Il Kung Fu e Okinawa
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Il Kung Fu e Okinawa

Esistono 4 fattori culturali principali di cui bisogna tener conto che fanno parte del Kung Fu di Okinawa: alimentazione, attività fisica, aspetti psicologici-spirituali, aspetti socio-istituzionali

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Il Kung Fu e Okinawa

Nella pratica del Kung Fu di Okinawa bisogna sempre tenere a mente le influenze culturali che, come vedremo in seguito, influiscono non solo sulla pratica stessa della disciplina attraverso l'uso di tecniche e metodologie di allenamento derivanti dall'isola di Okinawa, ma vanno soprattutto ad influenzare le numerose aree valoriali che si sviluppano in tutte le fasce di età (in questo caso nella giovane età adulta).

La popolazione di Okinawa discende dal regno medievale di Ryu Kyu, una cultura che subì influssi dalla Polinesia, dalla Cina, dalla Mongolia e dalla Corea. Nel 1879 Okinawa diventa prefettura del Giappone. In quest'isola troviamo la più altra concentrazione di centenari del mondo. Gli anziani di Okinawa detengono il più basso tasso di mortalità.

Okinawa rappresenta una sorta di paradiso in cui l'uomo ha trovato il modo e le condizioni ideali per vivere al meglio le sue potenzialità genetiche. Tutto ciò è facilitato dal governo stesso di quest'isola che sta puntando tutto sulla medicina preventiva e predittiva in modo da eludere le patologie della vecchiaia. A Okinawa troviamo all'incirca 400 centenari su una popolazione di 1,3 milioni, molti dei quali ancora sani, dinamici e autosufficienti.

"I nativi di queste isole incarnano le scoperte della biologia evolutiva: l'uomo è fatto per vivere fino a 120 anni. In occidente invece seguiamo una via sbagliata, infatti qui le nostre massime capacità arrivano fino a 20-30 anni poi decadono ogni anno sempre di più. A 70 anni ci troviamo ad aver perso il 60% delle capacità respiratorie massime, il 40% delle funzioni renali e del fegato, il 15-30% della massa ossea e il 30% della forza fisica.

In generale possiamo affermare che la cultura di Okinawa del rimanere attivi e in forma sia quantitativamente che qualitativamente si riflette nella pratica del Kung Fu di Okinawa un'arte questa che con l'andare degli anni si è evoluta sempre più per soddisfare le esigenze di espressione dell'animo umano attraverso l'autodifesa.

In realtà, se andiamo ad osservare più in dettaglio, ci rendiamo conto che esistono 4 fattori culturali principali di cui bisogna tener conto che fanno parte del Kung Fu di Okinawa e che creano legami continui e discontinui tra la cultura di Okinawa (e in generale quella orientale) e la cultura occidentale. Questi 4 fattori sono rappresentati da:

Alimentazione

Quando si parla di arti marziali ci viene subito in mente un corpo snello e atletico capace di realizzare le più impensabili tecniche. In effetti la maggior parte delle volte questa considerazione risulta essere veritiera ma dietro un corpo che riesce a muoversi agilmente e mantenere un ritmo adeguato, c'è sempre un'alimentazione corretta.

Gran parte della longevità degli abitanti di Okinawa, non è dovuta a fattori genetici, bensì alla loro dieta. Il loro apporto calorico è molto ristretto e ciò è un dato di non poco conto considerando che numerose ricerche confermano che un ridotto apporto calorico è in grado di allungare la vita e ridurre le incidenze di patologia croniche come il cancro, il diabete e i disturbi neurodegenerativi. A Okinawa questo tipo di dieta fa parte di una cultura nutrizionale appresa fin dall'infanzia, ovvero sin da piccoli gli abitanti di Okinawa sono abituati a non sentirsi mai pieni e quindi di finire di mangiare quando non si è sazi.

