Equilibrio nella danza
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Equilibrio nella danza

Il centro di gravità del corpo umano va dal centro del capo, passa per l'epistrofeo e arriva nel mezzo del poligono di appoggio. La regolazione della posizione del corpo dipende da tre tipi di recettori sensitivi: vestibolari, visivi e somatopropriocettiv

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Equilibrio nella danza

L'equilibrio dinamico è la reazione che si avvia a causa del disordine nel centro di gravità ed interviene in ogni momento in cui ci muoviamo. Il centro di gravità del corpo umano va dal centro del capo, passa per l'epistrofeo e arriva nel mezzo del poligono di appoggio. La stabilità che il nostro organismo è in grado di mantenere è limitata a certi range fuori dai quali, le oscillazioni o reazioni posturali automatiche non sono più sufficienti.

Detto questo, è doveroso sottolineare che quando si parla di danza ci si riferisce ad ogni forma di equilibrio: statico, dinamico e in volo.

Il sistema muscoloscheletrico controlla la postura la quale può essere definita come la posizione legata all'organizzazione dei segmenti del corpo in qualsiasi momento. Basato su un'interna rappresentazione del corpo (geometria del corpo, forze di reazione del suolo e orientamento del corpo con lo sguardo verso la linea verticale di gravità) il controllo posturale definisce la posizione di riferimento attraverso la quale, ogni volta che il soggetto svia da questa, prendono posto le azioni correttive.

La regolazione della posizione del corpo dipende da tre tipi di recettori sensitivi: vestibolari, visivi e somatopropriocettivi. Sono possibili varie tipologie di reazioni, quindi, per esempio, qualche soggetto ha una dominanza visiva, altri vestibolare, altri ancora propriocettiva.

Nonostante questo, ogni persona preferisce una personale abilità per organizzare o reintegrare i requisiti di equilibrio attraverso l'uso dei tre sistemi. Possono essere usate molte strategie di re-equilibrio tra cui la rotazione del corpo attorno alla caviglia (strategia della caviglia) o attorno al bacino (strategia dell'anca).

Se la perdita di equilibrio è estrema, il soggetto risponderà con una reazione paracadute caratterizzata dal movimento delle braccia volto ad assorbire il contatto nella prevenzione della caduta. L'allenamento nella danza può migliorare la velocità e la qualità della risposta di presa del balance allo stesso modo in cui provvede allo sviluppo della flessibilità e della forza muscolare che, legati alla coordinazione, permettono al ballerino di anticipare leggermente gli aggiustamenti della presa dell'equilibrio e quindi di evitare le reazioni paracadute che nella danza sarebbero antiestetiche. L'allenamento dell'equilibrio dinamico dei ballerini si svolge per di più nella posizione eretta, per dare l'illusione che il corpo non è soggetto alla forza di gravità e, sul piano frontale per approssimare la prospettiva del pubblico. Questa modalità preferenziale è legata, in special modo, all'uso dello specchio che implica un'esagerata dipendenza dalla vista per stabilizzare l'equilibrio.

Ballerina due

Nella danza il lavoro sull'equilibrio inizia molto presto e diventa sempre più complesso fino all'uso delle punte. Raramente i principi dell'equilibrio sono analizzati fuori dal contesto della danza. Anche se i ballerini hanno un equilibrio migliore dei soggetti non allenati, per i danzatori, l'adattabilità delle strategie di ristrutturazione del balance appaiono limitate e ciò potrebbe aumentare il rischio di infortunio causato dalla perdita dell'equilibrio stesso. Attraverso un lavoro di propriocezione si migliorerebbe il tempo di risposta propriocettiva del ballerino e si ottimizzerebbe l'equilibrio durante il movimento della performance abbassando così, il rischio di infortunio. L'oggetto di uno studio condotto in Francia nel 201078 è stato quello di caratterizzare le strategie di equilibrio dei ballerini classici in tre diverse condizioni su una gamba, con o senza vista e rispetto all'età di riferimento. I risultati hanno provveduto a suggerire degli adattamenti all'allenamento della danza in modo da migliorare la prevenzione agli infortuni dovuti da un'insoddisfacente equilibrio. Alla luce dei risultati, l'obiettivo è stato quello di introdurre un protocollo preventivo, da eseguire prima di ogni lezione, che permetta di migliorare i problemi di equilibrio, soprattutto ad occhi chiusi. Lo scopo della ricerca è quello di poter integrare le conoscenze fisiologiche, come per esempio la sensomotricità, ai movimenti specifici, propri del balletto. Hanno partecipato a questo studio quaranta volontari, ballerini classici della Ecole Nationale de Danse de Marseille, divisi in due gruppi: 8-16 anni (giovani danzatori) e 17-30 anni (danzatori adulti). Questa distinzione in base età è stata scelta considerando il fatto che nella pubertà il livello di competenze dei ballerini tende a regredire temporaneamente in risposta al picco di crescita e per di più mediamente intorno ai 17 anni le donne hanno la loro prima mestruazione.

Entrambi i gruppi erano composti da 14 donne e 6 uomini tutti preposti a diventare professionisti e praticanti danza dalle 10 alle 35 ore alla settimana. Fisioterapisti specializzati hanno preventivamente eseguito esami clinici per escludere ogni problema patologico che avrebbe potuto alterare i risultati dopodiché tutti i soggetti sono stati testati nel giorno in cui erano liberi dalla scuola ma avevano appena fatto la lezione giornaliera di danza classica.

