Taoismo e arti marziali
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Taoismo e arti marziali

Alla base delle arti marziali cinesi ci sono filosofie e vie di pensiero: taoismo, confucianesimo, buddhismo zen. Teorie taoiste applicate al Kung Fu: Wu Hsing, Wu shin, Wu Wei, Yin-Yang, Ch'i

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Taoismo e arti marziali

Quando si parla di pensiero cinese si intendono ovviamente le diverse filosofie orientali che hanno influenzato la Cina nei vari periodi della sua storia, alcune sono state dimenticate col tempo mentre altre non solo sono state portate avanti ma sono anche state studiate approfonditamente nella storia e questo soprattutto nell'ambito delle arti marziali giapponesi che ne hanno fatto, in alcuni casi, un vero e proprio punto di riferimento da cui trarre dei regolamenti per la propria arte marziale insegnata.

Lo scopo principale o il punto in comune di queste filosofie e vie di pensiero è quello di rendere "grande" l'uomo, di condurlo verso una perfezione che non può essere raggiunta nell'arco di una sola vita, forse non ne basterebbero infinite, ma ciò che è importante riguarda il cominciare a seguire la "via" verso la grandezza dell'uomo.

L'uomo può essere reso "grande" attraverso due dimensioni che gli appartengono ma che deve riscoprire:

  • La Grandezza interna cioè quella spirituale che abbraccia l'energia interna che attraversa il corpo e che proviene dall'universo (Ch'i). E quella della mente che deve essere coltivata soprattutto attraverso la meditazione
  • La Grandezza esterna rappresentata dall'individuo che, divenuto essere umano completo dall'unità di corpo e mente nello spirito, dimostra tutta la sua positività ed energia nella vita quotidiana

Ciò, come vedremo in seguito, è rappresentato nelle arti marziali dal maestro o Shih-fu (maestro di arti marziali), il quale deve incanalare lo spirito del saggio perché chi studia il Kung Fu deve sempre tenere uniti l'abilità nell'eseguire le tecniche (Grandezza esterna) con l'essenza del suo spirito che si manifesta (Grandezza interna).

Le correnti di pensiero principali che esprimono questo concetto di grandezza e perfezione dell'uomo che hanno maggiormente influenzato le arti marziali sono:

  • Il Taoismo (inteso come filosofia più che come religione)
  • Il Confucianesimo
  • Il Buddhismo Ch'an (Zen in giapponese)

Il Taoismo

Il Taoismo è la corrente filosofica di gran lunga più nota in Cina e viene solitamente accostata al suo fondatore Lao-tzu (551 a.C.). Ad esso viene generalmente attribuita un'opera, il Tao-te-ching (il libro della Via e della Virtù), la quale è composta da una serie di aforismi e rappresenta il principale testo del taoismo. Di fondamentale importanza è anche il significato del termine Tao, la parola più misteriosa e ricca di significati che la lingua cinese abbia. Tale termine rappresenta la Via, l'ordine della natura e dell'universo, e originariamente il suo fondatore lo interpretò in senso mistico e metafisico come l'Unione di tutte le cose dell'Universo.

Nei testi taoisti compaiono continuamente riferimenti riguardo la negazione di tutto ciò che la civiltà ha inventato, nonché la diffidenza per il ragionamento logico che viene ritenuto impossibile dai grandi maestri i quali ritengono che l'uomo non può e non potrà mai conoscere l'essenza del Tutto.

La caratteristica fondamentale dell'universo taoista sembra essere il movimento ciclico di tutte le cose che fluiscono costantemente con un ritmo composto di andata e ritorno come l'alternarsi del sole e della luna. Infine va ricordata la presenza di riferimenti morali nei testi taoisti i quali sono dominati da una visione metafisica dell'universo.

Caratteristica della storia taoista sembra essere il disaccordo di idee che orbitavano attorno a questa via di pensiero e questo accadde perché a differenza del Buddhismo e del Confucianesimo, non vi fu una guida o un gruppo guida iniziale che abbia dettato degli insegnamenti da seguire. Da ciò deriva la difficoltà nel definire il Taoismo, ma in generale possiamo definire i taoisti come coloro che seguono, ancora oggi, le pratiche, i valori e le istituzioni che si trovano nella raccolta del Tao-tsang. Nel primo secolo della dinastia Han (195-115 a.C.) molte idee furono incorporate nel primo testo taoista classico chiamato Huai-nan-tzu. I taoisti classici erano interessati alle realtà spirituali e alla capacità di trasformazione della persona che coltiva tali idee.