Un altro elemento da non trascurare riguarda il consumo di soia e pesce notevole rispetto ad altri paesi come il Giappone, dando un apporto proteico di alta qualità. Inoltre la soia contiene nutrienti quali i fitoestrogeni che prevengono i tumori, mentre il pesce contiene acidi grassi polinsaturi essenziali omega 3 i quali prevengono processi infiammatori, l'invecchiamento precoce, proteggono il sistema cardiovascolare, migliorano le performance del sistema cerebrali e il tono dell'umore.

Un'altra caratteristica dell'alimentazione dell'isola riguarda il notevole uso di spezie e verdure ricche di polifenoli i quali modulando l'attività dei geni e delle proteine, possono influenzare l'equilibrio dell'organismo tra stato di salute e di malattia condizionando la qualità del suo invecchiamento, lo stato di benessere evitando che si instaurino patologie degenerative. La più importante fonte di questi composti risulta essere il tè verde, il quale viene largamente usato ad Okinawa, e che contiene molte catechine che hanno una forte azione anticancro, antiobesità e in grado di proteggere il cuore e il cervello.

Questo tipo di alimentazione garantisce una salute di ferro, infatti la dieta ipocalorica basata soprattutto su ortaggi seguita da una prevalenza di carboidrati non raffinati rispetta le raccomandazioni dietetiche dell'U.S. National Cancer Institute e si spinge oltre seguendo appieno le linee guida di tutte le autorità scientifiche e mediche.

Numerosi studi confermano la buona abitudine della dieta ipocalorica. Infatti tutto sembrerebbe dipendere dal controllo dei radicali liberi i quali danneggiano i tessuti dell'organismo e che vengono generati come sottoprodotti delle calorie. Ciò non significa che meno si mangia più a lungo si vive, ma bisognerebbe evitare il cibo "calorico", come gli alimenti ricchi di lipidi (in particolare gli acidi grassi saturi) e zuccheri (saccarosio).

Ma il cibo a Okinawa non gode di immenso rispetto solo dal punto di vista alimentare, ma anche da quello spirituale, infatti esso viene offerto regolarmente agli antenati dopo il loro passaggio nell'altro mondo. Questa festività viene denominata Obon, e commemora il giorno degli antenati, dando un'aura sacra al cibo che si pensa venga mangiato di gran gusto dagli spiriti delle persone defunte garantendo in cambio la loro protezione nei confronti dei familiari per tutto l'anno. Un'altra caratteristica importante legata al cibo di Okinawa è la sua preparazione e attenzione nella presentazione dei piatti.

A Okinawa, così come in tutto il Giappone, il cibo viene accuratamente preparato prestando cura ai dettagli e rendendo la stessa preparazione dei cibi un'arte. Infatti cerimonie come Cha-no-yuu (via del tè), il rituale del tè giapponese risalente al XV secolo, necessitano di anni per essere eseguite alla perfezione.

Attività fisica

Per gli anziani di Okinawa l'attività fisica fa parte del ritmo naturale della vita; la maggior parte di essi riescono a rimanere attivi mantenendosi fisicamente in forma e contemporaneamente incarnano il loro sistema di credenze spirituali. Così spesso li troviamo nella pratica del giardinaggio nella convinzione che piante d erbe siano ricche di energie spirituali, oppure si dedicano ad attività culturali locali come possono essere le danze celebrative di miti e storie dell'antico regno, o ancora possono essere dediti alle arti marziali locali come ad esempio il Karate nella convinzione che esso sia fondato sulla fusione di corpo, mente e spirito. Per quanto riguarda quest'ultimo molte ricerche hanno trovato che proprio la pratica delle arti marziali svolge un ruolo fondamentale nella conservazione di un elevato livello di benessere fisico e mentale, aiutando gli anziani di Okinawa a mantenersi in forma.

Ciò ci fa capire che tutti noi, chi più e chi meno, dovremmo dedicare parte del nostro tempo alla pratica di attività fisica e le arti marziali sono una buona occasione per rendere tale pratica molto più affascinante e interessante. Ovviamente l'obiettivo non è diventare necessariamente dei maestri anche perché bisogna tenere in considerazione che per alcune fasce di età tali pratiche sono sconsigliate data la loro eccessiva durezza. Ma oltre a tali arti marziali ne esistono alcune più morbide che sono indicate per tutte le fasce di età e possono contribuire a tonificare il corpo, rigenerare la mente e realizzare l'unione tra corpo, mente e spirito.

