Conclusioni relative alle interviste
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Conclusioni relative alle interviste

Le intervista ai maestri John Armstead, Marcello Orecchia e Paolo Santilli: una riflessione conclusiva sugli stili di insegnamento dei 3 più importanti maestri del Kung Fu di Okinawa

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Conclusioni relative alle interviste

Dopo aver esaminato le seguenti interviste possiamo soffermarci su alcuni punti principali nell'evoluzione del Kung Fu di Okinawa. Quest'arte marziale nasce in Giappone come stile di difesa personale e particolare per l'epoca perché comprendeva il Karate e il Kung Fu, due stili da sempre ritenuti opposti ma che, con l'avvento del kenpo e dell'okinawa-te, danno origine in occidente al Kung Fu Karate di Okinawa. Questo passaggio è risultato decisivo per la qualità della trasmissione di questa disciplina.

Sono venuti meno i concetti filosofici e sono stati enfatizzati quelli riguardanti il combattimento e l'autodifesa. I concetti educativi sono quasi del tutto assenti, e i praticanti dell'epoca possono solamente dedurre qualche concetto pedagogico attraverso la propria introspezione.

I maestri hanno uno stile di insegnamento autoritario e solo gli allievi più forti vanno avanti (anche quelli che hanno i soldi per pagare i corsi dato che erano privati). Qualche modificazione si ha con l'avvento del Kung Fu di Okinawa in Italia per opera del maestro John Armstead. I corsi sono pubblici di conseguenza l'arte marziale può essere trasmessa a molte più persone ed ha più possibilità di essere conosciuta. Purtroppo lo stile autoritario rimane invariato e di conseguenza molti praticanti si trovano costretti ad abbandonare i corsi e in alcuni casi vengono cacciati.

Dal punto di vista filosofico l'arte sembra avere poco da offrire, mentre dal punto di vista dell'autodifesa dà il massimo, agevolata anche dall'uscita dei film sul Kung Fu di Bruce Lee. Di conseguenza non ci si cura ancora per niente degli aspetti educativi né tantomeno dei compiti di sviluppo per il giovane adulto. Anche in questo periodo prevale la legge del più forte, solo chi resiste ai duri allenamenti riesce e proseguire nel percorso di vita (di sopravvivenza). L'obiettivo risulta essere l'allenamento fisico e in alcuni casi anche mentale, ma risulta esserci poco sul piano spirituale.

Successivamente, attraverso il corso del maestro Marcello Orecchia avvengono evidenti modificazioni. Lo stile di insegnamento si modifica e diviene autorevole, il maestro necessita di rispetto che avviene in modo naturale e spontaneo dall'allievo. In primo luogo gli allenamenti sono alla portata di tutti, e non mirano solo allo sviluppo fisico ma anche a quello morale, quindi le persone non vengono più cacciate, ma abbandonano da soli per motivi personali. Ci si comincia ad occupare di alcuni compiti di sviluppo del giovane adulto come ad esempio l'impulso all'espansione del giovane o anche il desiderio di autonomia personale. Mentre si trattano più in generale tutti quegli obiettivi educativi provenienti soprattutto dalla filosofia orientale come lo yin e yang, il wu wei, il wu shin, ecc. L'obiettivo del corso è rappresentato dallo sviluppo fisico e morale del praticante.
Infine con l'avvento del corso del maestro Paolo Santilli di perfezionano tutti i concetti precedentemente citati. Lo stile di insegnamento rimane autorevole lasciando ampio spazio

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all'allievo di decidere per se. Il maestro rispetta per primo l'allievo e solo dopo pretende il rispetto reciproco. Gli allenamenti vengono organizzati per lo sviluppo del piano fisico, psichico e spirituale con l'introduzione di meditazioni sempre più frequenti. Il corso è alla portata di tutti e per tutte le età, i praticanti che abbandonano il corso sono pochissimi e sempre per motivi di lavoro o di famiglia, e solo dopo almeno qualche anno di pratica.

Il concetto di educazione rappresenta l'elemento principale e viene analizzato sotto tutti i punti di vista e con metodi diversi che vanno dall'arte del combattimento, alla lettura di libri, da espressioni artistiche diverse, alle conversazioni a voce su ciò che è stato fatto a lezione.

Infine vengono analizzati e concretizzati tutti i compiti di sviluppo del giovane adulto perché ritenuto il ciclo di vita più a rischio in questa epoca in cui trovare una propria identità professionale risulta essere un'impresa. Tra i vari compiti di sviluppo quello su cui si concentra di più il corso è senz'altro quello rappresentato dalla sensibilità del ragazzo.

L'obiettivo del corso è lo sviluppo fisico, psichico, spirituale del ragazzo in contemporanea con la pratica delle arti marziali, che porta come conseguenza lo sviluppo di tutti i valori educativi di tutte le età, ma si concentra nello specifico sul ciclo di vita del giovane adulto.