Insegnante e sport estetici
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Insegnante e sport estetici

Nei judged sport (sport estetici) il corpo non è considerato solo come mezzo ma è anche il fine: viene sottoposto al giudizio soggettivo dei giudici e contribuisce al successo dell'atleta, è dunque parte inscindibile della performance

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Insegnante e sport estetici

Spesso la conformazione fisica del piccolo ballerino non ha importanza: le esercitazioni e la pubertà saranno i soli rivelatori del suo carattere e delle sue doti fisiche legate all'estetica della danza classica. Ciò che fa la differenza è l'insegnante e se questa, in fase di crescita, non apprezza né il corpo né il lavoro del suo allievo, quest'ultimo ne subirà le conseguenze e "i danni" potrebbero essere permanenti.

Corpo e mente funzionano come un'unità e un problema sul corpo ha subito l'influsso sulla mente. Il primo impara con canali diversi: in latino "sapere" si traduce in due modi: cognosco (comprensione intellettuale-razionale) e sapio (comprensione emotiva). I due aspetti sono complementari ma per discipline come la danza, manca il referente cognitivo applicato alla sensazione.

Di conseguenza, "il sentire" il movimento, può essere percepito in modo diverso dall'insegnante e dall'allievo e questo può creare una spaccatura spesso colmata con atteggiamenti deleteri sul fisico. Ne consegue che l'aspetto cognitivo dell'allievo (come vede il suo corpo) e quello sensibile (come lo sente), iniziano a viaggiare su strade differenti per poi non incontrarsi mai più. Oltre al fatto di creare presupposti per disturbi alimentari, la ballerina in particolar modo, percependo il suo corpo in modo distorto, si avvia a perdere il contatto profondo con sé stessa e con la fiducia nel suo sentire la danza, ricevendo l'impressione costante di essere sbagliata.

Il corpo diventa uno sconosciuto, un nemico e anche se la ballerina, sacrificando tutto ciò che la sua peculiare natura femminile vorrebbe esprimere, arriva ad accontentare l'insegnante, ne risulterà una personalità fragile, sull'orlo dell'autodisprezzo, pronta a crollare psicologicamente e timorosa del giudizio dello specchio.

È necessario reagire fuggendo da certi tipi di insegnante (decisione difficile da prendere se ci si trova all'interno di un'accademia). Purtroppo, può capitare che pur di non perdere il posto ambito, si preferisca attrezzarsi psicologicamente per crescere. Prima che si crei lo strappo tra il corpo-visto e il corpo-percepito è auspicabile iniziare a fare un lavoro proprio su quest'ultimo. Uno spunto potrebbe essere quello di iniziare a pensare al proprio corpo non in funzione della danza ma in funzione di sé stesso, recuperandone le sensazioni originarie.

Il minimo dovrebbe essere partire da una famiglia che non sia preda dell'abbaglio di avere una figlia che studia in un'accademia e che comprenda che nella vita, i tempi per imparare possono presentarsi inaspettati. L'importante è affrontare il presente senza avere paura di compromettere il sogno che è nato nell'infanzia.

Insegnante due

SPORT ESTETICI

Sport estetici

Il costante innalzamento dei livelli di prestazione nello sport agonistico degli ultimi decenni ha comportato un conseguente e notevole aumento dell'impegno fisico richiesto agli atleti per il raggiungimento di tali performance. Data l'importanza che ricopre l'estetica corporea, con conseguente esasperata ricerca di parametri antropometrici ben diversi da quelli della popolazione in generale, alcuni sport definiti estetici sono maggiormente chiamati in causa.

