Kinesiologia dell'esercizio fisico: lo stacco da terra con bilanciere
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Kinesiologia dell'esercizio fisico: lo stacco da terra con bilanciere

Kinesiologia degli esercizi fisici con i pesi: Lo stacco da terra con bilanciere, implicazioni e problematiche correlate

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Kinesiologia dell'esercizio fisico: lo stacco da terra con bilanciere

Lo studio della fisiologia articolare è assolutamente necessario per comprendere come lavorano ossa muscoli e articolazioni. Ma sembra che sia una disciplina molto poco conosciuta e applicata; in tanti anni di esperienza nel campo dell'esercizio fisico non ho mai visto "non fare" esercizi dannosi. Lo scopo del presente lavoro e analizzare solo uno di questi "massacratori fisici", ma vi assicuro che sono diversi gli esercizi da eliminare o modificare.

Questo esercizio e le sue varianti è molto pubblicizzato nelle riviste di body building e fitness e sono moltissimi i frequentatori di palestra che lo praticano; l'esercizio viene eseguito sia con il bilanciere poggiato sulle cosce "stacco da terra a gambe tese" (bomba con timer inserito), o "a gambe leggermente piegate", sia, peggio che mai, poggiato dietro la testa chiamato in gergo good-morning; è presentato come un esercizio fondamentale per il potenziamento e lo sviluppo dei glutei dei femorali e della bassa schiena, oltre all'invenzione che utilizzandolo con carichi molto pesanti e per lunghe ripetizioni determina un aumento del testosterone e\o del GH.

Invito gli studiosi del settore a non far mai praticare questo esercizio.

Il movimento consiste nella flessione in avanti del busto con il bilanciere poggiato sulle cosce o dietro la testa, e nel ritorno in posizione eretta. In questo movimento la catena cinetica più sollecitata è quella della muscolatura paravertebrale e lombare, questi ultimi hanno un ruolo determinante. I femorali (bicipite femorale, semimembranoso e semitendinoso) per la loro inserzione sulla tuberosità ischiatica non intervengono nel loro compito di flessori della gamba sulla coscia, sono praticamente allungati quando ci si flette in avanti; il gluteo non esprime un alto grado di contrazione in quanto non estende la coscia sul bacino, funge da stabilizzatore nel ritorno in posizione eretta.

I veri muscoli sollecitati, oltre ai paravertebrali che devono stabilizzare la colonna sono i lombari i quali non hanno necessità di essere accorciati ulteriormente visto che per diverse ore al giorno, causa uno squilibro dei muscoli del bacino per posizioni scorrette, per eccesso di addome che spinge i visceri in avanti, per ipotonia dei muscoli addominali, per la forza di gravità, i suddetti lombari sono già dolorosamente accorciati modificando, per antiversione del bacino, la statica delle anche.
Ma se osserviamo dove questi potenti muscoli si inseriscono comprendiamo cosa succede al disco intervertebrale quando si ritorna in posizione eretta dopo aver eseguito la flessione in avanti. Mentre inizia la fase di ritorno alla stazione eretta i corpi vertebrali della zona lombare si ricompongono riallineandosi uno sull'altro in posizione assiale. I dischi intervertebrali vengono compressi e il nucleo polposo,che durante la flessione si è spostato posteriormente, ritorna verso il centro. Se tale movimento è eseguito a carico naturale la pressione sul disco è molto alta, a meno che, piegando le gambe si scarica parte del peso sulle cosce. Enorme è la pressione che deve subire il disco quando si utilizza un carico pesante.

Il problema si presenta nel momento in cui, da posizione di flessione in avanti si inizia a salire, in quel frangente le inserzioni dei muscoli lombari fanno presa sui processi traversi delle prime quattro vertebre lombari, il punto di origine è fissato sul margine mediale della cresta iliaca, con pressione delle stesse verso il basso e schiacciando il nucleo polposo che si allunga verso l'esterno del disco con possibilità di perdere il contatto con la matrice e migrare verso il legamento longitudinale posteriore.

Se si perde il contatto con la matrice principale il nucleo migrato diventa potenzialmente una futura ernia già dal successivo movimento di stacco o una qualsiasi flessione in avanti a gambe tese. Se il nucleo migrato si arresta sotto il legamento posteriore insorgerà un dolore violento alla regione lombare: è l'inizio della lombalgia.

Se si continuano a praticare esercizi errati il nucleo polposo continuerà a spostarsi verso l'esterno aumentando di volume e migrerà verso il canale rachideo entrando in conflitto con una radice nervosa, di solito con quella del nervo sciatico, il dolore si diffonderà dalla zona lombare a quella del gluteo fino alla coscia e gamba.
Il movimento eseguito a gambe leggermente piegate non elimina la pericolosità, in quanto il problema principale è il raddrizzamento della colonna che è indipendente dal tenere le gambe piegate o tese.
È superfluo dire che i problemi appena enunciati si moltiplicano se si esegue la flessione del tronco con il bilanciere in appoggio dietro la testa, il braccio di leva del carico si allunga molto e in questo caso il nucleo polposo potrebbe essere espulso tipo proiettile di una pistola con perforazione del legamento longitudinale posteriore.

L'esercizio è inutile, non deve mai essere praticato, coloro che lo fanno senza "apparenti" problemi sono dei futuri portatori di ernia discale o di lombalgie croniche. È doveroso specificare che questa analisi è relativa allo stacco eseguito con un movimento di flesso-estensione del tronco in avanti; diverso è lo stacco utilizzato dai sollevatori di peso che partono da posizione di massimo piegamento delle gambe e mantengono il tronco in posizione stabile senza ondeggiamenti sul piano sagittale.

Circa il miglioramento degli ormoni anabolici, testosterone e GH, sarebbe magnifico se fosse vero ma purtroppo, per incrementare questi due ormoni in modo naturale, bisogna utilizzare più strategie con un lavoro sinergico tra allenamento anaerobico, lunghe pause di riposo e alimentazione mirata.