La rilevazione del massimale nei sedentari
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La rilevazione del massimale nei sedentari

Modalità di rilevazione, differenze e grado di attendibilità nella rilevazione del 1-RM in soggetti sedentari mediante test submassimali e loro impiego nella riatletizzazione e nel recupero muscolare

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La rilevazione del massimale nei sedentari

È stato effettuato, anche, uno studio specifico per convalidare l'equazione di Brzycki per rilevare l'1-RM alla panca orizzontale negli uomini sedentari o moderatamente attivi (Amarante et al. 2007). Cinquanta studenti universitari maschi, tra i 18 e i 32 anni, sono stati selezionati per partecipare a questo studio. La forza massimale è stata determinata attraverso il test 1-RM. Il test è iniziato da una serie di warm up (da 6 a 10 ripetizioni), con circa il 50% della stima del carico di lavoro per il primo tentativo. Dopo due minuti di riposo il test è stato avviato. I soggetti sono stati istruiti a provare a completare due ripetizioni.

Successivamente è stata eseguita una seconda ripetizione dopo un recupero da tre a cinque minuti, con un carico di lavoro superiore o inferiore a seconda se la prova è risultata positiva o negativa. Tale procedura si è ripetuta per una terza volta nel caso in cui non sia stato rilevato ancora l'1-RM.
Tutti i soggetti sono stati testati in una situazione simile al protocollo adottato in sei sessioni distinte e intervallate da 48 h. Una successiva prova da sforzo ad affaticamento sull'80% dell'1-RM stimato, è stata applicata a circa 48 ore dopo la fine dell'ultima sessione delle sei effettuate precedentemente.

I soggetti sono stati invitati a provare ad eseguire la maggior parte delle ripetizioni fino ad affaticamento. Tutti i soggetti che hanno raggiunto un numero di ripetizioni tra le 7 e 10 RM sono stati selezionati come campione da esaminare.

I loro dati, estrapolati dai precedenti test, sono stati inseriti nell'equazione di regressione. Dunque è stato estratto il risultato di ogni singolo soggetto. Il trattamento statistico per la convalida dell'equazione di Brzycki è stato avvalorato da alcuni criteri quali: t-test per un confronto tra la media dei valori ottenuti mediante l'equazione di previsione e dal test 1RM; il coefficiente di correlazione per l'analisi del grado di associazione tra le misure; l'errore standard di stima per la valutazione del grado di scostamento dei singoli dati in linea di procedura; l'errore totale per la valutazione dell'errore medio dei valori individuali; l'errore costante per l'analisi della differenza tra i valori medi ottenuti durante la prova 1RM e durante la stima con l'equazione.

I risultati sono stati elencati nella tabella seguente:

VariabiliMedia ± SDtrESETECE
1-RM70,3±18,5-----
Brzycki70,6±18,90,470,992,421,550,22
t= valore t calcolato; r= coefficiente di correlazione; ESE= errore standard stimato; TE= errore totale; CE= errore costante.
Validazione dell'equazione di Brzycki per la bench press test.

I risultati hanno mostrato una forte correlazione tra il coefficiente medio dei valori di prova 1-RM e quelli stimati dall'equazione, con un errore standard relativamente basso. Inoltre è stata verificata una differenza, non statisticamente significativa, nel confronto tra la media dei valori ottenuti nei test dell'1-RM ed i valori medi stimati per l'equazione di Brzycki.

Sulla base di questi risultati, gli autori hanno suggerito che nei test sub-massimali l'equazione di Brzycki sembra essere quella con il più alto potenziale di stima. Quindi in relazione ai risultati raggiunti dai soggetti indagati in questo studio, nelle prove relative all' 1-RM, è stato verificato che l'assenza di familiarità con lo strumento e con l'esercizio avrebbe causato una sottostima dei valori 1-RM. Pertanto l'adozione di questa procedura sembra rafforzare la qualità dei dati prodotti.

In conclusione si può affermare che l'equazione presa in esame ha soddisfatto in modo adeguato i criteri di validazione utilizzati. Non è stata verificata una differenza statisticamente significativa tra i valori prodotti dal test massimale e l'equazione di Brzycki. Il coefficiente di correlazione trovato è stato elevato dimostrando una forte associazione tra i dati misurati e stimati.

Dunque, i dati ci suggeriscono che l'equazione può essere considerata un'alternativa piuttosto valida per la stima dei valori di massimo carico per la distensione su panca tramite un test sub-massimale di 7-10 RM, in maschi sedentari o moderatamente allenati.

Un approccio molto utilizzato, per stimare l'1-RM, è l'utilizzo di ripetizioni per la resistenza muscolare. Il relativo carico per la resistenza muscolare si basa su una data proporzione dell'1-RM o del peso corporeo. La correlazione tra l'1-RM e il numero delle ripetizioni completate con un relativo carico è tipicamente basso (r= 0,40-0,44), ma può essere efficace nella stima dell'1-RM quando viene usato in combinazione con il carico sollevato (Mayhew et al. 2002).

La relazione tra l'1-RM e il numero di ripetizioni completate con un assoluto carico è usualmente alto (r= 0,74-0,93). Una prova di resistenza assoluta, che è ampiamente usato in tutti gli Stati Uniti per valutare la forza muscolare, è lo "Young Men's Christian Association (YMCA) bench press test".

Questo test consiste nel sollevare un carico costante con una cadenza di 30 ripetizioni al minuto (reps· min ‾¹) alla panca orizzontale. È stato proposto uno studio per testare la validità dell'YMCA bench press test come utile predittore dell'1-RM nei giovani adulti di qualsiasi tipologia di forza. In aggiunta è stata valutata l'effetto della cadenza nella validità del test assegnato. I dati di questo studio sono stati ricavati da 59 studenti e studentesse del primo e del secondo anno di medicina di un college Americano e sono elencati nella tabella seguente.

