Considerazioni finali sul massimale (1-RM) e la sua determinazione
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Considerazioni finali sul massimale (1-RM) e la sua determinazione

Considerazioni critiche finali sulle differenti metodologie di rilevazione del massimale e il loro grado di adeguatezza e precisione in virtù delle caratteristiche del soggetto da testare: giovani, adulti, sedentari e di sesso femminile

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Considerazioni finali sul massimale (1-RM) e la sua determinazione

Oggetto principale di questo lavoro è stato la ricerca del metodo più preciso per determinare l'1-RM in base alle varie classi di "utenza" che solitamente ci si può trovare ad esaminare.Si è anche cercato di analizzare le nuove tecniche che la letteratura e gli studi a riguardo ci hanno consegnato, confrontandole con le tecniche più classiche che venivano e tutt'ora vengono utilizzate.

Infatti la prima discussione si basa sul confronto dei metodi diretti e quelli indiretti:
Abbiamo visto che i primi non possono essere utilizzati da tutti i soggetti, poiché richiedono un grande sforzo muscolo-scheletrico, sforzo che solo pochi atleti ben allenati possono permettersi; aldilà di questa precisazione, si può presupporre che l'elevato impegno che precede la prova effettiva del massimale, può portare ad un precoce affaticamento con una relativa perdita di forza e quindi una sottostima dell'1-RM.Nonostante ciò, questo test rimane tutt'oggi molto utilizzato, probabilmente anche per la breve tempistica che esso richiede.

I test sub-massimali invece, possono essere utilizzati da tutti poiché non richiedono un grosso impegno muscolare e non hanno bisogno di una grande preparazione fisica per essere effettuati.

Da questo presupposto si può evincere che per quanto riguarda sicurezza e efficienza i test sub-massimali hanno entrambi queste caratteristiche e quindi è più consigliabile utilizzarli per testare la forza massimale dei soggetti.

Per quanto riguarda l'accuratezza dei test indiretti i risultati sono i seguenti:
Per i soggetti allenati: le ripetizioni a carico costante sino ad affaticamento sono risultate più precise quando le ripetizioni non erano superiori a 10.Le percentuali di carico sub-massimale testate che si avvicinano maggiormente all'1-RM sono: 95% per la bench press, 80% per lo squat e 90% per il deadlift.
Per i soggetti non allenati: i risultati possono essere suddivisi ulteriormente in base a sesso ed età poiché determinate equazioni hanno dato risultati differenti in base alle caratteristiche di una fascia di soggetti testati:
Per stimare l'1-RM ad un soggetto di sesso femminile le equazioni più precise da utilizzare sono quelle prodotte da Wentworth et. al.: 1-RM= 7,24 + (1,05 x 5-10 RM) da utilizzare per gli arti superiori.1-RM= 4,66 + (1,14 x 5-10 RM) da utilizzare per gli arti inferiori.

Per i soggetti giovani le equazioni che hanno dato un maggiore coefficiente di precisione sono:
Per la bench press Mayhew et. al. e Wathan.
Per lo squat Wathan.
Nel deadlift nessuna equazione in letteratura ha riuscito a stimare con precisione l'1-RM.

Nei soggetti adulti e moderatamente attivi l'equazione di Brzycki ha dato i valori più alti per quanto riguarda il potenziale di stima.

Per i soggetti anziani, le equazioni di Brzycki, Lander, Epley e Wathan hanno dato un errore relativamente basso quando le ripetizioni effettuate erano minori di 10.

Nei soggetti giovani di entrambi i sessi è stata testata anche la validità del test sub-massimale sino ad affaticamento a cadenza variabile (Y.M.C.A. Bench press test).Le cadenze testate erano 30 e 60 ripetizioni per minuto.I risultati indicano che quando sono state effettuate 30 ripetizioni al minuto i risultati di entrambi i sessi non erano distanti dalla prova massimale. Quando sono state effettuate 60 ripetizioni al minuto solo i risultati dei soggetti di sesso maschile hanno dato una forte correlazione con il massimale stimato.

L'efficacia delle ripetizioni sub-massimali da eseguire per stimare con maggiore precisione l'1-RM non ha trovato grosse differenze quando il test veniva effettuato con 4-6 RM o 7-10, pertanto entrambe risultano valide nella stima del carico massimale.Nei soggetti che devono eseguire un trattamento di riabilitazione post traumatico o post operatorio, le equazioni di Mayhew e Wathen hanno dato i risultati più soddisfacenti per stimare l'1-RM.