In Italia, secondo i dati ISTAT solo il 20% delle persone svolge una regolare attività fisica nel tempo libero, e il 10% dichiara di praticarla saltuariamente. I sedentari arrivano a quota 41%. I motivi non sono ancora ben chiari ma probabilmente il fattore determinante è la poca disponibilità di tempo. Dovremmo riflettere sull'assurdità di tali dati se consideriamo che ad Okinawa praticare attività fisica è uno stile di vita.

In sintesi gli isolani giocano d'anticipo per quanto riguarda l'attività fisica e ritengono che tale pratica porti come obiettivo la conservazione della salute per tutta la vita massimizzando l'energia guaritrice. Per raggiungere tale prospettiva basano le loro attività su tre tipi di allenamento: aerobico, anaerobico e di flessibilità.

Infine l'attività fisica che svolgono tramite le loro pratiche locali si fonde con le loro convinzioni spirituali, infatti sono convinti che la salute e la longevità derivino dalla coltivazione dell'energia interiore ki attraverso uno stile di vita che unito alla natura

Aspetti psicologici - spirituali

Gli abitanti di queste isole sono convinti che il medico tramite l'uso di farmaci è indispensabile per la cura delle malattie fisiche, ma sono altrettanto convinti che lo sciamano possa curare gli squilibri che affliggono l'anima, i quali sono causa di malattie più profonde.

A Okinawa si tende a distinguere la spiritualità dalla religione. Secondo una definizione recente la spiritualità è intesa come "la consapevolezza interiore di qualcosa di più grande di se stessi, il riconoscimento del significato dell'esistenza". La religione invece può essere intesa come "l'espressione di impulsi spirituali sotto forma di un credo o di una pratica precisa".

La spiritualità ha una notevole importanza culturale per gli abitanti di Okinawa, infatti essa comprende un minor desiderio di concentrarsi su se stessi, sentimenti di amore che inducono verso l'empatia, nonché un grande senso di pace. Tali caratteristiche portano senza ombra di dubbio benefici per la salute in generale.

La spiritualità inoltre crea una relazione tra persona e valori, dando un significato e uno scopo alla vita influenzando l'atteggiamento nei confronti della vecchiaia, della malattia e della morte. In sintesi riflette la ricerca eterna da parte dell'umanità verso qualcosa che trascende la sua limitatezza.

Sull'isola di Okinawa gli avi e gli dei non sembrano essere così lontani. In passato tutta la società fu organizzata su basi religiose e politiche, rispecchiando ancora oggi una cosmologia culturale in cui le donne incarnano e trasmettono le forze sacre (shiji). Infatti ancora oggi molti luoghi di Okinawa ospitano le sacerdotesse sacre, chiamate noro o nuru, le quali sembrano poter entrare in comunicazione con le divinità, operando in questo modo come consiglieri spirituali. Fino al XIX secolo l'importanza del re era legata proprio alla fama di cui godeva la sua sacerdotessa (kikoe ogimi) la quale godeva di una posizione sociale analoga. Tale ruolo scomparve quando il regno di Ryukyu venne annesso al Giappone alla fine del XIX secolo, ma sembra essere ancora presente nei villaggi, nei clan e nelle famigli di Okinawa, sostenuto da una struttura sciamanica forte e attiva che viene continuamente guidata dalle donne.

Molti sono i rituali a cui ancora oggi tali sacerdotesse partecipano attivamente. Tra quelli più misteriosi vi è il Myaku Zutsu, in cui si rende omaggio ai membri più anziani ancora in vita di un gruppo di discendenti in linea paterna. Nel corso di tale rito la salute e la longevità concesse agli anziani vengono trasmesse agli altri membri del clan, e rappresenta la convinzione da parte dei più giovani che tale longevità dell'anziano ricevuta dalle divinità possa essere trasmessa agli appartenenti della stessa discendenza.