UominiDonne
VariabiliMediaSDRangeMediaSDRange
Età25,1222-3024,72,922-36
Altezza178,86,9163-191161,66,1150-178
Peso81,811,561,4-114,661,68,648,4-80
1 RM bench press88,924,252,3-159,131,9622,7-43,2
30 reps·min ‾¹test3313,714-7041,317,215-80
60 reps·min ‾¹test35,8176803218,2359
Caratteristiche fisiche e performance dei soggetti

Tutti i partecipanti hanno effettuato una prova di 60 ripetizioni al minuto (60-reps·min ‾1). I volontari sono stati invitati a tornare 2 volte durante le seguenti 2 settimane per partecipare ad un bench press test follow-up.
Un minimo di 5 giorni è stato concesso prima di iniziare una seconda tranche di prove per evitare di avere effetti negativi, ad esempio dolore muscolare. I soggetti sono stati assegnati in modo casuale a svolgere le 30 ripetizioni al minuto oppure il test massimale dell'1-RM.

Dopo una pausa di riposo di 5 giorni i soggetti sono tornati ad effettuare il test finale. I risultati hanno dimostrato che negli uomini il numero delle ripetizioni eseguite a (30reps·min ‾1)era significativamente correlato (r = 0,87) e non vi era una significativa differenza rispetto a (60reps·min ‾1). Nelle donne invece, nonostante hanno avuto una significativa correlazione (r = 0,92) tra le ripetizioni eseguite a 2 cadenze, vi è stata una maggiore esecuzione di ripetizioni durante le (30reps·min ‾1) rispetto alle (60reps·min ‾1).

EquazioneRSEE (Kg)CV
Uomini (n = 37)
1 RM (kg) = 1,55(reps / 30 min ‾1) + 37,90,8789
1 RM (kg) = 1,34(reps / 60 min ‾1) + 40,80,948,29,2
Donne (n = 21)
1 RM (kg) = 0,31 (reps / 30 min ‾1) + 19,20,873,19,9
1 RM (kg) = 0,30 (reps / 60 min ‾1) + 22,30,92,78,5
Equazioni per stimare l'1-RM bench press in base a ripetizioni di resistenza

Le ripetizioni completate ai rispettivi test (30 e 60reps±min ‾1) hanno avuto un' ottima correlazione con l'1-RM bench press test sia negli uomini (r = 0,87 e 0,94) che nelle donne (r = 0,87 e 0,90). Per concludere si può affermare che questo studio ha messo in evidenza che entrambe le cadenze, in cui sono state effettuate le ripetizioni utilizzando un carico standard, prevedevano con una certa esattezza l'1-RM per la bench press in uomini e donne. La correlazione tra le ripetizioni completate e l'1-RM era molto simile tra gli studi, così come l'errore standard della stima. Gli uomini hanno realizzato un numero simile di ripetizioni sia con la cadenza veloce che con quella lenta.

Le donne hanno eseguito, invece, meno ripetizioni quando gli è stato chiesto di eseguirle ad una cadenza veloce. Secondo Pincivero et al. (2000), questo può essere dovuto al fatto che i muscoli negli uomini sono più propensi ad effettuare esercizi ad alta intensità. Il vantaggio di utilizzare tale equazione di previsione per 1-RM, è che essa permette a soggetti alle prime armi di avere una stima della loro forza senza rischi associati a test massimali.

Rieducazione muscolare e riatletizzazione

Uno studio effettuato da Niewiandomski et al. (2008) dedicato a questi casi "particolari" ha cercato di trovare quale equazione per predire l'1-RM sia la più adatta in questa fascia di utenza; poiché anche in questi casi conoscere la forza muscolare del soggetto, per programmare un adeguato programma di allenamento, è essenziale.Nella determinazione dell'1-RM, per progettare una terapia di allenamento con i sovraccarichi, bisogna tener conto della condizione dei soggetti e quindi è sconsigliato affrontare tale determinazione con il metodo diretto onde evitare infortuni, data la scarsa o quasi inesistente preparazione allo sforzo dell'atleta.Bisogna effettuare tale rilevazione basandosi sul numero di ripetizioni eseguite con carichi submassimali.

Le Suer et al., ha rilevato che due equazioni su sette valutate hanno dato differenze relativamente basse rispetto all'1RM previsto.
Queste equazioni sono:
1RM= peso del carico submassimale {100 / [52,2 + 41,9 exp (-0,055 · numero di ripetizioni)]} (Mayhew et al.1992),1RM= carico submassimale {100 / [48,8 + 53,8 exp (-0,075 · numero di ripetizioni)]} (Wathen 1994);

Tali equazioni sono state testate in 67 studenti universitari, (maschi e femmine), ed entrambe sono risultate buone nel predire l'1RM. In media hanno sovrastimato direttamente determinando l'1RM sulla panca orizzontale solo di 0,5 kg.

La precisione con l'equazione di Wathen è stata confermata da Knutzen et al. (1999) in soggetti anziani.In questo contesto, l'aspetto della precisione richiesta, non è indispensabile come nello sport in generale, dove l'accuratezza della rilevazione dell'1RM serve a monitorare l'efficacia dell'allenamento. Una minore precisione della determinazione può essere anche sufficiente nelle terapie riabilitativa, perchè lo scopo è solo di determinare un carico effettivo.Indipendentemente da ciò la misura esatta dell'1RM è auspicabile anche in ambito terapeutico, in quanto l'obiettivo finale è quello di aumentare la forza.