Le arti marziali
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Le arti marziali

Presentazione della tesi "Il Kung Fu di Okinawa, l'eredità di un'artepedagogica tra oriente e occidente" del dottor Fabrizio Leone. Dalla storia delle arti marziali alle differenze culturali tra oriente e occidente

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Le arti marziali

Le arti marziali con la loro storia millenaria hanno accompagnato l'uomo nella lotta per la sopravvivenza e nella comprensione della vita diventando un aspetto fondamentale dell'esistenza in diverse culture. Esse, come viene analizzato nella tesi, nascono nel mondo orientale e si diffondono nel mondo occidentale. È evidente che esiste un rapporto tra queste due culture, così come esistono sostanziali differenze tra cui il modo di intendere le arti marziali stesse, lo sport, la società, la psicologia, la vita. Una problematica che ha orientato il percorso di tesi riguarda il rapporto tra queste due culture attraverso le arti marziali.

Il Kung Fu di Okinawa, l'arte marziale specifica che viene trattata nella tesi, rappresenta proprio un ponte possibile tra queste due culture. In essa sono racchiuse, infatti, la cultura cinese, giapponese, angloamericana e italiana.

Oltre a questa dimensione interculturale, che fa da sfondo sostanziale, l'aspetto centrale su cui verte l'elaborato riguarda l'impatto educativo che il Kung Fu di Okinawa può avere sul giovane adulto, un'età caratterizzata principalmente dalla definizione e concretizzazione dei propri obiettivi per proseguire nel miglior modo possibile nei cicli di vita successivi, e dalla sperimentazione e comprensione dei propri bisogni affettivi, più o meno orientati alla ricerca dell'intimità con l'altro e dell'isolamento. Ciò può essere opportunamente sostenuto attraverso una congrua definizione degli obiettivi educativi e delle conseguenti adeguate pratiche pedagogiche.

Nella tesi, quindi, si intrecciano ed arricchiscono reciprocamente i temi della vastità delle arti marziali (e nello specifico del Kung Fu di Okinawa) e del loro valore pedagogico (nello specifico per la giovane età adulta).

Le domande a cui cerca di rispondere la tesi sono dunque le seguenti: Che tipo di arte marziale è il Kung Fu di Okinawa e come nasce? Che rapporto c'è tra le arti marziali orientali e quelle occidentali e di conseguenza tra le rispettive culture? Quale relazione c'è tra questa disciplina ed il concetto di sport in senso moderno? Dove e come si inserisce il praticante nel Kung Fu di Okinawa? E il giovane adulto? Quali sono gli obiettivi educativi che quest'arte può assolvere in quest'età?

Per rispondere a queste domande si è proceduto attraverso il confronto teorico con i testi, le interviste rilasciate da tre illustri maestri di questa nobile arte; il tutto passato al vaglio della mia esperienza personale sia di allievo che di giovane adulto, è in questa età, infatti, che mi sono reso conto per la prima volta che dentro di me cominciavano a delinearsi davvero degli obiettivi educativi e dei compiti evolutivi, e tale comprensione è nata, non a caso, da quando ho cominciato a praticare quest'arte marziale.

Tra le varie arti marziali quelle che hanno lasciato un segno profondo sono senza alcun dubbio il Kung Fu e il Karate, entrambe nate con analoghi principi filosofici ma evolutesi con metodologie di educazione profondamente diverse. Dall'unione di questi due mondi nasce il Kung Fu di Okinawa. Questo argomento viene affrontato nel primo capitolo della tesi in cui viene inizialmente analizzata in sintesi la storia del Kung Fu da prima della sua nascita fino ad oggi.

In questo epico viaggio storico, ci si sofferma sull'approdo del Kung Fu in Giappone, il quale in seguito dà vita ad una moltitudine di stili che diventeranno famosi nel mondo, come il Karate. Ci si rende conto in questo modo dell'enorme vastità di stili che si sono originati nel tempo e che ancora oggi continuano ad evolversi, promuovendo in questo modo la nascita di altri nuovi stili. Si arriva così alla comprensione che tutti i vari stili nascono principalmente da due famiglie fondamentali della Cina: gli stili del nord e quelli del sud.

Gli stili appartenenti ad entrambe le famiglie sono caratterizzati da filosofie di pensiero assai differenti, ma in generale, come verrà approfondito, tutti gli stili si rifanno in diversa misura alle filosofie taoiste, confuciane e buddhiste.