Successivamente, sempre nello stesso periodo, compaiono i testi classici più famosi del taoismo, ai quali è stata data la rappresentazione del Taoismo e cioè come descritto in precedenza il Tao te ching (scritto da un leggendario Lao-tzu ma che in realtà si ritiene essere stato redatto da un gruppo di persone soprattutto anziane) e il Chuang-tzu (scritto da Chuang-chou). Ma non viene mai citato il terzo testo fondamentale rappresentato dal Nei-yeh (il cui autore resta a tutt'oggi sconosciuto) che comincia a comparire nel 400 a.C. e dal quale prendono spunto sia il Tao te ching sia il Chuang tzu.

Questi testi hanno in comune l'idea che si possa vivere in modo saggio solo se si impara a vivere con le forze invisibili dell'universo senza provare interessi materiali per la società. Quindi gli autori di tali testi insistevano che l'uomo deve impegnarsi nei confronti delle realtà naturali, cioè quelle forze benevole che rappresentano la natura e che l'uomo non può controllare.

Non ne vediamo la forma
Non ne udiamo il suono,
Eppure ne percepiamo l'ordine in ciò che compie
Noi lo chiamiamo "la Via"
Tao

Per i taoisti il Tao rappresenta dunque la fonte ed il principio di tutto ciò che esiste; è un principio "sopra morale" che è insito nella natura e che la regola. L'uomo passa da una condizione di individuo fino a diventare persona solamente abbandonandosi al Tao ed identificandosi con esso. Il Tao è "vuoto" cioè non può essere descritto, ma nonostante questa sua caratteristica di essere indescrivibile, è la fonte di tutto ed è la più utile di tutte le cose.

Altro insegnamento fondamentale del Taoismo riguarda lo stato originale di purezza naturale che viene definito "il blocco non scolpito". Secondo i taoisti l'uomo è come un blocco di pietra che con il tempo viene scolpito dalle influenze sociali rappresentate dall'educazione, dall'istruzione, dai problemi sociali ecc. In questo modo l'essere umano non è più in sintonia con la natura, e torna ad essere individuo privo della sua vera volontà, mentre invece deve tornare un blocco non scolpito.

Infine prima di esporre le teorie principali che hanno influenzato il taoismo, è bene ricordare uno dei pensieri fondamentali taoisti preso dal Chuang Tzu secondo cui l'uomo passa la sua esistenza "dormendo" anche quando crede di essere sveglio e "sognando" in continuazione anche con gli occhi aperti e cita:

Quando (gli uomini) sognano, non si rendono conto che stanno sognando. E nel sogno forse sognano di sognare. Soltanto quando sono svegli essi si rendono conto di aver sognato. Ma quando arriverà il vero risveglio scopriremo che la vita stessa è un grande sogno. Gli sciocchi pensano invece di essere sempre svegli e di sapere… Confucio e voi tutti non siete che un sogno. E quando vi dico ciò, sto sognando anch'io

Teorie taoiste applicate al Kung Fu

Wu Hsing (I Cinque Elementi)

Dall'interazione di yin con yang derivano cinque elementi base dell'universo, o i "cinque poteri". Tali elementi vengono simboleggiati dal legno, dal fuoco, dalla terra, dal metallo e dall'acqua. Ognuno di questi elementi, messi nell'ordine suddetto, dà origine all'elemento seguente e vince l'elemento che segue quello prodotto. I cinque elementi, quindi, hanno la caratteristica di essere interdipendenti ed uno non può esistere senza tutti gli altri. A questi elementi viene fatto corrispondere tutti i fenomeni cosmici, psichici, fisiologici ecc. In questo modo l'uomo viene considerato come un piccolo universo, i cui organi, sensi e sentimenti sono collegati fra loro e con i fenomeni del macrocosmo. Questa teoria ha influenzato molte arti marziali facendo diventare tale teoria, il centro cardine di molte tecniche se non dell'arte marziale stessa.

Wu shin (Vuoto Mentale)

Descrivere il vuoto mentale risulta particolarmente complicato. Esso non si riferisce ad un individuo che non pensa, non ha sentimenti, non agisce, non ha collegamenti tra mente e corpo e che non vive, ma si riferisce alla mente dell'essere umano che accetta tutto ma non si "attacca" a nulla. In questo modo la mente deve poter pensare ciò che vuole senza che venga disturbata da un pensatore separato o dal proprio ego.

Il vuoto mentale, dunque, non significa essere privi di emozioni o sentimenti, ma essere qualcuno i cui sentimenti non sono bloccati e non si attaccano a nulla. È una mente immune dalle influenze emotive

Questo principio viene applicato nel Kung Fu quando la mente non segue ciò che gli ordinano i sensi ma agisce da sola, come l'occhio che si posa su qualsiasi oggetto senza che venga catturato da questo, anche la mente può andare ovunque senza essere intrappolata da qualcosa.

