Seduta di allenamento
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Seduta di allenamento

I passaggi di una tipica seduta di allenamento del Kung Fu di Okinawa. Il riscaldamento, la fase centrale (Kihon, Calci alla sbarra, Tecniche a vuoto, Tecniche al circuit training), fase centrale

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Seduta di allenamento

La didattica e la metodologia che verrà trattata di seguito fa riferimento al corso del maestro Paolo Santilli, in linea generale l'impostazione di allenamento è lo stesso per tutti i corsi di Kung Fu di Okinawa (riscaldamento, fase centrale, defaticamento) ma le differenze che si possono riscontrare sono diverse e possono riguardare il numero di ore totali a settimana, il soffermarsi di più da parte di alcuni maestri sull'allenamento delle tecniche piuttosto che sullo sviluppo delle capacità condizionali e coordinative, l'utilizzo di attività pedagogiche o meno, diverse metodologie di allenamento.

La vera peculiarità del corso, che si è sviluppata attraverso gli anni grazie al maestro e con la consulenza di tutti coloro che sono passati per questo corso, riguarda i le attività introdotte al fine di rendere i praticanti di qualsiasi età consci del proprio spirito che si sviluppa attraverso la comprensione di se stessi e degli altri nonché attraverso l'acquisizione dei valori che fanno parte del proprio ciclo di vita.

Ciò è ulteriormente enfatizzato dalla pratica condivisa nel corso di allievi di tutte le età, che in questo modo possono apprendere valori dagli altri cicli di vita e far apprendere i valori del loro ciclo di vita.

Il Kung Fu di Okinawa vanta di una vasta gamma di tecniche fondamentali definite tecniche classiche o kihon le quali derivano dagli stili del sud di Kung Fu cinese e dal Karate di Okinawa. Tali tecniche possono essere combinate per dar luogo ad infinite sequenze che formeranno in seguito la base per esprimere se stessi.

Di seguito elencherò alcuni dei kihon più importanti solamente per far capire in linea generale il compartimento tecnico di questo stile:

  • Posizioni: Esso sono fondamentali per l'efficacia della tecnica sia in attacco che in difesa. Il corpo in questo modo inferiormente si trova fisso al terreno e deve dare stabilità alla parte superiore la quale sarà dritta e perpendicolare al suolo e a differenza di quella inferiore risulta essere mobile. Le posizioni principali del Kung Fu di Okinawa sono: posizione naturale (shizen- tai), frontale (zenkutsu-dachi), posteriore (kokutsu-dachi), a fantino (kiba-dachi), a gatto (neikoashi-dachi), a clessidra (sanchin-dachi)
  • Arti inferiori e superiori: Tutte le parti del corpo possono essere utilizzate, ma tra quelle più comuni vi sono: mani, gomiti, piedi, ginocchia.
    I colpi di mano possono essere dati con la mano chiusa a pugno, o aperta serrando le dita e contraendo i muscoli della mano in modo appropriato. In questo modo potranno essere sferrati colpi di taglio, a lancia, col palmo, col dorso, a spigolo, ad aquila, ecc. Le tecniche di gomito e di ginocchia vengono utilizzate nel combattimento ravvicinato e servono rispettivamente per colpire le parti alte e basse del corpo. Le tecniche di piede sono varie ed acquisiscono un nome specifico in base alla parte utilizzata per colpire: avampiede, taglio del piede, tallone, collo del piede, punta delle dita, ecc.
    Infine esistono numerose tecniche di calcio che possono essere portate frontalmente, lateralmente, circolarmente, all'indietro, ecc.
  • Tecniche di difesa: Le tecniche di difesa sono complesse da apprendere e ancora di più da praticare soprattutto perché si basano sull'anticipazione dell'attacco avversario trasformandosi in questo modo in attacchi veri e propri portati contro gli attacchi dell'avversario. Le parate possono essere alte, medie, basse, dall'interno, dall'esterno, ecc
  • Spostamenti: Lo spostamento deve avvenire nel più breve tempo possibile per essere efficace, inoltre dovrà essere in coordinazione con le parti del corpo utilizzate per la tecnica specifica
  • Proiezioni e cadute: Tecniche di notevole rapidità, allo scopo di togliere l'equilibrio dell'avversario e proiettarlo a terra. Possono essere utilizzate prese e leve. Le cadute si eseguono all'indietro, in avanti, lateralmente verso sinistra e verso destra

