno al 40° Km viene infatti colpito da una grave crisi di stanchezza, procurata probabilmente da una cattiva gestione delle risorse energetiche. Lo "sospingono" verso la vittoria il commissario di pista Andrew e il medico Bulger. Pietri viene squalificato proprio per gli aiuti ricevuti negli ultimi 350 metri. Entrato nello stadio da solo, Pietri barcolla, sbaglia direzione, ritorna sui suoi passi, cade quattro volte. Il medico Bulger racconterà poi di aver praticato a Pietri la respirazione bocca a bocca per aiutarlo a superare un collasso. Pietri impiega quasi 10 minuti per percorrere gli ultimi 352 metri. Gli Stati Uniti presentano ricorso e la medaglia d'oro viene assegnata all'americano John Hayes, secondo classificato. La regina d'Inghilterra Alessandra, presente in tribuna, decide di consegnare comunque una coppa d'argento all'italiano. Pietri diventa un simbolo, un'espressione linguistica. Vincere alla Dorando Pietri.
Dopo di lui è la volta di Alberto Braglia vincitore delle olimpiadi del 1908 agli anelli.

Lo sport, in Italia, era nato prima come appannaggio della borghesia e, solo in seguito, venne ritenuto una pratica da diffondere, ma solo come strumento per la "costruzione" di un buon soldato. Venne perciò considerato solo come tale, in antitesi con quello che succedeva nelle altre nazioni.

Lo sport comincia a vivere con il fascismo, dandogli uno stampo tipico del regime. Il fascismo crea infatti il CONI, l'ONB (Organizzazione Nazionale Balilla), e l'OND (Organizzazione Nazionale Dopolavoro).