Danza: importanza dello specchio nell'insegnamento
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Danza: importanza dello specchio nell'insegnamento

Perché lo specchio è uno degli elementi cardine nell'insegnamento della danza? Feedback: definizione e utilità. La teoria teoria dello schema di R. A. Schmidt: il programma motorio generalizzato e lo schema motorio

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Danza: importanza dello specchio nell'insegnamento

La danza che affonda le proprie radici nel balletto classico, è strutturata secondo precise e canoniche regole sia tecniche che didattiche per quarto concerne l'insegnamento. È essenziale per poter eseguire una lezione di danza avere a disposizione uno specchio, gli altri elementi seppur fondamentali come i dispositivi audio per incrementare il senso del ritmo e dell'adattamento, non risultano essere indispensabili.

Ho annoverato lo specchio come elemento cardine per l'insegnamento della danza perché è l'unico oggetto che ci permette di constatare, valutare e criticare quello che stiamo realizzando, come lo stiamo eseguendo e quali canoni stiamo rispettando. La nostra immagine riflessa su questa superficie ci permette di avere un ritorno di immagine mediante un sistema di feedback che avviene nella nostra mente tra quello che crediamo di mettere in pratica e quello che realmente realizziamo.

Per feedback si intende:

L'insieme delle informazioni che il soggetto che esegue un movimento ha la possibilità di ricevere ed elaborare e che gli permettono di controllare quel movimento ed eseguirlo con maggiore efficacia1

Per meglio analizzare e comprendere il valore ed il significato di feedback è opportuno risalire alla teoria dello schema di R. A. Schmidt. Alla base di questa teoria ci sono due elementi fondamentali

  1. Il programma motorio generalizzato
  2. Lo schema motorio

Il programma motorio generalizzato

Il programma motorio generalizzato è visto da Schmidt come una rappresentazione nella memoria di una classe di azioni, cioè di un gruppo di movimenti che hanno in comune delle caratteristiche strutturali generali. Il programma motorio generalizzato possiede quindi delle caratteristiche generali che rimangono uguali anche per movimenti diversi appartenenti però alla stessa classe di azioni che è sotto il controllo di quel programma.

Lo schema motorio

Lo schema motorio, invece, può essere definito come una generalizzazione astratta di regole e relazioni che si instaurano tra le informazioni che riceve il soggetto che esegue il movimento.

Le quattro fonti di informazioni che alla fine di un movimento vengono trattenute dalla memoria sono:

  1. Le condizioni iniziali (informazioni sullo stato di contrazione e tensione muscolare, sulla posizione dei vari segmenti del corpo, sulle condizioni esterne ambientali)
  2. Le caratteristiche di superficie (i parametri di forza, direzione, velocità adeguati alla situazione)
  3. I risultati del movimento
  4. Le conseguenze sensoriali del movimento (informazioni sul feedback sensoriale durante ed alla fine del movimento)

Lo schema motorio dopo ogni esecuzione di un movimento della stessa classe di azioni, viene aggiornato e rafforzato a causa di una maggiore accuratezza del feedback della risposta, divenendo sempre più chiaro e preciso ed in grado di essere utilizzato anche per movimenti mai eseguiti prima, ma che appartengono alla stessa classe di azioni.

Si possono distinguere due tipi di feedback:

  1. Feedback intrinseco (si riferisce alle informazioni derivanti dal sistema sensoriale di chi esegue il movimento)
  2. Feedback estrinseco (si riferisce alle informazioni che provengono da fonti esterne a chi esegue il movimento)

Feedback intrinseco

Il è relativo alle informazioni conseguenti al proprio movimento e che il soggetto è in grado di ricevere ed elaborare grazie ai propri analizzatori: visivo, cinestetico tattile, acustico e vestibolare.

Feedback estrinseco

Il è relativo alle informazioni provenienti da fonti esterne, per esempio l'allenatore (informazioni verbali e non verbali): gli analizzatori utilizzati sono quello acustico e quello visivo.

L'insegnate può informare l'allievo sul raggiungimento o meno degli obiettivi mediante il feedback sul risultato (es. la gamba era poco tesa), oppure informarlo sulle caratteristiche del movimento che hanno prodotto quel risultato (es. devi allungare di più il gamba per stare più sulle punte).

Secondo la rivista "Magill" (1980) il feedback dell'allenatore svolge una duplice funzione:

  • La funzione informativa
  • La funzione di rinforzo

La frequenza con cui l'insegnate deve inviare i propri feedback dipende dal livello motorio dell'allievo; man mano che l'allievo diventa più abile, i feedback saranno sempre più intervallati per permettere all'allievo di utilizzare le informazioni esterne e collegarle a quelle interne sensoriali.