Il flusso mentale è come l'acqua che riempie uno stagno che è sempre in procinto di scorrere via. In definitiva il praticante di Kung Fu deve fare in modo che la sua mente sia libera di fluire ovunque e che sia vuota per fare in modo che si apra a tutto.

Wu Wei (Non Azione)

Secondo questa teoria il Kung Fu non è un'arte violenta, ma esclusivamente difensiva. Non bisogna "agire" attaccando, ma semplicemente adattare la nostra azione a quella dell'avversario. Famosa è la frase

non bisogna opporsi alla forza dell'avversario, ma bisogna utilizzare la sua forza per batterlo

In altre parole il praticante di Kung Fu promuove lo spontaneo sviluppo dell'avversario senza che interferisca di propria iniziativa. Comincia ad annullarsi a partire dalla perdita dei propri sentimenti e diventando un'unità con l'avversario.

Nella sua mente gli opposti collaborano reciprocamente, anziché escludersi reciprocamente. Quando il suo ego e i suoi sforzi coscienti si arrendono a un potere che non gli appartiene, allora raggiunge la suprema azione che è la non azione, il wu wei

Quindi ogni azione deve venir fuori spontaneamente e, con la pratica, alla fine il corpo fa da solo ciò che deve fare senza che la mente interferisca e l'abilità tecnica si automatizza senza che dipenda da alcuno sforzo cosciente. Il Wu wei viene definito l'arte della non arte o il principio del non principio.

Yin-Yang

Questa teoria è molto antica e i filosofi cinesi se ne servivano per spiegare l'origine dell'universo. A tutt'oggi non sappiamo chi per primo formulò questa teoria importantissima, quello che sappiamo è cosa rappresenta. Il concetto fondamentale di yin e yang significa che esistono due aspetti base della realtà che fanno parte di ogni cosa. In origine sembra che yin stesse a significare la parte in ombra di un paesaggio naturale mentre yang era la parte soleggiata.

Successivamente si adattò questo esempio a tutti gli aspetti della vita che hanno parti complementari. Punto fondamentale è che nessuno dei due poli può esistere senza l'altro, per fare un esempio, l'ombra non può esistere se non viene messa a confronto con la luce, bagnato non ha senso se non viene messo a confronto con l'asciutto, così il femminile con il maschile e via dicendo. Inoltre è importante capire che non esiste dualismo tra yin e yang e soprattutto antagonismo così, tutti i fenomeni dell'universo sono la combinazione e l'interdipendenza tra questi due poli.

L'unione di yin con yang viene definito T'ai Chi ovvero "polo supremo" e viene rappresentato col noto simbolo in cui la parte nera rappresenta yin, la parte bianca yang. Nella parte nera troviamo un punto di bianco e in quella bianca un punto di nero, ciò sta a significare che i due poli non sono assoluti e che in ogni parte complementare c'è sempre un po'dell'altra metà. Poi notiamo che queste due metà sono delineate da una circonferenza, essa simboleggia l'evoluzione ciclica della natura. Le due metà della stessa area rappresentano l'armonia degli opposti. La parte chiara è a destra e quella scura è a sinistra perché il sole sorge ad est. Infine la suddivisione ad S tra le due fasi fa sì che i perimetri di yin e yang siano uguali al perimetro dell'intera circonferenza.

Così questo concetto applicato al Kung Fu può essere paragonato allo spirito (yin) che viene espresso attraverso il movimento e il combattimento (yang):

Il Kung Fu, la forma più antica di autodifesa, può essere definito l'essenza concentrata della saggezza e del pensiero profondo nell'arte dell'autodifesa

Ch'i

Questo termine (Ki in giapponese) può avere diversi significati come ad esempio: gas, aria, vapore, respiro, energia vitale, energia interna. Secondo il pensiero orientale l'aria che respiriamo è composta da ossigeno e dall'energia vitale cioè il Ch'i che si trova nell'universo.

Il Ch'i a differenza dell'ossigeno percorre altri canali nel corpo e se il corpo è sano, esso fluisce in modo regolare. Sembra che l'agopuntura cinese serva proprio per far rifluire questi canali energetici. Ma il Ch'i è anche una sorgente di forza, infatti esso può essere incanalato direttamente dalla mente al corpo con effetti stupefacenti.

Pensate, ad esempio, di essere sul punto di portare un colpo con la mano: invece di sciupare energia anche nelle gambe, piedi, spalle, collo eccetera, voi vi allenerete a infondere tutta la vostra potenza solo nella mano, mantenendo il resto in stato di relativa rilassatezza

Dopo diversi anni di pratica le tecniche risulteranno diverse diventando straordinariamente efficaci con uno sforzo fisico minimo. Questa sensazione sembra non possa essere capita a parole:

sarebbe come voler spiegare ad un cieco nato cosa sono i colori