Prendendo quindi in considerazione il corso del maestro Paolo Santilli, il quale dedica due ore di allenamento al giorno per tre giorni a settimana, ci soffermeremo prima sulla didattica e sulla metodologia da lui adottata (le quali sono già di per sé pedagogiche) e a seguire analizzeremo le attività create appositamente a scopo pedagogico.
Generalmente l'allenamento di Kung Fu di Okinawa si suddivide in 3 fasi: riscaldamento, parte centrale e defaticamento.

In ognuna di queste fasi, anche se in questo capitolo prendiamo in considerazione specificatamente il corpo, bisogna tenere sempre in considerazione che ciò che si va ad allenare non è solo il Corpo ma anche la mente e di conseguenza lo spirito. Inoltre si sviluppano maggiormente le capacità aerobiche corpo ma anche la mente e di conseguenza lo spirito. Inoltre si sviluppano maggiormente le capacità aerobiche e quelle aerobico - anaerobico miste (resistenza cardiorespiratoria), la flessibilità piuttosto che la forza massimale e la velocità a cui si dedica meno tempo.

Riscaldamento

Il riscaldamento (25-30 minuti) è prevalentemente costituito da esercizi aerobici che allenano sia le capacità condizionali che quelle coordinative. Il corso inizia con una corsa leggera abbinata ad esercizi di mobilità articolare per tutti i segmenti corporei, in alternativa viene utilizzata la corda oppure entrambi vengono combinati. In genere una volta a settimana la maggior parte del riscaldamento può essere dedicata agli esercizi con i pesi, nello specifico con i manubri, per andare a sviluppare la forza di braccia e gambe e soprattutto per la stabilità muscolare che andrà di conseguenza a migliorare il controllo delle tecniche di colpo, la velocità con cui tirare le tecniche, la resistenza muscolare soprattutto per rimanere in equilibrio quando si tirano le tecniche.

Ma anche per avere dei muscoli più tonici e funzioni vitali migliori, tuttavia come già detto, l'allenamento per la forza non rappresenta la colonna portante dell'allenamento nel Kung Fu di Okinawa, ma rappresenta un elemento valido da abbinare ad esercizi di velocità, di tecnica e di coordinazione.

Molto più spesso rispetto alla seduta con i manubri, ci si allena effettuando serie di piegamenti sulle braccia, e ancora di più riguardo le flessioni del busto stando supini e con gambe in appoggio o in altri modi, per sviluppare i muscoli retti dell'addome in toto e gli obliqui insieme al quadrato dei lombi.

I muscoli addominali sono importanti per qualsiasi sport di combattimento e per le arti marziali nello specifico assumono un'importanza decisiva. Difatti questi muscoli insieme vengono definito "core" ovvero il nucleo centrale che da stabilità al corpo.

In genere questa parte aerobica del riscaldamento dura in media 20 minuti, a seguire invece si passa allo stretching passivo. In realtà l'inserimento dello stretching nel riscaldamento è una peculiarità di questo corso, che invece non ritroviamo nella maggior parte di altri corsi di Kung Fu di Okinawa, nei quali lo stretching viene sempre utilizzato nel defaticamento. Eppure i riscontri di questa metodologia sono sempre stati soddisfacenti, infatti nel Kung Fu di Okinawa vengono utilizzate spesso tecniche di gamba, che mirano alle parti alte dell'avversario, e l'unico modo per riuscire arrivare a quei punti è avere un'ottima flessibilità di gambe: ma non basta. Infatti altra peculiarità del Kung Fu di Okinawa è la rapidità con cui si tirano le tecniche, l'avversario non può e non deve aver il tempo di capire cosa sta accadendo.

Da ciò possiamo dedurre che lo stretching viene effettuato quasi esclusivamente per le gambe, mentre vengono dedicati pochissimi esercizi di stretching per le braccia o per gli altri segmenti corporei, la maggior parte dei quali sono stati allenati con la mobilità articolare effettuata in precedenza.

Infine dobbiamo precisare che lo stretching dura in media 10-15 minuti.

