La didattica della sbarra a terra nell'infanzia
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La didattica della sbarra a terra nell'infanzia

Certi esercizi sono riconducibili al controllo della postura nella posizione supina. Si deve mirare all'allungamento della colonna vertebrale e al suo riassetto posturale, grazie all'allineamento del bacino

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La didattica della sbarra a terra nell'infanzia

Il termine "sbarra a terra" è stato introdotto nel secolo scorso e consiste nell'esecuzione degli esercizi iniziali di danza classica in posizione distesa a terra.

Per esercizi iniziali si intendono quegli esercizi che costituiscono la fase di riscaldamento e che, nella loro esecuzione, dovrebbero avvicinarsi il più possibile a quelli in posizione eretta. Attualmente, quando si parla di sbarra a terra, non si intende più il semplice trasferimento sul pavimento degli esercizi fatti alla sbarra ma piuttosto l'esecuzione di movimenti propedeutici agli esercizi in piedi, eseguiti a terra soprattutto per "sentire" meglio il corpo (come succede con il pilates). Solo una parte di questa tecnica però risulta adattabile alle lezioni dei bambini. Gli esercizi sono quindi modificati per far capire al piccolo allievo il meccanismo del movimento e non per riprodurne semplicemente la forma. Pertanto, è necessario proporsi con un'altra mentalità dal momento che l'apparato osteo-muscolare è ancora in crescita.

Già dagli 8-9 anni è necessario sentire che i movimenti partono "da dentro". Bisogna imparare da subito ad ascoltare il proprio corpo ed è proprio in questa età (e per questo motivo) che, per favorire una corretta impostazione e introduzione agli studi coreutici, viene introdotta la sbarra a terra. Si inizia la lezione con degli esercizi preparatori: giochi a coppie che evocano quello che è il controllo del tono e la propriocezione. Si deve porre molta attenzione alle dita, soprattutto a quelle dei piedi, generalmente costrette dentro le scarpine.

Lo scopo di tale esercizi è quello di imparare a sentire la presenza o l'assenza di tensione muscolare nell'altro. Lasciarsi guidare e ascoltare le sensazioni che i propri arti danno quando si muovono nello spazio senza la volontà di comandare i muscoli, cioè senza l'interferenza della gravità, risulta molto utile ai fini dell'apprendimento propedeutico. I bambini devono iniziare a percepire il loro corpo e a collocarsi distanti dalla didattica imitativa, cioè bisogna insegnare loro a non imitare i gesti dell'istruttore ma a sentire il movimento dentro di sé, prima ancora di realizzarlo. Per questo, l'esecuzione della sbarra a terra nell'infanzia, consente di crescere persone con capacità di attenzione molto alte ed applicabili ben oltre la lezione di danza.

Certi esercizi invece, sono riconducibili al controllo della postura nellaposizione supina. Si deve mirare all'allungamento della colonna vertebrale e al suo riassetto posturale, grazie all'allineamento del bacino.

Altri presentano una sorta di "scrittura nello spazio": si usano le estremità degli arti come matite allo scopo di aumentare la consapevolezza e la precisione. Questo tipo di propedeutica aiuta i bambini a mantenersi più attenti e stimolati e di conseguenza, i movimenti assumono una qualità maggiore.

Vi sono poi alcuni esercizi proposti in forma libera che servono a far comprendere il senso di curvità e di linearità di alcune parti del corpo. Ne è un esempio la mobilità del rachide, percepibile attraverso l'antiversione seguita dalla retroversione del bacino; è necessario porre attenzione sulla pressione intraddominale che si genera di conseguenza. A questa età infatti, non si mira a rinforzare la muscolatura paravertebrale, quanto ad allungarla e a mobilizzare le rispettive articolazioni. Si prosegue poi con esercizi di flessoestensione della gamba sulla coscia e flesso estensione della caviglia che servono per far capire al bambino che il loro movimento non deve influenzare il corretto assetto del bacino; ciò facilita l'introduzione successiva dell'extrarotazione dell'intero arto inferiore ovvero dell'en dehors.

Si passa quindi a esercizi nei quali il piede striscia sulla parete ripercorrendo lo stesso movimento di contatto a terra della pianta che avviene nella posizione eretta. È un lavoro utilissimo per iniziare a prendere coscienza del suolo e per capire quanto cambi il lavoro muscolare in situazioni di diversa distribuzione del peso corporeo.

Ricordiamo che i tre punti di contatto del piede al suolo (e quindi sulle parete) che un ballerino deve conoscere sono: il quinto metatarso, il primo metatarso e il tallone.

Piede

La sessione di sbarra a terra si conclude con una camminata libera, in cui si è invitati a cambiare improvvisamente direzione per utilizzare il piede con coscienza subito dopo il lavoro svolto sul pavimento.

Esistono anche esercizi per gli arti superiori tesi soprattutto alla percezione ed il controllo del posizionamento della scapola e delle articolazioni che ruotanoattorno ad essa.