Aspetti psicologici e cognitivi
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Aspetti psicologici e cognitivi

Aspetti psicologici e cognitivi nel Sanda: ottimismo, tolleranza alla frustazione, autostima, commitment, saper mantenere la calma, insight, attenzione, percezione e anticipazione

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Aspetti psicologici e cognitivi

Aspetti psicologici

Aspetti cognitivi

Aspetti psicologici

Trabucchi (2001) individua nell'ottimismo, nell'autostima, nella tolleranza alla frustrazione e nel commitment, le quattro componenti base della personalità resistente, ovvero quei fattori psicologici decisivi per una buona prestazione. Nella preparazione e nel combattimento, questi aspetti fondamentali devono essere sostenuti dalla capacità di saper mantenere la calma e da una grande determinazione.

Ottimismo

Si intende la disposizione ad interpretare gli eventi con la sensazione di poter esercitare su di essi un certo controllo, riconoscendo, la propria responsabilità verso ciò che accade. Essere ottimisti significa non nascondersi le difficoltà, ma affrontarle, con la fiducia che, in un modo o nell'altro, se ne possa venire a capo.

Tolleranza alla frustazione

Quando ci si trova di fronte a situazioni in cui le nostre possibilità di controllo (almeno nell'immediato) sono molto scarse, l'ottimismo deve essere supportato da un'altra capacità psicologica: la tolleranza alla frustrazione. Si tratta della capacità di sopportare e perseverare, di andare ostinatamente avanti per la propria strada.

Autostima

Rappresenta la capacità di guardare alle proprie capacità con ottimismo e fiducia. Tale fiducia però deve essere realistica. L'atleta deve conoscere i propri punti di forza, senza nascondere a se stesso di possedere anche carenze e difetti, sebbene non debba diventare ipercritico nel considerarli.

Chi possiede un'alta autostima rivela una maggior disponibilità a raccogliere le sfide, che vive come opportunità piuttosto che come possibilità di catastrofe.

Commitment

È la capacità di impegnarsi a fondo nell'attività che si sta intraprendendo. Un atleta che possiede questo tipo di capacità tende ad avere le idee chiare; sa esattamente cosa lo aspetta e si prepara ad affrontarlo. Di conseguenza è più disposto a sopportare dei sacrifici nella prospettiva di raggiungere l'obbiettivo che si è prefissato.

Saper mantenere la calma

La mente non deve lasciarsi turbare da pensieri. La reazione dell'atleta deve essere la più veloce ed adeguata possibile, e questo è difficile da verificarsi se si è occupati a formulare pensieri di attacco, difesa o se si è turbati da paure o timori. Lasciare la mente libera permette di prendere visione dell'avversario in maniera globale, senza focalizzarsi su determinate parti del suo corpo. Questo, con l'adeguata esperienza, consente di reagire inconsciamente ad ogni attacco o di vedere possibili varchi nella guardia dell'avversario.

Determinazione

Può accadere che un atleta molto forte e tecnicamente più preparato, alla fine ceda davanti ad un avversario meno dotato di lui, ma più determinato.

È importante acquisirla o potenziarla superando di volta in volta il proprio timore del confronto, disputando gare, abituandosi a portare a termine allenamenti duri e dando sempre il massimo di sé stessi, con umiltà.

La determinazione fine a se stessa, tuttavia, non fa la differenza, se non è accompagnata da un buon autocontrollo che eviti di lasciarsi prendere dalla foga, buttandosi allo sbaraglio con attacchi disordinati.

Aspetti cognitivi

Insight

Gli aspetti cognitivi trovano nel combattente la loro espressione in quella capacità definita "insight" e cioè l'intuizione della soluzione, di fronte ad una situazione intricata (Delfini, Ibidem).

La presa di decisione immediata, oltre a dipendere dalle problematiche che scaturiscono dall'imprevedibilità dell'avversario, è complicata dalla difficoltà aggiuntiva di doversi gestire in uno spazio non delimitato. La pedana rialzata infatti (a differenza di un ring classico, ove le corde giocano un importante ruolo di riferimento) presuppone da parte dell'atleta la consapevolezza della sua posizione in ogni istante. Se il combattente venisse allenato a restare sempre al centro della pedana, probabilmente si libererebbe da tutti gli stimoli che potrebbero preoccuparlo riguardo alla sua posizione.

Tuttavia la possibilità di trovare un avversario più forte fisicamente che, posizionatosi al centro, cerchi di imporre il suo ritmo spingendo verso fuori, deve presupporre, come sistema difensivo, anche il potenziamento di quegli aspetti cognitivi grazie ai quali si possano individuare dei punti di riferimento nello spazio che permettano di girare intorno all'avversario, senza farsi schiacciare agli angoli.

L'attenzione e la percezione rivestono un ruolo importante in questo.

Attenzione

A seguito delle molteplici stimolazioni che giungono ai nostri organi di senso e che descrivono lo svilupparsi della situazione, le nostre possibili risposte sono selezionate, organizzate ed eseguite in un ben preciso momento. Questo carattere selettivo dei
comportamenti percettivi e motori è comunemente indicato con il termine di attenzione, che si manifesta nei confronti dei canali, ossia dei sistemi neuronali di trasmissione del messaggio. I segnali del canale selezionato si vedono conferire il vantaggio, rappresentato dall'accelerazione del processo, di identificazione o di risposta grazie ad un'analisi più approfondita.
L'attenzione, quindi, si può considerare come uno stato di alto livello di vigilanza, nel quale i processi percettivi, motori ed i comportamenti complessi si trovino migliorati.

L'aumento della vigilanza accresce leggermente le risorse disponibili e, dal momento che queste risorse debbono essere ripartite su più compiti e che l'efficacia di ogni comp ito si abbassa in funzione dell'aumento di risorse nei confronti dei compiti restanti, l'attenzione può essere considerata come un sistema di ripartizione di queste risorse, (Sagnol e Bisciotti, 1998).

Personalmente ritengo che un buon punto ove focalizzare l'attenzione sull'avversario possa essere la zona all'altezza dello sterno; in questo modo i colpi di arto superiore possono essere anticipati cercando di cogliere il movimento delle spalle e contemporaneamente la visione periferica abbraccia il movimento delle anche da dove partono i colpi di arto inferiore.

Percezione e Anticipazione

Alcuni atleti riescono a intuire le intenzioni dell'avversario guardandone soltanto un particolare, ad esempio i piedi o gli occhi o particolari significativi solo per loro, da cui riescono a stabilire le coordinate di tutta la situazione, anticipandone i contenuti. Gli psicologi chiamano questa funzione, che consente un processo di intelligenza motoria, percezione. Essa opera attraverso varie modalità diverse come quella di orientarsi tra mille stimoli irrilevanti, risolvendo problemi tattici, creando situazioni nuove, anticipandone il decorso (Delfini, Ibidem).

L'anticipazione scaturisce dalla percezione di indici spazio-temporali adeguati che permettono al soggetto di accedere alla risposta più appropriata. La difficoltà risiede nel trovare quali possano essere gli indici pertinenti che, nel caso del Sanda e di tutti gli sport di combattimento, sono quelli che permettono sia di prevedere le azioni dell'avversario sia di contrattaccare (Sagnol e Bisciotti, Ibidem).

Le ricerche stabiliscono come l'anticipazione sia correlata all'apprendimento ed alla pratica: tutto ciò induce a credere che l'esperienza acquisita e fissata nella memoria sia utilizzata per eliminare alcune tappe di analisi e di decisione del trattamento
dell'informazione che allungano i tempi di risposta (Schmidt, 1993).

Interrelazione tra gli aspetti cognitivi trattati