In sintesi in quest'isola gli sciamani e i capi spirituali sono quasi tutte donne e sono loro ad impegnarsi attivamente nelle pratiche spirituali, e questa carica che ricoprono con onore le rende ancora più longeve. Secondo l'OMS nella società occidentale sono sempre le donne quelle più attente alla salute, seguendo migliori abitudini alimentari, fumando di meno e bevendo meno alcol. Inoltre sembrerebbe secondo alcuni studi che, soprattutto ad Okinawa, la loro attenzione per la salute, l'attaccamento alla famiglia, le amicizie, l'educazione dei figli e i molteplici ruoli sociali le attribuiscono netti vantaggi in termini di longevità. Le donne di Okinawa risultano essere più religiose dei loro coetanei maschi e inoltre sono rispettate e onorate come capi religiosi in casa, nel clan o nel villaggio.

La spiritualità sembra essere riconosciuta soprattutto nell'anzianità quando ci si inizia ad indebolire fisicamente. Numerosi studi infatti sembrano confermare che invecchiando tendiamo a sviluppare una maggiore interiorità, ossia dedichiamo più tempo a riflettere sul passato cercando di capire il significato e lo scopo dell'esistenza.

Alcune ricerche dimostrano che coltivare lo spirito sviluppa una maggiore integrità dell'io, un'interiorità positiva e un atteggiamento ottimista nei confronti del futuro, fattori questi che contribuirebbero ad allungare la vita.

A Okinawa chi coltiva la "salute dell'anima" realizza i seguenti benefici:

  • liberazione dallo stress: gli abitanti pregano molto per la loro salute e per quella delle altre persone, infatti secondo loro, la convinzione che le divinità e gli antenati veglino su di loro è motivo di benessere
  • creazione di legami sociali: la credenza da parte degli abitanti di Okinawa nel confidare le proprie pene alle divinità, li rende uniti creando nel contempo legami sociali
  • sviluppo dell'autostima: questo vale soprattutto per gli anziani di Okinawa, i quali spesso sono convinti che con la preghiera e con le cerimonie possano guarire gli altri. Ciò li fa sentire gratificati e aumenta il loro stato di benessere
  • presenza di un meccanismo per affrontare difficoltà
  • rispetto del ruolo nella società: ad esempio le donne anziane sono motivo di vanto nei clan famigliari e per questo vengono rispettate da tutti gli abitanti. Gli ultimi anni della loro vita li passano assumendo spesso il ruolo di capi spirituali gettando in questo modo un ponte tra questo e l'altro mondo

Aspetti socio-istituzionali

In questa lussureggiante isola la vita sembra scorrere secondo ritmi pacati: un approccio rilassato alla vita che viene definito "tempo di Okinawa". Numerose culture sono organizzate in modo da predisporre le persone che vi appartengono a stili di vita stressanti. Questo si verifica soprattutto in Occidente in cui siamo culturalmente bombardati da messaggi fonti di stress, la maggior parte dei quali provengono dalle nuove tecnologie che determinano un sovraccarico di informazioni. La nostra tendenza a fare più cose possibili nel minor tempo possibile è la maggior causa di sviluppo di stress, che porta come conseguenza la nascita di danni alla salute.

"Un'agenda piena di impegni è il nostro status symbol"

Gli studiosi di personalità e longevità sono d'accordo sul vantaggio salutare che produrrebbe un atteggiamento positivo e ottimista, nonché emotivamente stabile e flessibile. Questi tratti infatti caratterizzano molti centenari di Okinawa se si pensa la loro straordinaria ripresa emotiva dopo gli avvenimenti della seconda guerra mondiale.

La popolazione di Okinawa usa spesso il termine dialettico taygay per riferirsi alle persone o alla società intesa come rilassata. Questo rispecchia infatti il principio su cui sono fondati i rapporti sociali dell'isola ed indica un approccio flessibile, non gerarchico o rigido. Niente sembra essere prestabilito e gli stessi abitanti affermano che nel loro paese "niente inizia puntuale", non sembra esserci organizzazione né ambizione nelle persone. In sintesi la cultura dell'isola insegna la calma, la tolleranza e il rilassamento.

