La tattica nel calcio: una capacità coordinativa
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La tattica nel calcio: una capacità coordinativa

La capacità tattica è il risultato di più capacità coordinative sommate tra loro. Proposte operative rivolte allo sviluppo e alla sollecitazione dell'aspetto cognitivo del calciatore

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La tattica nel calcio: una capacità coordinativa

Nel calcio di alto livello al giocatore sono richieste ottime capacità tattiche oltre a buone doti tecniche e fisiche. Il calciatore moderno viene valutato, com'è giusto che sia, a 360 gradi con un'attenzione particolare alla sua capacità di stare in campo.

Ma cos'è la tattica?

Può essere definita, in maniera molto sintetica ma efficace, come la capacità di scegliere la cosa giusta da fare al momento giusto. Il calcio attuale è molto più veloce e dinamico rispetto al passato e ai giocatori è richiesta una spiccata capacità nel prendere la corretta decisione in tempi decisamente ristretti.

Ciò che fa la differenza tra un bravo calciatore ed un ottimo calciatore sta tutta nella velocità di pensiero, nell'abilità di adattarsi rapidamente alla nuova situazione di gioco e modificare il movimento o il gesto tecnico in relazione al contesto mutato.

Il calcio vive di imprevedibilità tant'è vero che è annoverata come disciplina ad abilità aperta (open skill), caratterizzato da situazioni di gioco in continuo mutamento non stardardizzate a priori.

Nel titolo ho scritto che la tattica è una capacità coordinativa, per essere precisi la capacità tattica è il risultato di più capacità coordinative sommate tra loro. Senza entrare nello specifico elencando tutte le capacità coordinative speciali (per approfondimenti vedi De Pascalis "Le capacità coordinative speciali"), prendiamo in considerazione alcune di queste, con relativa definizione e successive proposte pratiche per migliorare la capacità tattica del calciatore.

Capacità di orientamento

La capacità di orientamento è la capacità di prendere coscienza della posizione e dei movimenti e modificarli in rapporto al campo d'azione (in pratica il luogo dove si svolge l'esercitazione) e/o ad un oggetto in movimento come ad esempio la palla, un compagno, l'avversario. Capacità di fondamentale importanza nel calcio, nel quale l'atleta che eccelle in questa capacità denota spiccate doti tattiche.

La capacità di orientamento può essere suddivisa in spaziale e temporale. Il concetto di timing è strettamente correlato con l'orientamento temporale e consiste nell'effettuare la corretta giocata nel range di tempo ottimale per trarre il massimo beneficio possibile (come ad esempio l'ultimo passaggio al compagno prima che vada in fuorigioco oppure un passaggio in profondità sulla corsa del compagno).

Solitamente le capacità di orientamento spaziale e temporale sono strettamente collegate tra loro e andrebbero sollecitate attraverso esercitazioni tattico-tecniche differenti tra loro e in contesti sempre mutevoli. In questo modo si stimola l'atleta ad orientarsi correttamente rispetto alla palla, compagni ed avversari nel più breve tempo possibile. Un ruolo importante viene svolto dall'analizzatore visivo e dalla visione periferica estremamente sviluppata, tipica degli atleti che negli sport di squadra rivestono il ruolo del playmaker.

Capacità di trasformazione motoria

La capacità di trasformazione motoria è fortemente correlata con la capacità di adattarsi alla situazione, sempre mutevole tipica degli sport di squadra, rispetto all'avversario, ai compagni e all'attrezzo di gioco. Si ha la capacità di trasformare velocemente un gesto motorio in relazione al grado di coordinazione acquisito per il movimento stesso e alla rapidità con la quale lo si modifica per esigenze esterne (ad esempio se il compagno di squadra è finito in fuorigioco vi è la necessità di optare per una soluzione di passaggio differente).

Anche in questo caso risultano molto importanti proporre esercitazioni in situazioni di gioco sempre differenti, che stimolino il bambino (per che lavora con i più piccoli) o i calciatori maturi a ricercare la soluzione più adatta alla situazione contingente.

Risultano altresì fondamentali queste esercitazioni anche con gli atleti più grandi ed evoluti, i quali tatticamente devono essere in grado di adattarsi e trasformare efficacemente un movimento o gesto tecnico il più rapidamente possibile. La velocità di pensiero è ciò che contraddistingue un buon giocatore da un grande giocatore; allenare fin da piccoli questa capacità non può che essere un ampliamento positivo del bagaglio psicomotorio del futuro atleta.

Capacità di anticipazione

La capacità di anticipazione consiste nell'ideare e attuare un movimento o gesto efficace sulla base di quello che si pensa possa avvenire. È fondamentale l'esperienza motoria e “tattica” del soggetto, capace di intuire con qualche secondo (a volte millisecondi) quello che potrebbe avvenire sul campo di gioco oppure che tipo di giocata farà il suo avversario e sulla base di questi calcoli probabilistici programmare per tempo le operazioni successive.

Ho considerato solo alcune delle capacità coordinative speciali (tutte indistintamente importanti per l'atleta) che devono far parte del backround psicomotorio del calciatore. Sarebbe opportuno allenare tutte queste capacità in maniera ludica fin da bambini per poi lavorarle in maniera sempre più specifica con l'utilizzo del pallone.

Di seguito propongo quattro esercitazioni rivolte allo sviluppo e alla sollecitazione dell'aspetto cognitivo del calciatore; obiettivo di questi esercizi è stimolare un continuo adattamento in un contesto mutevole e richiamare da vicino quello che può avvenire durante la gara.

  • partite in superiorità o inferiorità
  • partita libera, quando l'allenatore lo reputa opportuno inserire un pallone in una zona del campo differente d quella dove si stava svolgendo l'azione e da lì ripartire
  • possesso palla a tre colori, esempio: giallo che gioca con blu contro verde, giallo perde palla e andrà a difendere contro blu e verde
  • avoro per la difesa a 4: i difensori schierati fanno girar palla da destra e sinistra e avanzano, una volta completati due giri il terzino esce dall'azione e la difesa viene attaccata frontalmente da 4 giocatori su situazione di palla scoperta. In questo modo si viene a creare un 4v3 con l'obiettivo di simulare un'uscita sbagliata da parte della difesa e una relativa ripartenza veloce degli avversari. Lo stesso lavoro può essere effettuato con la difesa a tre e l'ausilio dei due giocatori esterni di centrocampo, in un ipotetico 3-5-2 di base