Calcio: periodizzazione di un macrociclo
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Calcio: periodizzazione di un macrociclo

Come periodizzare un macrociclo nel calcio? Analisi delle caratteristiche e ruolo nell'allenamento del periodo preparatorio, agonistico e transitorio ed esempi operativi

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Calcio: periodizzazione di un macrociclo

Periodo preparatorio

(suddiviso in tappa fondamentale e tappa speciale): è il periodo che precede quello competitivo ed è quindi dedicato alla preparazione per la imminente stagione agonistica. Questo periodo in realtà non solo serve alla preparazione di base ma anche come ponte per l'ottenimento dello stato migliore della forma atletica, che verrà esaltata al massimo nel successivo periodo agonistico.

I mezzi e le metodologie da usare sono molteplici pertanto è bene suddividere il periodo preparatorio in due ulteriori tappe, la "prima tappa (fondamentale)" va dedicata quasi esclusivamente alla preparazione generale in cui la quantità di allenamento deve gradualmente raggiungere il massimo verso la fine del periodo e comunque prima dell'inizio del periodo successivo. In genere la durata è di 3/4 settimane partendo da una quantità di allenamento di base uguale al 30/35% del carico massimo raggiungibile, mentre la "seconda tappa (preparazione speciale)" va rivolta maggiormente alla preparazione specifica, in cui l'intensità di allenamento deve gradatamente raggiungere il massimo prima dell'inizio del periodo di competizione successivo. Quando l'intensità raggiunge il 70% bisognerà diminuire la quantità di allenamento. Anche questo periodo dura convenzionalmente 3-4 settimane a partire comunque da un'intensità non inferiore al 30% di quella massima. Il rapporto di durata di queste due tappe è di due per la prima e uno per la seconda (2:1).

Periodo agonistico

(o pre-gara o competitivo): in tale periodo tutta la pianificazione dell'allenamento per l'atleta agonista acquista un senso solo se finalizzata alle gare più importanti previste in questo periodo. Bisognerà quindi giungere al periodo fondamentale in ottime condizioni di forma e di preparazione tecnica al fine di ricevere in questa fase quei ritocchi utili al massimo risultato. In questa fase la quantità e l'intensità devono essere dosate abilmente ricercando il carico ottimale (Quantità = 70% e Intensità = 100%) circa 10/15 giorni prima delle date agonistiche più importanti.

Nel caso di un periodo competitivo particolarmente lungo, va inserita per tutti gli atleti una tappa intermedia della durata di 3/4 settimane ove verrà dato ampio risalto al lavoro generalizzato con momentaneo abbassamento di quello specifico. Da notare che il "microciclo che precede la gara importante" prevede la riduzione della quantità con qualità e intensità che rimangono pressoché costanti. Pertanto il carico totale subirà una riduzione (volume) che non deve però oltrepassare il 30/40% dei valori medi dello stesso periodo competitivo.

Periodo transitorio

(o di transizione): è quello che intercorre tra due stagioni agonistiche e viene anche detto "riposo attivo" ovvero di lavoro molto ridotto rispetto al periodo precedente, senza però tralasciare le esercitazioni fondamentali che garantiscono il mantenimento delle potenzialità acquisite. È il periodo in cui si cerca di smaltire la fatica fisica e psichica accumulate in tutto l'arco della periodizzazione, mantenendosi però nelle condizioni di poter riprendere un lavoro impegnativo per imminente stagione, senza perdite di tempo, anzi garantendosi una condizione fisica ideale a ulteriori incrementi di carico e di risultato.

Va evitato il riposo assoluto in quanto facilita la perdita di quanto acquisito e ritarda i tempi di ripresa per le tappe future. Mediamente la "durata del periodo transitorio" è:

  • 2/4 settimane nella periodizzazione annuale
  • 1/2 settimane in quella semestrale
  • 2/3 settimane e per 2/3 volte l'anno per i giovani

Il periodo transitorio è irrinunciabile se si vogliono garantire futuri risultati ed è infatti paragonabile al tempo di recupero tra una serie e l'altra e tra un allenamento e l'altro, ovvero di quella pausa necessaria affinché l'organismo assorba il lavoro svolto, si adatti e infine risponda esprimendosi a livelli sempre maggiori.