All'inizio di ogni test il soggetto doveva stare ritto con i piedi uniti sulla pedana usata per registrare gli spostamenti nel mantenimento dell'equilibrio. Al segnale gli allievi iniziavano il movimento dell'arto esteso a 45° nelle direzioni date: anteriore, laterale e posteriore.

Ogni soggetto poteva scegliere la gamba di appoggio, dal momento che, le differenze di abilità di equilibrio nelle due gambe, non erano risultate rilevanti. L'equilibrio doveva essere mantenuto 10 secondi. L'arto nelle tre direzioni date e le informazioni visive (occhi aperti o chiusi) erano testati in modo casuale per tre volte: se il soggetto non teneva l'equilibrio il test era cancellato e resettato ma la caduta registrata.

I risultati dimostrano che l'età e il riferimento visivo influenzano l'equilibrio dei ballerini. Il gruppo dei giovani, rispetto a quello degli adulti, è caratterizzato da maggior instabilità (e quindi maggior numero di cadute) combinata con un incremento del numero delle oscillazioni. In ogni gruppo, l'assenza della vista, implica un incremento degli impulsi registrati dalla pedana stessa.

Se confrontiamo i risultati con quelli della gamba estesa in avanti e di lato, stare in equilibrio con l'arto sollevato posteriormente aumenta gli effetti dovuti dall'età e dalla vista. Le differenze che intercorrono tra i due gruppi possono essere dovute anche dal numero delle ore di allenamento.

Sembra che in media, le ore di pratica della danza e la maturità del soggetto influenzino l'abilità dello stesso di anticipare le azioni e di elaborare un leggero riallineamento dell'equilibrio in base agli stimoli percettivi, consentendo così di ridurre l'incertezza spaziale e temporale.

In più, con l'età e attraverso l'insegnamento di movimenti sempre piùcomplessi e l'uso delle punte, aumentano anche le difficoltà della lezione. L'insegnamento è definito come un insieme di processi associati all'esercizio o all'esperienza che portano alla modificazione relativamente permanente del comportamento.

Un soggetto che anticipa è colui che, in una data situazione, è in grado di ottenere indicatori percettivi per ridurre gli eventi di incertezza spaziale e temporale; quindi è necessario che i ballerini acquisiscano semplici equilibri per essere in grado si sostenere balance sempre più complessi. I bambini devono sempre escogitare strategie per venire incontro alle richieste dell'insegnante e l'insegnante deve, a sua volta, adattarsi alle evoluzioni morfologiche legate al picco di crescita dei suoi allievi. L'instabile situazioneneuromuscolare e scheletrica è così evidente che influisce anche sugli elementi che aiutano il controllo dell'equilibrio. Le modifiche e i cambiamenti morfologici che si manifestano soprattutto durante la fine dell'adolescenza, tendono a rallentare lo sviluppo di quei fattori dai qua li dipende lo svolgimento di una performance ottimale: flessibilità, forzamuscolare e abilità aerobiche e anaerobiche.

Non a caso, i risultati, mostrano un aumento delle cadute dei giovani danzatori corrispondente al periodo del picco di crescita ma riflettono anche una regolazione veloce alle interruzioni, in direzione medio-laterale. Questo può essere spiegato con la diminuzione dell'effetto di leva dei segmenti del corpo dovuta alla taglia minore dei giovani rispetto agli adulti. Comunque, l'inefficiente tolleranza dell'instabilità porta i giovani ballerini a cadere più frequentemente.

Le differenze tra i due gruppi possono essere spiegate attraverso la loro abilità di gestire più gradi di libertà durante il movimento. I risultati mostrano che durante l'equilibrio posteriore le differenze tra le condizioni e gruppi aumentano.

Ballerina quattro

Mantenere l'angolo di 45° senza muovere il tronco risulta infatti più difficile a causa dell'inferiore ROM dell'estensione dell'articolazione coxofemorale rispetto alla sua flessione ed abduzione. Inoltre, l'arabesque derrière richiede, in complesso, un lavoro muscolare, che impedisce, attraverso un aumento di energia, lo sviluppo delle strategie di equilibrio fine.

>Qualunque sia la direzione dell'arto esteso durante l'equilibrio, gli occhi aperti comportano una condizione più stabile rispetto a quando si hanno gli occhi chiusi, come è stato dimostrato nella semplice posizione eretta.

In questo studio i ballerini sembrano avere una dipendenza di tipo visivo,mentre altri studi mostrano che i ballerini sono vestibolo-dipendenti. Sebbene l'equilibrio migliori con l'età, i ballerini non sembrano in grado di migliorare l'organizzazione dello stesso con gli occhi chiusi via via che invecchiano. Questa dipendenza visiva può in parte essere spiegata dal lavoro sistematico dei ballerini di fronte allo specchio, cosa che stimola l'immagine corporea e l'assunzione di informazioni visive a scapito della propriocezione. L'apprendimento svolto quasi esclusivamente in questo contesto comporta disordini di equilibrio anche durante le esibizioni.

Alla luce dei risultati ottenuti è stato avviato, presso la scuola di Marseille, un protocollo preventivo svolto prima di ogni lezione di danza che mira a risolvere proprio il problema dell'equilibrio con gli occhi chiusi.

L'obiettivo è quello di equilibrare il lavoro (a seguito di un aumento della competenza sensomotoria) per integrare questa componente di educazione fisiologica ai movimenti specifici della danza. Ulteriori studi potrebbero confermare se un lavoro analitico aggiuntivo nella formazione nella danza si possa tradurre in una diminuzione delle lesioni nei ballerini.