Il Tong Zi Gong
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Il Tong Zi Gong

Antica pratica dei monaci Shaolin connessa al Kung Fu, anche detta L'arte della flessibilità o Lo Yoga Buddhista del guerriero

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Il Tong Zi Gong

Una pratica molto particolare dei monaci Shaolin, strettamente legata al Kung Fu, è il Tong Zi Gong "L'arte della flessibilità" o "Lo Yoga Buddhista del guerriero" basato sugli antichi metodi Yoga e insegnato dal patriarca indiano Damo ai monaci per migliorare e conservare la salute psicofisica.
Questi metodi mirano alla reintegrazione degli elementi della personalità con gli altri esseri e con le energie cosmiche considerando che i nostri corpi sono composti dagli stessi elementi di cui è costituito il cosmo.

In accordo con gli insegnamenti di Buddha, ogni malattia fisica o psichica, ha le sue radici in un infrazione del Dharma, l'ordine cosmico che costituisce il fondamento di ogni equilibrio; i contenuti psichici negativi, le insoddisfazioni, le sofferenze morali e fisiche non fanno altro che indebolire il sistema immunitario rendendolo vulnerabile agli agenti patogeni e costantemente in tensione psicofisica.

Il Tong Zi Gong è un'efficace pratica che unisce la ginnastica alla meditazione, favorendo una comunione tra mente e corpo che influenzandosi positivamente a vicenda, creano una struttura psicofisica forte, flessibile e dalla salute di ferro, e se appreso fin da piccoli e praticato ogni giorno come fanno i monaci Shaolin, struttura nei praticanti un ottimo "Schema corporeo" cioè l'immagine che il soggetto ha del proprio corpo, fondamentale per ognuno di noi, ma ancora più importante per chi pratica arti marziali, garantendo inoltre un'ottima flessibilità e mobilità articolare fino all'età senile.

Esso rafforza simultaneamente all'esterno i muscoli, tendini, legamenti, articolazioni ed ossa; all'interno migliora la funzionalità degli organi, della circolazione sanguinea ed energetica, e il sistema nervoso.
Sviluppa l'intelligenza corporea sensibilizzando la consapevolezza interna ed esterna ricreando l'integrazione armonica di tutto il corpo nell'azione, in modo che ogni suo gesto esprima come in un fanciullo semplicità, efficacia, ergonomia, grazia; non a caso è anche detto: "Kung Fu del fanciullo"1.

Ogni esercizio del Tong Zi Gong stimola la presa di coscienza del rapporto che la respirazione ha col Qi e con l'apparato tonico-motorio e del rapporto dei movimenti delle varie parti del corpo tra loro, e con lo spazio circostante.
Il movimento è coordinato, agile, flessibile, potente quando i muscoli compiono lo sforzo senza irrigidirsi troppo, mantenendo elasticità e lavorando in sincronia, creando una condizione in cui la mente è calma, tendini e legamenti sono potenti ed elastici, le articolazioni sono libere in apertura e chiusura, le ossa sono ben allineate e il Qi fluisce liberamente.

I due livelli

Il Tong Zi Gong si divide in due livelli: base ed avanzato.
Il livello base si concentra sulla mobilità e varie forme di rotolamento e salto, richiede una grande flessibilità dei tendini e giunture e per questo l'età migliore per praticarlo va dai cinque ai sei anni; dopo averlo praticato per quattro anni, i bambini hanno reso le parti più fragili del loro corpo delle armi letali.
Il livello avanzato, che segue quello base, prevede dei movimenti morbidi ma molto efficaci, facendo raggiungere alle giunture il massimo grado di resistenza e flessibilità, arrivando a flettere le membra in angolazioni considerate impossibili, e permettendo di avere una postura perfetta e un'enorme potenza.

Per i monaci guerrieri di Shaolin, la flessibilità è di fondamentale importanza; più si è flessibili, più si può resistere al dolore, più ci si può allenare duramente ed imparare più velocemente il Kung Fu.

Cenni sulla pratica

Il Tong Zi Gong possiede una grande varietà di esercizi suddivisi in:

  • Esterni
  • Interni, per mantenere in salute gli organi
  • Morbidi, per migliorare flessibilità ed armonia dei movimenti
  • Duri, per aumentare forza e resistenza; misti, per migliorare la postura

Le posizioni mirano ad educare il corpo e la mente a superare i limiti imposti dalla natura materiale e possono essere mantenute in uno stato di controllo involontario o di semi rilassamento, al di sotto del livello di coscienza, cioè senza il concorso dell'attenzione, spostando auspicabilmente la consapevolezza sul respiro; in tale stato può verificarsi una sospensione della consapevolezza corporea.

Esse prevedono una fase dinamica, in cui il respiro si coordina al movimento, inspirando durante i movimenti di raccoglimento, espirando in quelli di espansione delle membra; e una fase statica, in cui la posizione assunta va mantenuta rimanendo immobili per il tempo descritto, senza sforzo o disagio, mentre il respiro si armonizza bilanciando le due fasi respiratorie, che raggiungono la stessa durata.

Soprattutto nella fase statica è richiesta al monaco la consapevolezza del flusso respiratorio, oltre che la visualizzazione mentale dell'immagine di Buddha e la recitazione di un mantra per evitare che la mente venga disturbata da flussi di pensieri ed emozioni, spostandola ad un livello di coscienza sovra psichica, fino all'interruzione della percezione del corpo fisico, ed è proprio con la sospensione dell'attività mentale che diminuisce la tensione muscolare, tendinea e legamentosa, permettendo quindi di superare i propri limiti nella flessibilità e allungamento1.

Grazie al Tong Zi Gong quindi la stabilità fisica si congiunge a quella mentale inducendo uno stato di benessere che perdura anche dopo la pratica.

I testi tradizionali Shaolin raccomandano ottanta cicli per sessione, suddivisi nella sequenza di diciotto posizioni di base derivanti dallo Yoga tranne due, ripetuti due volte al giorno: al mattino tra le cinque e le sette e la sera, possibilmente a stomaco vuoto.
Queste sequenze iniziano sempre con il saluto, che viene eseguito in piedi e a mani giunte,respirando profondamente dirigendo l'aria inspirata nel Dan Tian; esso indica rispetto, cortesia ed elimina i pensieri negativi; terminano invece con l'ultima posizione, ovvero seduti con le gambe incrociate, schiena dritta, mani giunte, respirando profondamente.