Fase centrale

La parte (1 ora) centrale dell'allenamento comprende esercizi aerobico - anaerobico misti, per sviluppare soprattutto le capacità coordinative e l'esecuzione delle tecniche di questo stile.

Tecniche allo specchio (Kihon)

Durata: 10 minuti
Capacità condizionali allenate: forza resistente
Capacità coordinative allenate: capacità di differenziazione, capacità di ritmo, comprensione delle tecniche

Solitamente si inizia posizionandosi davanti allo specchio, costituendo delle file con i compagni di corso, e al comando del maestro cominciare a tirare le tecniche che lui attua e che possono essere di braccia o di gambe.

Inoltre le tecniche vengono tirate nelle posizioni classiche del Kung Fu di Okinawa
Questo esercizio serve a sviluppare la capacità di tirare le tecniche del Kung Fu di Okinawa verso la perfezione.

Qui di seguito sono riportate le tecniche più comunemente allenate ed utilizzate nel Kung Fu di Okinawa definite classiche.

Attacco e difesa da posizione fissa

Durata: 2 minuti a coppia
Capacità condizionali allenate: rapidità, forza esplosiva
Capacità coordinative allenate: capacità di coordinazione segmentaria, capacità di equilibrio, capacità di ritmo, capacità di reazione, capacità di trasformazione

Un altro tipo di esercizio viene definito attacco e difesa in stile classico o moderno. Ci si posiziona,utilizzando una postura classica dello stile, con il compagno di fronte, e a seguire uno dei due effettua una serie di attacchi utilizzando le tecniche classiche, solo di braccia, del Kung Fu di Okinawa, di conseguenza l'avversario utilizzerà delle tecniche classiche, di braccia, per la difesa.

Per quanto riguarda lo stile moderno si differenzia per l'utilizzo di tecniche che non sono puramente del Kung Fu di Okinawa ma vengono prese da diversi stili, dalla boxe al win-chung, oppure che contengono sia tecniche moderne che classiche.

Con questo esercizio si sviluppa sia la capacità di mantenere una delle varie posture dello stile (infatti durante l'esercizio nessuno dei due deve indietreggiare o avanzare), ma soprattutto la capacità di utilizzare le tecniche nel modo giusto e al momento giusto, iniziando a creare con il compagno una sorta di sintonia nel combattimento.

In genere si attacca per un minuto, poi si cambia e ci si difende per un minuto. A seguire si cambiano le coppie.

Calci alla sbarra

Durata: 10-12 minuti
Capacità condizionali allenate: forza resistente
Capacità coordinative allenate: flessibilità, comprensione delle tecniche

Questo esercizio è indispensabile per sviluppare la capacità di tirare le tecniche di calcio in modo preciso e pulito, ma anche per tirarle velocemente nelle fasi più avanzate quando si pratica già da tempo. Si allenano entrambe le gambe e ad ogni tecnica si dedicano 2 minuti (1 minuto per la gamba sinistra e 1 minuto per la destra).

Tecniche a vuoto

Durata: 3-6 minuti
Capacità condizionali allenate: forza resistente, forza esplosiva, resistenza cardiorespiratoria
Capacità coordinative allenate: capacità di coordinazione segmentaria, capacità di differenziazione, capacità di equilibrio, capacità di orientamento, capacità di ritmo, capacità di trasformazione

In questo esercizio gli allievi si posizionano in modo da avere lo spazio sufficiente per percorrere il dojo completamente e tornare indietro. Gli allievi nel percorrere il dojo avanti e indietro (simile alle vasche dei nuotatori) devono simulare un combattimento con un avversario immaginario, utilizzando tutte le tecniche di attacco e difesa possibili sia classiche e moderne.

L'esercizio ha un'importanza vitale nello sviluppare non solo le abilità tecniche in movimento, ma anche la creatività che nasce dall'immaginazione di un avversario con cui combattere. Di conseguenza, attraverso questa creatività comincia a comparire l'espressione di se stessi nel combattimento, ma siamo ancora lontani dal vero spirito del Kung Fu di Okinawa che è rappresentato dal combattimento vero e proprio con un vero avversario. L'arte comincia da qui.

