Conclusioni e interpretazione dati
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Conclusioni e interpretazione dati

Analisi delle tabelle e dei grafici dei test eseguiti atleta per atleta, conclusioni finali.

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Conclusioni e interpretazione dati

Atleta n.1

L'atleta ha incrementato la forza massimale (F.M.) ed anche lo strength-speed factor. Il suo metodo di lavoro è stato orientato fondamentalmente alla costruzione della forza massimale, utilizzando serie e ripetizioni in maniera piramidale. Nella donna, l'incremento iniziale della F.M. ha portato ad un primo miglioramento della prestazione (prima stagione) mentre nella seconda stagione, nonostante l'incremento di entrambi i fattori studiati, si è osservata una stabilizzazione del risultato.

Atleta n.2

L'atleta ha incrementato notevolmente i valori della F.M. evidenziando al contempo una diminuzione dello strength-speed factor nel periodo imminente alla fase agonistica. Il metodo di lavoro, infatti, è stato variato, alternando metodi per la costruzione della F.M. con metodi misti per la costruzione della forza esplosiva. Le sue prestazioni sono cresciute di anno in anno.

Atleta n.3

L'atleta ha avuto una crescita costante dei valori relativi alla F.M. con uno strength-speed factor che è rimasto sostanzialmente invariato. Ciò è dovuto ad un buon lavoro di combinazione metodologica. L'atleta ha utilizzato metodi misti (costruzione della F.M. e costruzione della forza esplosiva). L'andamento dei risultati è stato progressivo con il balzo qualitativo e prestativo nel 2008 (anno olimpico). Nel 2009 le condizioni erano sicuramente migliori rispetto all'anno precedente ma, a causa di un infortunio, non è riuscito a raccogliere il risultato atteso.

Atleta n.4

L'atleta ha incrementato la forza massimale (F.M.) ed anche lo strength-speed factor. Il suo metodo di lavoro è stato orientato fondamentalmente alla costruzione della forza massimale, utilizzando serie e ripetizioni piramidali. Nella donna, l'incremento iniziale della F.M. ha portato ad un primo miglioramento della prestazione (prima stagione) mentre nella seconda stagione, nonostante l'incremento di entrambi i fattori studiati, si è osservata una stabilizzazione del risultato.

Atleta n.5

L'atleta ha incrementato notevolmente i valori della F.M. evidenziando al contempo una diminuzione dello strength-speed factor nel periodo imminente alla fase agonistica. Il metodo di lavoro, infatti, è stato variato, alternando metodi per la costruzione della F.M. con metodi misti per la costruzione della forza esplosiva. Le sue prestazioni sono cresciute di anno in anno.

Atleta n.6

È l'atleta di cui si hanno più dati. Nel 2000 l'incremento della F.M. e dello strength-speed factor sono da mettersi in relazione al tipo di preparazione mirata alla prestazione olimpica. I valori cosi alti nel periodo agonistico le hanno consentito di variare l'allenamento in previsione delle olimpiadi, dove tra l'altro è stata finalista. Nella stagione relativa agli anni 2001-2002, l'atleta ha migliorato la F.M., mantenendo costante lo strength-speed factor. Le metodologie adottate sono state sempre di tipo misto. Negli anni successivi si nota un decremento della F.M. coincidente con un calo delle prestazioni.

Atleta n.7

L'atleta denota nella prima stagione un incremento della F.M. unitamente ad una diminuzione dello strength-speed factor, andamento che l'ha portata ad ottenere buoni risultati. La successiva stagione, pur mantenendo basso il valore dello strength-speed factor, è diminuito eccessivamente il valore della F.M.. In questo caso vi è stato un precoce abbandono dei lavori di costruzione della F.M. a vantaggio dei soli lavori di costruzione della forza esplosiva. Tale miscelazione è risultata negativa ai fini della prestazione.

Atleta n.8

L'atleta ha ottenuto un buon incremento della F.M. nella prima stagione, mantenendo costante lo strength-speed factor. Nella seconda stagione, mantenendo pressoché costante la F.M. si è notata una grande diminuzione dello strength-speed factor, indice del lavoro di costruzione di tipo misto.

Atleta n.9

L'atleta nella prima stagione ha incrementato F.M. e strength-speed factor, ottenendo risultati di medio valore. Nella seconda stagione si è assistito ad una brusca diminuzione dello strength-speed factor in concomitanza con gli ottimi risultati ottenuti. La metodologia adottata è stata di tipo misto (costruzione della F.M. e costruzione della forza esplosiva).

Atleta n.10

L'atleta nella prima stagione ha ottenuto ottime prestazioni, innalzando sia la F.M. che lo strength-speed factor; in questo caso la metodologia di allenamento adottata è stata quella delle serie e ripetizioni in maniera piramidale. Nelle altre stagioni, entrambi i valori sono scesi rispetto al primo anno e con essi anche le performance. In questo caso sono state adottate metodologie di allenamento di sola costruzione della forza esplosiva.

Atleta n.11

L'atleta ha evidenziato ottimi risultati sia nella prima che nella seconda stagione (primatista italiana) con valori costanti all'interno della stagione ma in progressivo aumento tra le stagioni. I metodi utilizzati sono stati di tipo misto.

Atleta n.12

L'atleta nelle prime due stagioni ha ottenuto buoni risultati aumentando i valori di F.M. e strength-speed factor; le metodologie di allenamento in questo caso sono state orientate alla crescita della F.M. utilizzando serie e ripetizioni in maniera piramidale. Di particolare importanza è la stagione relativa all'anno 2004 (anno olimpico), con una netta crescita dei valori di F.M. con diminuzione dello strength-speed factor, in questo caso i metodi di allenamento utilizzati sono stati di tipo misto.

Atleta n.13

L'atleta ha sempre e solo utilizzato metodi misti, e nelle prime tre stagioni ha ottenuto ottimi risultati. Nella prima, si è osservato un decremento dello strengthspeed factor e della F.M.. Nella seconda stagione, la migliore, l'atleta ha incrementato la F.M. pur vedendo diminuire lo strength-speed factor. Nel 2007 e nel 2009 ha ottenuto risultati medi, avendo pero subito un lieve infortunio.

Conclusioni Finali

In conclusione possiamo affermare che i lavori di forza massima negli atleti risultano essere sicuramente importanti, ma non sempre influenzano in maniera esclusiva i risultati. Dal presente lavoro si è infatti evidenziato come lavori mirati esclusivamente all'incremento della forza massima non portino benefici in termini prestativi; allo stesso modo lavori incentrati sulla sola forza esplosiva. Infatti, la diminuzione dello strength-speed factor, certamente risulta essere positiva ai fini del miglioramento dell'esplosività, ma se non è corrisposta ad un aumento della forza massima non incide sulla prestazione. Si evince, quindi come i metodi di lavoro misti, portino a buone performance; accompagnate da diminuzione dello strength-speed factor ma al contempo aumento della forza massima. A ragion veduta, questi parametri devono essere attentamente valutati e monitorati nel corso degli allenamenti, al fine di ottenere i risultati attesi.