Capacità di resistenza nel calcio
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Capacità di resistenza nel calcio

Nel calcio è richiesto un di tipo intermittente ad alta intensità. Richiesta di ATP, frequenza cardiaca e massimo consumo di oggigeno durante la partita

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Capacità di resistenza nel calcio

Il calcio è uno sport di tipo intermittente ad alta intensità in cui è grandemente sollecitato il sistema energetico aerobico, con picchi della frequenza cardiaca massima intorno all'85-98% di quella massima1. Nel corso di una partita ci sono momenti di impegno elevato (scatto, cambio di direzione, salto…) alternati a momenti di impegno scarso (corsa lenta, cammino…).

Nei momenti di impegno elevato c'è una grande richiesta di ATP; l'organismo utilizza l'ATP già presente, quello che deriva dal CP (anaerobico alattacido), quello glicolitico (anaerobico lattacido) e in parte anche quello aerobico, specie con l'ossigeno legato alla mioglobina nelle fibre muscolari (vedi anche De Pascalis ATP. Nei momenti di impegno scarso la richiesta di ATP è ridotta, e l'organismo può recuperare, almeno in parte, l'energia spesa ricostruendo il CP, ridando l'ossigeno alla mioglobina ed eliminando parte del lattato accumulato in precedenza.

In uno sport di squadra come il calcio, quindi, si formano dei debiti di ossigeno (alattacido e lattacido) nei momenti di impegno elevato, che vengono poi pagati, almeno in parte, nei momenti di impegno scarso o nullo. La percentuale del debito di ossigeno pagata dipende da vari fattori2:

  • Dal tipo di attività svolta: lo star fermi ha una spesa energetica minore rispetto alla corsa lenta
  • Dalla capacità dell'organismo di far arrivare l'ossigeno alle fibre muscolari e di saperlo utilizzare
  • Dalla durata del recupero: se si effettuano due sforzi intensi in poco tempo il recupero è molto limitato

Nell'arco dei 90' di gioco i calciatori compiono in media dalle 150 alle 250 azioni ad alta intensità3 e raggiungono concentrazioni ematiche di acido lattico variabile tra 2 e 14 millimoli/l 4, 5.

Mediamente durante una partita i calciatori (esclusi i portieri), percorrono circa 10-12 Km, con punte anche di 14 Km per i centrocampisti6. La distanza percorsa è maggiore nel primo tempo di gioco rispetto al secondo, quando inizia a subentrare l'affaticamento fisico. Ogni 4"-6" si cambia tipo di attività, e attraverso gli scatti e gli sprint si copre dall'1% all'11% del totale della distanza percorsa. I giocatori che compiono il maggior numero di sprint sono quelli che giocano sulle fasce laterali, seguiti dai centrocampisti, dagli attaccanti e per ultimi dai difensori centrali.

Durante la partita la frequenza cardiaca è spesso tra 80-90% di quella massima, ed il lattato prodotto nelle fasi di maggior impegno è circa pari a quello eliminato nelle fasi di recupero. Nel corso della gara gli atleti si attestano intorno al 75% del VO2 MAX, che varia tra i 50-75 ml/Kg/min (2, 7, 8). La soglia anaerobica dei calciatori si attesta intorno al 75-90% della FC MAX.

Uno studio di Smaros 9 ha rilevato una forte correlazione tra il valore di VO2 MAX e la distanza percorsa ed il numero di sprint effettuati nel corso di una partita. Wisloff et al 8 hanno invece trovato una correlazione tra il valore medio di VO2 MAX elle squadre di calcio del campionato norvegese e il loro posizionamento finale in classifica: le squadre più forti avevano valori medi di VO2 MAX maggiori rispetto alle ultime classificate al termine del campionato.

In una partita si spendono mediamente circa 1500-1800 Kcal, pari a 300-360 litri di ossigeno (4-4,8 l/Kg). Gran parte del lavoro è di tipo aerobico, in quanto dal lattato derivano circa 20-30 ml/Kg di energia nei 90' di gioco 10.

Nel secondo tempo di gioco, quando subentra uno stato di affaticamento fisico, i calciatori ottengono prestazioni atletiche inferiori. Rispetto al primo tempo, infatti, nella seconda metà di gara essi presentano un consumo di ossigeno inferiore, una frequenza cardiaca più bassa, valori di lattato ematico più bassi, effettuano un minor numero di scatti e coprono una distanza inferiore2. In generale l'intensità di gioco nel secondo tempo è più bassa rispetto ai primi 45'.

Essendo il calcio uno sport di tipo intermittente ad alta intensità, per migliorare la capacità di resistenza sono raccomandati soprattutto esercizi di tipo intervallato ad alta intensità11, lavori di potenza aerobica come ad esempio ripetute in salita11, 12 ed anche esercitazioni tecnico-tattiche ad alta intensità con o senza palla11.