Gli sport possono essere divisi in categorie secondo diversi criteri classificatori, uno dei quali è quello che li distingue in "non leanness" e "leannes" sport sulla base dell'importanza del requisito della magrezza ai fini del successo sportivo. Tortsveit e Sundgot-Borgen (2005) suddividono gli sport in 7 gruppi:

  • Tecnici (tiro con l'arco, golf…)
  • Giochi di palla (pallavolo, pallacanestro…)
  • Di potenza (lancio del peso, lancio del disco…)
  • Di resistenza (maratona, ciclismo…)
  • Estetici (danza, ginnastica ritmica, pattinaggio artistico, tuffi…)
  • Con categorie di peso (lotta, pugilato…)
  • Antigravitazionali (ginnastica artistica, salto in alto…)

Assegnando solamente agli ultimi 4 la qualifica di leanness sport.

All'interno di quest'ultimi, per i quali la magrezza gioca un ruolo determinante, si può effettuare un'ulteriore suddivisione relativamente alle modalità di determinazione delle classifiche e dei punteggi la quale può avvenire o tramite la mera rilevazione strumentale ed oggettiva della prestazione o tramite la valutazione inevitabilmente soggettiva della giuria.

I leanness sport quindi, si dividono ulteriormente in: non-judged e judged. La differenza è sostanziale:

Nei non-judged sport la magrezza è ricercata in quanto migliora la prestazione, ad esempio se si è magri si corre più veloce e più a lungo. In questi sport è la semplice rilevazione strumentale di un dato a sancire il vincitore e il corpo non viene sottoposto a giudizio estetico.

Nei judged sport (sport estetici) il corpo non è considerato solo come mezzo ma è anche il fine: viene sottoposto al giudizio soggettivo dei giudici e contribuisce al successo dell'atleta, è dunque parte inscindibile della performance. Il fisico deve avere quindi un'estetica approvata e di successo, conforme ai dettami delle giurie.

Gli sport estetici (leanness sport, judged sport) sono incentrati sull'aspetto estetico, la grazia dei movimenti e su determinati requisiti fisici. I leanness sport incoraggiano il raggiungimento di una bassa percentuale di grasso nella convinzione che questa possa incrementare la performace.

Il giudizio delle giurie è inevitabilmente soggettivo e suscettibile a influssi non correlati alla prestazione. Anche se i giudici ricevono dettagliate descrizioni sui criteri di valutazione, questa attività rimane pur sempre un processo umano che può essere influenzato da numerosi pregiudizi.

Sport estetici due

Attualmente negli sport estetici sono stati documentati sette differenti judging bias:

  • Patriottismo: si tende a preferire l'atleta proveniente dalla propria nazione
  • Effetto alone: è la tendenza dei giudici a generalizzare il punteggio della prestazione di un atleta uniformandolo agli altri piuttosto che distinguerlo accuratamente
  • Effetto influenzato dalla memoria: i giudici tendono ad essere influenzati dalla prestazioni delle ginnaste fatte nelle gare precedenti
  • Notorietà: si tende a giudicare l'atleta sulla base della sua notorietà
  • Effetto dell'ordine di comparsa: i giudici si aspettano un certo livello di prestazione a seconda dell'ordine in cui la stessa viene presentata nell'ambito della gara
  • Effetto emergente dai processi di comparazione sociale
  • Effetto conformità: i giudici adattano i loro punteggi a quelli degli altri giudici di gara

Quest'ultimo effetto potrebbe riguardare anche una sorta di conformità estetica che porta i giudici a premiare le atlete che maggiormente incarnano un modello di esilità e magrezza oggi socialmente approvato.

A tale proposito è interessante citare una ricerca svolta nel 2006 condotta al fine di valutare la diversa raffigurazione delle atlete nelle riviste che trattano di sport sottoposti o meno al verdetto delle giurie. Nelle riviste dei rispettivi sport, sono state analizzate le dimensioni corporee, l'età e la provenienza delle ragazze comparse nelle copertine, nonché la frequenza con cui tali atlete sono state mostrate a figura intera. I risultati della ricerca hanno dimostrato che le copertine delle riviste dei judged sport mostravano atlete molto più magre di quelle mostrate sulle copertine delle riviste dedicate a sport non sottoposti al giudizio delle giurie e che inoltre, le atlete venivano mostrate più spesso a figura intera.