Tecniche al circuit training

Durata: 2 giri da 5-6 minuti ciascuno
Capacità condizionali allenate: forza esplosiva, forza resistente, resistenza cardiorespiratoria, rapidità
Capacità coordinative allenate: capacità di coordinazione segmentaria, capacità di differenziazione, capacità di equilibrio, capacità di orientamento, capacità di ritmo, capacità di reazione, capacità di trasformazione, flessibilità

L'esercizio consiste nel definire una serie di postazioni direttamente proporzionali al numero di praticanti presenti al corso compreso il maestro. Le postazioni possono comprendere il sacco lungo per i calci, il sacco corto per i pugni, il sacco mobile da aeroboxe con cui allenare tutte le tecniche in movimento continuo, la sbarra per allenare le tecniche di gamba, lo specchio per mantenere o sviluppare ulteriormente la perfezione e la pulizia delle tecniche, pallina da tennis da far rimbalzare continuamente a terra come se fosse un pallone da basket mentre si saltella intorno ad essa per sviluppare la coordinazione tra ritmo, tempo ed equilibrio dei vari segmenti corporei, il fantoccio ovvero la rappresentazione della sagoma di un avversario per sviluppare la precisione delle tecniche nel colpire punti vitali o penetrare le difese dell'avversario, il makiwara ovvero un sacco durissimo sui ci si allena per sviluppare il colpo mortale singolo attraverso l'utilizzo del ki (energia interna).
Il circuit training in generale sviluppa il praticante in toto e gli permette di passare rapidamente da una capacità coordinativa all'altra.

Tecniche di altri stili

Durata: 30 minuti
Capacità condizionali allenate: nessuna
Capacità coordinative allenate: capacità di comprensione tecnica, capacità di coordinazione segmentaria, capacità di differenziazione, capacità di equilibrio, capacità di orientamento, capacità di ritmo, capacità di reazione, capacità di trasformazione

In genere una volta a settimana vengono dedicati 30 minuti circa per imparare e sviluppare tecniche prese da altri stili di combattimento, le quali verranno poi utilizzate nel combat (vedere più avanti) e che andranno ad arricchire la versione moderna dello stile. Tra gli altri stili di combattimento a cui si fa riferimento troviamo: il Judo per sviluppare le tecniche di presa, le cadute, l'atterramento, la lotta a terra, la liberazione da una presa, ecc.; il Quinnà per sviluppare le prese e le leve articolari per controllare l'avversario in un combattimento senza essere costretti a metterlo K.O., in alcuni casi si sviluppano anche tecniche contro punti vitali; Aikido per sviluppare tecniche semplici ed efficaci che aumentano la capacità di fluire spiritualmente insieme all'avversario ma anche per imparare nuovi metodi di caduta e di presa; difesa personale per sviluppare in primo luogo l'abilità generale di difendersi in modo veloce ed efficace, molto utile ad esempio se si viene assaliti da un malvivente e non si vuole combattere ma si preferisce colpire e fuggire, in secondo luogo per difendersi contro malviventi che possiedono armi da taglio o pistole.

Molte di queste tecniche vengono apprese direttamente agli stage che i maestri di altri stili effettuano periodicamente compresi quelli del Gran Master John Armstead, e vengono quindi riprodotte durante il corso per capirne i pregi e i difetti.

Creatività tecnica

Durata: 2-3 minuti a praticante
Capacità condizionali allenate: nessuna
Capacità coordinative allenate: capacità di comprensione tecnica, capacità di coordinazione segmentaria, capacità di differenziazione, capacità di trasformazione

In questo esercizio ogni allievo pensa ad una sequenza di tre tecniche e una presa contro il compagno e la fa vedere a tutti gli altri, i quali insieme al maestro valutano la sua efficacia pratica. Per valutare tale efficacia tutti quanti, a coppie, provano la serie di tecniche proposta. Ognuno ha a disposizione 2-3 minuti per proporre e far vedere a tutti gli altri la propria sequenza. Tale esercizio sviluppa notevolmente la creatività dell'allievo e la comprensione dell'utilità di una tecnica in un determinato contesto piuttosto che di un'altra.

