La danza come performance atletica
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La danza come performance atletica

La danza può essere considerata come un macroinsieme contenente al suo interno moltissimi sottogeneri:medievale, balli popolari tradizionali, danza di carattere, jazz, hip hop, funky, danza neoclassica…

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La danza come performance atletica

La danza, una delle tre arti sceniche principali dell'antichità insieme al teatro e alla musica, si esprime attraverso il movimento del corpo umano secondo un piano prestabilito o improvvisato: la coreografia.

Spesso accompagnata da musiche o composizioni sonore, nel linguaggio e nella tradizione della danza popolare, può essere chiamata anche ballo. La danza è la prima espressione artistica del genere umano perché ha come strumento il corpo.

Essa è stata (ed è) parte dei rituali, preghiera, momento di aggregazione della collettività nelle feste popolari ed anche occasione di associazione tra persone (un esempio attuale è la danza nelle discoteche).

In ogni caso, nel corso dei secoli, quest'arte è sempre stata lo specchio della società, del pensiero e dei comportamenti umani.

La danza permette di esprimere al meglio i nostri sentimenti attraverso il linguaggio del corpo; ogni movimento infatti, non viene eseguito soltanto con braccia e gambe, ma anche con mente e cuore. Tutti nella loro vita possono dire di aver ballato; essendo un'azione naturale, nessuno può definirsi incapace anche se, per sua natura, la danza è un'arte che va costruita nel tempo, con pazienza, costanza e determinazione

Il termine "danza" dunque, si riferisce, in senso lato, alla capacità innata in ognuno di noi di trasmettere le proprie emozioni con il corpo.

Danza uno

La danza può essere considerata come un macroinsieme contenente al suo interno moltissimi sottogeneri:

Danza due

medievale, balli popolari tradizionali (pizzica, tarantella, quadriglia…), danza di carattere, jazz, hip hop, funky, danza neoclassica, contemporanea, breakdance, danza del ventre, flamenco, tip tap, danza sportiva (samba, paso doble, jive, cha cha cha, rumba, bachata, rueda, merengue, mambo, salsa, Walzer, rock'n'roll…), danza country, cancan, pole dance… e potremmo ancora continuare… ma ciò di cui ci occuperemo in queste pagine è LA DANZA CLASSICA, il balletto classico.

L'errore comune che non si dovrebbe fare è di scambiare una parte (il balletto) per il tutto (la danza) Nel grande alveo che accoglie, come una madre sempre fertile, tutte le declinazioni e gli sviluppi della prima forma espressiva che l'uomo abbia mai sperimentato e conosciuto con il suo stesso corpo - la danza, appunto, - il balletto è senz'altro e solo un genere. Il più antico, aristocratico e longevo

Quello per la danza deve essere necessariamente amore, una passione che non ci fa nemmeno percepire lo stress a cui sottoponiamo il corpo giorno dopo giorno. Fin da giovanissima età infatti, sono richiesti un' estenuante preparazione tecnica, un'estrema flessibilità, un altissimo volume di allenamento e delle diete rigidissime e perseveranti (potenzialmente dannose se non seguite con oculatezza) tali da essere quasi intollerabili nel caso in cui mancasse una forte carica motivazionale.

Nonostante questo nel nostro paese, come in molti altri, a chi insegna danza non viene richiesta una preparazione specifica nell'ambito motorio, biologico, psicologico, pedagogico; inoltre poco sappiamo, delle esigenze fisiologiche dei ballerini e del "modello prestativo della danza".

Senza voler sminuire la componente socioculturale e storica della danza, abbiamo voluto analizzare più approfonditamente la parte prestativomotoria, ovvero quella che compete a un laureato in scienze motorie.

A questo proposito, il nostro obiettivo è stato quello di analizzare, tramite test standardizzati usualmente utilizzati per valutare il condizionamento fisico degli atleti, quali siano le capacità fisiche peculiari dei danzatori. Per rendere più evidente queste, abbiamo operato trasversalmente confrontando gruppi di praticanti di diverso livello e longitudinalmente comparando lo stesso gruppo prima e dopo un periodo di allenamento (al rientro dalla pausa estiva e dopo quattro mesi).