Dall'unione degli stili di Kung Fu della Cina del sud con il Karate di Okinawa (definito originariamente Okinawa-te ), in Giappone, nasce quello che viene definito comunemente Kenpo giapponese. In seguito un maestro di nome Ky Tomotashi darà luogo al Kung Fu di Okinawa nel 1922, un tipo di Kenpo caratteristico ad Okinawa.

In Italia questo stile verrà portato solo nel 1971 da un giovane John Armstead sotto il nome di Okinawan Kung Fu Self Defence Academy, più comunemente definito Kung Fu di Okinawa.

Okinawa è l'isola dove tutto ha avuto inizio, è rappresentata dal gruppo centrale dell'arcipelago giapponese delle Ryukyu (1485 km²) comprendente l'omonima isola ed altre minori. Nelle pagine seguenti ci si sofferma proprio su questo "magico" luogo che sembra capace di donare la vita eterna ai suoi abitanti. Inizialmente vengono introdotti concetti importanti sulla relazione esistente tra il modo di concepire il corpo, la mente e lo spirito nella cultura orientale e in quella occidentale.

A seguire viene approfondita la cultura degli abitanti di Okinawa per tentare di intravedere la radice della nascita di concetti pedagogici presenti nelle arti marziali provenienti da queste aree geografiche.

Per capire in che maniera si sono sviluppate le arti marziali in occidente, mi è sembrato doveroso soffermarmi su una breve panoramica della storia delle arti marziali occidentali, a partire dalla loro nascita con i combattimenti e la caccia dell'uomo primitivo, passando per gli anni gloriosi della Grecia, fino ai giorni nostri in cui vengono praticati stili da combattimento militare moderno. Solo in questa maniera si può arrivare ad una minima comprensione del rapporto esistente tra il modo di concepire le arti marziali in occidente, e quello in oriente.

Salteranno subito all'occhio tutti gli elementi di continuità e quelli di discontinuità tra questi due universi apparentemente opposti ma in realtà molto simili, soprattutto se si pensa allo sport che, soprattutto oggi, continua ad accomunarli. Lo sport è un concetto universale che funge da ponte tra tutte le culture del mondo, e proprio in questo sta la sua massima importanza. Un compito così delicato deve essere ben valutato dalla pedagogia, la scienza che studia l'uomo come essere educato ed educabile, facendogli da guida nella riscoperta dei valori verso l'acquisizione di compiti di sviluppo per poter maturare nel modo corretto e proseguire in questo modo il proprio percorso di vita. Ciò è vero soprattutto in ambito sportivo, dove esistono moltissimi valori educativi, ma allo stesso modo coesistono moltissime degenerazioni diseducative.

Arriviamo sino ai giorni nostri analizzando, nel terzo capitolo, in modo specifico i bisogni educativi della giovane età adulta, caratterizzati da problematiche e compiti esistenziali, da valori e percorsi pedagogici propri.

Come vedremo tutti questi elementi confluiscono nel Kung Fu di Okinawa e vengono analizzati e compresi attraverso quest'arte che ormai conta più di 100 anni. La maggior parte delle informazioni riguardanti quest'arte e presenti nella tesi provengono dal Gran Master John Armstead, fondatore dello stile in Italia nel 1971 a Roma, a cui è stata dedicata un'intervista esplicativa nel quarto capitolo.

Altre interviste sono state dedicate ai maestri che si sono succeduti negli anni e che hanno preferito scegliere un tipo di insegnamento del Kung Fu di Okinawa sempre più incentrato sull'aspetto educativo. Attraverso l'analisi e il confronto di tali interviste ci si rende conto di questa evoluzione nel tempo sempre più pedagogicamente orientata.

Dalla tradizione antica riguardo il metodo di insegnamento di quest'arte fino ad oggi, scopriamo nuovi metodi di insegnamento, meno duri mentalmente e fisicamente, ma con un occhio di riguardo per lo spirito.

L'intervista al maestro Paolo Santilli ci rivela nuovi metodi di insegnamento ed educazione che hanno come obiettivo la trasformazione dell'individuo a essere umano tramite la fondamentale guida del maestro che accompagna l'allievo cercando di fargli ritrovare il suo spirito affievolito che lo condurrà verso la risoluzione dei problemi legati al suo attuale ciclo di vita e verso l'affermazione dei suoi compiti esistenziali tramite il rapporto con i suoi valori.

Infine verranno analizzate dapprima le tre dimensioni dell'uomo, corpo, mente e spirito in chiave pedagogica e a seguire verranno analizzati gli elementi didattico-pedagogici.