Cerchio

Durata: 1 minuto per ciascun praticante
Capacità condizionali allenate: forza esplosiva, resistenza cardiorespiratoria, rapidità
Capacità coordinative allenate: capacità di differenziazione, capacità di equilibrio, capacità di orientamento, capacità di ritmo, capacità di reazione, capacità di trasformazione

Si forma una cerchia di persone e una sta al centro, solitamente comincia il maestro. Chi sta al centro ha 1 minuto di tempo per attaccare velocemente tutti i componenti che si sono messi in circolo e che possono difendersi soltanto parando, e ha la possibilità di utilizzare qualsiasi tecnica voglia ad esclusione delle prese e delle leve articolari. L'obiettivo sarà quello di riuscire ad intrattenere scambi velocemente con tutti prima che scada il tempo.

L'esercizio accresce le capacità di tempo, ritmo ed agilità del praticante e mette ulteriori basi per poter sviluppare l'espressione finale dello spirito del Kung Fu di Okinawa.
In seguito verranno sviluppati ulteriori livelli di difficoltà ovvero gli altri possono difendersi contrattaccando anche. Inoltre possono essere inseriti più praticanti all'interno del cerchio invertendo in questo modo l'allenamento, il quale sarà diretto a chi compone il cerchio più che per
chi sta all'interno.

Combat con protezioni

Durata: 1 minuto a combattimento
Capacità condizionali allenate: forza esplosiva, resistenza cardiorespiratoria, rapidità
Capacità coordinative allenate: capacità di coordinazione segmentaria, capacità di differenziazione, capacità di equilibrio, capacità di orientamento, capacità di ritmo, capacità di reazione, capacità di trasformazione

In pratica il combattimento completo contro un avversario. Vengono obbligatoriamente indossati il corpetto, il paradenti, il caschetto, i guanti, i parastinchi e la conchiglia. Possono essere utilizzate tutte le tecniche che si conoscono sia classiche che moderne e ogni colpo può essere affondato ma solo dove il corpo è coperto dalle protezioni. Il combat con le protezioni viene utilizzato nelle prime fasi, quando il praticante ha acquisito tutte le capacità di cui necessita per far emergere il proprio spirito nel combattimento, ma ancora non ci riesce perché ha paura di farsi male o di fare del male all'avversario. In seguito verrà avviato l'allenamento senza protezioni.

Combat senza protezioni

Durata: 1 minuto a combattimento
Capacità condizionali allenate: le stesse del combat con le protezioni
Capacità coordinative allenate: le stesse del combat con le protezioni

Ovvero il combattimento completo senza protezioni, in cui finalmente ci si può esprimere liberamente e non si è ostacolati da nessun pensiero particolare, ma piuttosto si fluisce spontaneamente con l'avversario. Nessuno dei due prevale sull'altro ma entrambi prevalgono contro se stessi, l'espressione naturale della propria anima fa la sua apparizione e tutti coloro che osservano il combattimento riescono a sentire i due spiriti che comunicano tra di loro. Una sensazione unica.

Quando si arriva ad un livello alto di combat, è limitato dire che si sta praticando il Kung Fu di Okinawa, in quel momento si è il Kung Fu di Okinawa.

Fase finale

L'ultima parte dell'allenamento in questo caso non sempre comprende il defaticamento inteso in senso fisico, piuttosto un defaticamento mentale e spirituale, della durata complessiva di circa 30 minuti.

Quando si attua il defaticamento fisico si effettuano una serie di esercizi di stretching passivo e attivo rivolto a tutti i segmenti corporei.

Il defaticamento mentale viene praticato invece attraverso la meditazione Zazen nella classica posizione del loto o con le ginocchia piegate (nota sulla meditazione Zazen che viene spiegata successivamente).

Infine il defaticamento spirituale si attua attraverso la pratica del kata in cui ci si esprime attraverso il corpo (recuperando le energie interne) ed attraverso la mente (rimanendo sempre concentrati).

In questa hanno luogo anche approcci puramente pedagogici diretti in particolar modo all'età evolutiva come i giochi, le staffette, la lettura di libri particolarmente significativi per la crescita riguardanti il Kung Fu e le arti marziali, idee e opinioni per migliorare il corso. Una nota a parte merita invece la cerimonia che si svolge ogni anno per celebrare la fine del corso prima delle vacanze denominata Cerimonia del kata che verrà trattata nelle pagine successive