Tra le varie pratiche rilassanti che gli abitanti di Okinawa realizzano, degna di nota è la meditazione. Alcune ricerche affermano che meditare aiuta a rallentare i ritmi, all'interno e all'esterno di noi. Dal punto di vista fisiologico sembrerebbe realizzare nell'individuo un vuoto interiore, che i medici ricercatori esperti di medicina che si occupa del legame corpo-mente definiscono "risposta di rilassamento" e che per gli abitanti di Okinawa assume il significato di "Via".

La meditazione praticata per lunghi periodi di tempo è in grado di migliorare la vista, l'udito e la pressione arteriosa: in definitiva potrebbe essere un elemento decisivo nel rallentamento del processo di invecchiamento.

Un altro concetto socio-istituzionale importante si rispecchia nel termine locale Yuimaru che esemplifica lo spirito sul quale si fonda un certo tipo di reti sociali terapeutiche. Con questo termine si indica la condivisione e l'aiuto offerto ai propri simili e che nasce da una tradizione locale sviluppatasi molto tempo fa nelle comunità di agricoltori e nei villaggi rurali. In origine venivano effettuati accordi reciprochi, stabiliti tra gli abitanti dei villaggi e riguardavano le mansioni da svolgere quando era necessario il lavoro di gruppo nel costruire case, mietere campi ecc. Yuimaru si riferisce proprio a queste situazioni, è un "collante" che tiene uniti i villaggi. Oggi questo termine ha perso il suo significato in senso esteso ma lo ha mantenuto in quello meno esteso, infatti Yuimaru significa aiuto tra anziani dello stesso villaggio. In questo modo si sostengono a vicenda e possono continuare a fare la loro vita, anche se con ritmi più lenti, rimanendo nella comunità.

In un certo senso questo concetto rispecchia l'aiuto di cui tutti noi abbiamo bisogno gli uni con degli altri, la nostra rete sociale è fondamentale per il nostro benessere. Questo senso di appartenenza e di legame con altre persone, aiuta a mantenerci in salute, ci allunga la vita e ci fa sentire più felici e ciò è avvalorato da numerosi studi scientifici.

Le ricerche dimostrano che i legami sociali sono responsabili della protezione da numerose malattie, tra le quali le cardiopatie, la depressione, l'alcolismo, la tubercolosi, l'artrite e la schizofrenia.

Quando questi rapporti si interrompono possono sorgere problemi legati alla salute, come Dimostrano alcuni studi che evidenziano il tasso di mortalità elevato in questi casi, soprattutto quando si perde il coniuge.

Un'altra istituzione importante di Okinawa è il moai che può essere tradotta con "incontrarsi per uno scopo comune". Si tratta di un gruppo di amici, parenti, colleghi o conoscenti che si riuniscono periodicamente per darsi sostegno reciproco. Durante gli incontri ognuno versa una determinata somma di denaro che viene aggiunta a quelle degli altri e che andrà a costituire il totale che verràmesso a disposizione di chi ne ha più bisogno. Quando è giunto per tutti il turno di essere destinatari della donazione, il processo ricomincia da capo.

Questa sorta di "banca delle persone" non viene creato a caso ma è sempre costituito da gruppi di persone che hanno in comune qualcosa, magari svolgono lo stesso lavoro o sono vecchi compagni di scuola, amici, parenti ecc.

In genere i moai non sono destinati solamente al mutuo soccorso economico, ma soprattutto ad aspetti sociali, infatti gli abitanti di Okinawa li apprezzano per il senso di cameratismo e i contatti che consentono di stabilire con persone che hanno vissuto esperienze simili in fasi simili della vita.

Infine è importante ricordare che gli isolani tengono in grande considerazione il matrimonio, la vita familiare e i figli, aspetto questo che promuove la loro longevità.