Corsa ad ostacoli - terza parte
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Corsa ad ostacoli - terza parte

Corse veloci: descrizione, aspetti tecnici e didattica della corsa ad ostacoli.

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L'età migliore per l'avviamento a questa disciplina è tra gli 11 ed i 14 anni, per i ragazzi verrà approntato un allenamento molto vario e tendente a stimolarli verso la disciplina. Per i giovanissimi vi sono poi delle gare appositamente studiate, senza differenziazione nell'altezza degli ostacoli poiché, a questa età, le capacità fisiche tra maschio e femmina sono pressoché identiche.

Fondamentale sarà suscitare il loro interesse e, al contempo, fornire una precisa raffigurazione ideomotoria, per renderli capaci di autocorreggersi "sentendo" l'errore durante il compimento dell'esercizio. A tal fine l'approccio dovrà essere paziente e sistematico. Con il progredire delle capacità condizionali e delle abilità motorie, cercheremo poi il miglioramento della tecnica, facendo eseguire esercizi analitici e ricercando i 3 passi tra un ostacolo ed il successivo. Il bagaglio tecnico acquisito farà la differenza fra un buon atleta ed uno mediocre. L'atleta più forte è, infatti, colui il quale possiede elevate capacità fisiche e tecniche e sa gestire i momenti di difficoltà. Per il miglioramento di queste capacità saranno utili sia esercizi ad alta correlazione che a bassa correlazione, altresì sarà importante variare le situazioni, senza esasperazioni forzate (ostacoli troppo vicini) che non trovano correlazione con la realtà di gara.

La buona acquisizione di tutti i parametri in gioco e la capacità di meglio distribuire le risorse energetiche, farà la differenza in gara. Sotto possiamo esaminare graficamente i dati relativi al primatista mondiale dei 400 hs Young e di un altro atleta di altissimo livello, Moses.
L'atleta deve essere in grado di mantenere la sua ritmica in ogni condizione e con ogni velocità di percorrenza, senza affrontare la prima parte in maniera eccessivamente veloce ma puntando a chiudere la seconda parte. Nell'equilibrio della gara sono negative azioni marcate, sarà da ricercare invece l'idea di entrare con decisione sugli stessi, e con la naturale ampiezza del passo dell'atleta. Ritmiche più alte sono consentite quando l'atleta è in grado di sostenerle almeno sino al 5° ostacolo. Nella didattica sarà utile focalizzare l'attenzione su un solo particolare alla volta.

La buona riuscita degli allenamenti dipenderà dalla partecipazione dell'atleta in concomitanza con la bravura del tecnico nel riuscire a intervenire in ogni momento modulando il programma. L'ostacolista dovrà essere veloce e sprintoso come un velocista, ma maggiormente coordinato ed in grado di gestire le sue risorse.
Tra le corse ad ostacoli rientrano a pieno diritto i 3000 siepi dove, gli ostacoli da superare, sono quattro a giro, composti ciascuno da un ostacolo realizzato in legno ed una fossetta di acqua profonda circa 70 cm.