Salto triplo
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Salto triplo

Le fasi del salto triplo, l'evoluzione, la descrizione, la tecnica e la didattica del suo insegnamento.

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Nel salto triplo, tra lo stacco e l'atterraggio, l'atleta compie tre balzi con diverse caratteristiche tecniche dal punto di vista esecutivo. La rincorsa è, come sempre, l'aspetto rilevante per l'acquisizione della velocità orizzontale che, nel salto triplo, deve essere sufficiente al compimento dei tre balzi denominati rispettivamente hop, step, jump. La lunghezza della rincorsa è in funzione delle capacità di accelerazione individuali. Durante la corsa particolare attenzione sarà posta all'appoggio attivo del piede, ginocchia ed anche alte, coordinazione ed acquisizione progressiva della velocità.

Nel primo balzo, l'atleta, atterra sullo stesso arto di stacco, nel secondo atterra sull'arto opposto e, nell'ultimo, nelle medesime condizioni del salto in lungo.

La sincronia fra i vari arti è indispensabile, fermo restando che, nella sua acquisizione, non si dovranno spingere i ragazzi a gesti eccessivamente artificiosi. Il successo del salto è dato dalla somma della lunghezza dei tre salti che, per essere efficaci, dipenderanno dalla velocità di rincorsa, dalla minima perdita di velocità nelle tre fasi di appoggio, giusta capacità di stacco degli arti inferiori, e corretta distribuzione ritmica dei tre balzi.

È altresì importante il totale coinvolgimento del corpo dell'atleta, e non la focalizzazione sul singolo arto dedito allo stacco. A livelli avanzati il primo salto sarà moto simile al terzo (come distribuzione energetica). A livello giovanile sarà sufficiente perseguire l'uguaglianza fra i tre balzi.

La didattica del salto triplo

Nell'insegnamento di questa specialità, bisognerebbe aspirare alla formazione degli schemi tecnici fondamentali, e ad un armonico sviluppo dell'organismo, soprattutto nei primi anni. Grande importanza, nella fase preparatoria, assume il "passo pelvico", motivo per cui sarà opportuno svilupparne debitamente le caratteristiche tramite opportune andature (marcia, andatura con saltelli ecc.).

Tenendo conto del rilievo della componente ritmica nel salto triplo, è necessario che, fin dalle prime esperienze, il giovane percepisca ed assimili la successione dei balzi come una sequenza armonica. Gli errori più comunemente riscontrabili sono: primo balzo troppo alto, distribuzione errata fra i tre salti, frenata allo stacco, secondo balzo troppo corto o frenato.