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Operando nella realtà della danza, abbiamo confrontato il livello di condizionamento di quattro gruppi distinti di soggetti: ballerine professioniste, ballerine di danza classica, ballerine di altri stili di danza e ragazze sportive

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Conclusioni

Anche se il balletto classico è un'arte realizzata per mezzo dell'uso del corpo, vi è una reale possibilità di migliorare ed estendere la carriera del danzatore semplicemente applicando i principi della scienza dello sport.

Il balletto classico può inizialmente sembrare molto differente dagli altri sport ma a livello fisiologico per esempio, per certe caratteristiche, riflette attività come la ginnastica e il pattinaggio, dove l'esplosività è seguita da momenti di totale controllo del corpo.

Alla luce di tutto ciò, potrebbe essere auspicabile integrare le tradizionali lezioni di danza con un allenamento prettamente sportivo mirato allo sviluppo di quelle capacità condizionali e coordinative che costituiscono i "fondamenti" motori di questa attività.

Nonostante questo, il training incrociato era stato fino ad ora rifiutato a causa di una certa riluttanza, da parte del mondo accademico, a seguire i principi legati allo sport a scapito della tradizione.

Pochi fino ad ora si sono posti il problema di correlare il livello di performance con il condizionamento e la forza fisica dei ballerini che a loro volta sono diffidenti riguardo alla pratica di uno specifico allenamento dal momento che questo potrebbe danneggiare l'estetica del loro fisico.

A questo proposito, il nostro obiettivo è stato quello di analizzare, tramite test standardizzati usualmente utilizzati per valutare il condizionamento fisico degli atleti, quali siano le capacità fisiche peculiari dei danzatori.

Abbiamo svolto la nostra indagine sia trasversalmente, confrontando gruppi di praticanti di diverso livello e astrazione, sia longitudinalmente comparando due dei quattro gruppi presi in esame prima e dopo un periodo di allenamento (al rientro dalla pausa estiva – settembre/ottobre – e dopo quattro mesi ovvero a febbraio).

Operando nella realtà della danza fiorentina e valdarnese, abbiamo confrontato il livello di condizionamento di quattro gruppi distinti di soggetti: ballerine professioniste di danza classica, ballerine di danza classica di medio livello, ballerine di altri stili di danza e ragazze sportive e sedentarie come rappresentanti della popolazione generale.

I risultati ottenuti hanno confermato le nostre aspettative. Dall'analisi trasversale è emerso come il gruppo Élite Classico sia maggiormente condizionato e più predisposto per la danza da un punto di vista antropometrico, rispetto agli altri tre. Grazie ai valori estrapolati dai test somministrati siamo riusciti a delineare il profilo standard di una professionista modello: analisi della composizione corporea con BMI intorno a 19, elevata flessibilità dell'articolazione coxo-femorale e della catena cinetica posteriore, grande capacità di mantenere l'equilibrio statico in elevazione su un avampiede, scarsa forza ma buona mobilità negli arti superiori, sufficiente esplosività degli arti inferiori e discreta capacità aerobica che conferma i livelli non eccelsi di VO2max descritti nella letteratura. Durante gli allenamenti la percezione dello sforzo valutata con la Scala di Borg è risultata intorno a 4.

Nell'analisi trasversale, il BMI è risultato i parametro che distingue, in modo più evidente, il gruppo Élite Classico (19,2±1,1) da CML, NC e PG (rispettivamente: 20,9±2,2 – 20,6±,16 – 22,3±3). Nell'analisi della composizione corporea altri valori statisticamente significativi si sono riscontrati soprattutto nel confronto tra EC e PG (PESO, FM, FM%, FM/H, BCM/H). Considerando la mobilità, le differenze sostanziali si denotano soprattutto nella flessione del busto in avanti e nell'abduzione degli arti inferiori, mentre, per quanto riguarda la mobilità dell'articolazione scapolo omerale, il divario tra EC e gli altri tre gruppi, pur percentualmente elevato, non raggiunge la significatività statistica. Il gruppo EC è emerso migliore anche dal punto di vista dell'elevazione anche se, tra i vari gruppi, non si sono verificate differenze statisticamente significative.

Circa la forza degli arti superiori, seppur senza valori statisticamente significativi, il gruppo più capace è risultato quello Non Classico agevolato anche dalle esigenze tecniche degli stili di appartenenza come il jazz e il contemporaneo che comportano un uso maggiore degli arti superiori rispetto al balletto classico. Nonostante la difficoltà ad attenersi scrupolosamente al protocollo di esecuzione, EC risulta avere una capacità di equilibrio migliore degli altri gruppi. Nell'equilibrio sulla gamba destra con gli occhi aperti si riscontrano risultati statisticamente significativi tra EC e NC (14,27±9,43 sec. vs. 3,34±2,21 sec.) e EC e PG (14,27±9,43 sec. vs. 3,31±2,87 sec.) mentre, per quanto riguarda l'equilibrio sulla destra con gli occhi chiusi, solamente tra EC e PG (2,01±0,73 sec. vs. 1,27±0,60 sec.). L'IRI test non fornisce dati statisticamente significativi, ma si osservano in ogni modo differenze consistenti. Nonostante i dati mostrino FC pressappoco simili, l'Indice di Recupero Immediato denota che il gruppo EC è comunque più preparato da un punto di vista aerobico (sufficiente-discreto secondo le tabelle per il ricavo dell'IRI e per il giudizio della forma fisica), evidenziando di conseguenza, indici migliori dal 16 al 21% rispetto agli altri 3 gruppi (NC risulta essere pienamente sufficiente mentre CML e PG hanno ottenuto indici insufficienti).

Dall'analisi longitudinale effettuata sul gruppo di praticanti danza di medio livello e su coloro che seguono corsi di altri stili è emerso che il solo allenamento delle rispettive discipline tende ad avvicinare, seppur in maniera limitata, gli amatori ai professionisti.

Le lezioni di danza classica di medio livello hanno tendenzialmente migliorato la mobilità dell'articolazione coxo-femorale e della catena cinetica posteriore, l'elevazione del salto e la capacità aerobica. Al contrario si sono verificati risultati negativi per la composizione corporea, la mobilità della spalla, la forza degli arti superiori e la capacità di equilibrio. Per contro, le lezioni di altri stili di danza non hanno apportato modifiche alla composizione corporea dei soggetti e hanno migliorato tutti gli altri parametri presi in esame.

Alla luce di tutto ciò possiamo affermare che le lezioni di danza classica sono meno condizionanti della pratica di altri stili di danza ciò nonostante, le lezioni standard in sé e per sé non sono sufficienti affinché si verifichi un incremento significativo delle peculiarità fisiche dei danzatori.

Abbiamo infatti cercato di dimostrare che la ballerina professionista in quanto tale è caratterizzata da specifiche e necessarie qualità fisiche riscontrabili, sebbene in maniera ridotta anche nelle ballerine amatrici, le quali, grazie alla pratica delle lezioni standard di danza, subiscono un lieve condizionamento, in special modo se frequentano corsi che esulano dal balletto classico.

Sarebbe interessante in futuro poter approfondire lo studio effettuato arricchendolo con una ricerca che estrapoli dalla scienza dello sport un allenamento ottimale per le ballerine, funzionale alla performance ma che non alteri il loro aspetto fisico soprattutto quando si parla di forza.

Ballerina