Propedeutica alla danza
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Propedeutica alla danza

Un buon movimento di braccia, abbinato al controllo della testa, conferisce eleganza. Il piazzamento del dorso e della anche sono i responsabili dell'acquisizione delle basi per un corretto uso del port de bras

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Propedeutica alla danza

La danza influisce positivamente sullo sviluppo armonico della personalità dell'individuo da un punto di vista fisico, intellettivo, effettivoemotivo e sociale. La sua azione motoria si esplica attraverso esercizi globali che hanno importanti effetti benefici su:

  • La tonicità della muscolatura in particolare quella addominale
  • Il sistema osteo-articolare
  • La circolazione del sangue e la non costituzione di depositi adiposi
  • La capacità respiratoria, la funzionalità del cuore, l'ossigenazione dei tessuti
  • La coordinazione, l'equilibrio statico, dinamico e in volo
  • L'elasticità del corpo
  • Le capacità attentive, di concentrazione e di memorizzazione

Inoltre, in un'impostazione di tipo terapeutico, la danza può dare un elevato contributo alla prevenzione e alla cura degli stati ansiogeni e depressivi. Non a caso, il ricco vocabolario della danza può essere anche un mezzo per esprimere i propri sentimenti, desideri, timori, gioie e non solo una tecnica di spostamento del corpo nello spazio. I passi e i gesti diventano così movimenti emotivi che si trasformano in espressione artistica se vi si aggiungono anche l'elemento ritmico, la correttezza stilistica e la finalità poetica.

L'uso dello spazio nella propedeutica

Propedeutica spazio

Uno dei primi obiettivi da raggiungere nei corsi di propedeutica è quello di stimolare i bambini alla conoscenza del proprio corpo e all'esplorazione dello spazio. La sala di danza infatti, rappresenta per i più piccoli uno spazio "diverso", fatto spesso di porte, colonne, finestre, specchi e quant'altro, che deve diventare "conosciuto" attraverso un'iniziale esplorazione dell'ambiente in cui si acquisiscono specifici punti di riferimento. In un secondo tempo il bambino deve imparare a condividere gli spazi con gli altri senza scontrarsi di continuo nelle prime camminate o corse.

Saranno quindi fondamentali, fin dai primi anni, la scoperta e l'uso consapevole del campo visivo al fine di abituare i più piccoli a guardare dove stanno andando e a visualizzare dove si trovano gli altri.

L'insegnante successivamente potrà introdurre il concetto di direzione, che nella danza è ricorrente, sia rispetto al proprio corpo, sia rispetto allo spazio in cui ci si muove. Per esempio: dire ai bambini di andare "avanti" può avere una doppia valenza: nel primo caso, l'allievo si muoverà sulla base della propria posizione nella sala, mentre nel secondo, tutti si muoveranno nella stessa direzione perché è specificato il riferimento verso cui dirigersi; generalmente, "avanti" significa: verso il fronte del palcoscenico, ovvero verso il pubblico.

A tale proposito può essere utile far riferimento allo schema di Vaganova: si tratta di un quadrato (con il centro individuato dall'inserzione di due diagonali e di due meridiane), su cui vengono virtualmente posti dei numeri con lo scopo di imparare a orientarsi e a posizionarsi. In definitiva è come se ci fosse una suddivisione dello spazio attraverso una numerazione (dall'1 all'8) dei diversi punti della sala (pareti e angoli).

Lo spazio è da intendersi come conoscenza delle possibilità che il corpo ha di muoversi nelle tre dimensioni. Per i piccoli allievi, anche in questo tipo di lavoro, la difficoltà maggiore è mantenere la concentrazione e sentirsi coinvolti attivamente negli esercizi.

È utile ricordare che le danze popolari e storiche offrono molti spunti per le prime forme coreografiche, in quanto si basano molto sul lavoro di coppia e di gruppo che, insieme ai notevoli stimoli ritmici che le caratterizzano, costituiscono un'importante e divertente occasione di studio spaziotemporale.

Trattandosi di un lavoro con i bambini ciò che più conta, è saper catturare la loro attenzione, coinvolgendoli e divertendoli. Il mantenimento della concentrazione infatti, è l'elemento più critico quando si lavora con i piccoli: per questo è importante stimolare la loro fantasia e la loro immaginazione con esercizi mirati. In alcuni casi si può rivelare utile saper cogliere le preferenze degli allievi o i loro suggerimenti per proporre esercizi o studi.

Anche se la predisposizione fisica conta a tutte le età, in questa fase iniziale non c'è ancora una reale difficoltà tecnica, per cui la sola differenzarimarchevole è tra gli allievi che ascoltano e comprendono con facilità per poieseguire quanto esposto e quelli che invece si distraggono senza poi riuscire aeseguire alcunché.

In ogni caso solo verso gli otto-nove anni è possibile iniziare a introdurre esercizi che richiedono maggior controllo tecnico, sempre però cercando di mantenere un equilibrio tra gli aspetti educativo e ludico della lezione.

Lo studio degli arti superiori

Bimbo danza

I bambini imparano a danzare anche attraverso esercizi di ricerca, stimolati in modo libero e creativo. Spesso però, nelle lezioni di propedeutica, gli insegnanti prestano attenzione solo agli arti inferiori.

Gli allievi infatti, lavorano per lo più con le braccia e le mani ferme, praticamente immobili o semplicemente allungate sul corpo. Questo perché lo studio delle posizioni degli arti superiori è considerato troppo impegnativo per i più piccoli e quindi si preferisce rimandare a quando gli allievi saranno più maturi.

Sin da bambini invece, occorre considerare le braccia parte integrante del movimento per dare al corpo maggior armonia. L'insegnante può proporre esercizi in piedi o a terra, a coppia o in gruppo per svilupparne la coordinazione.

Prendere confidenza con le spalle, i gomiti e le mani aiuta a capire come muoversi liberamente nello spazio e ad acquisire scioltezza, abbandonando quella rigidità che è propria di chi muove solo il busto e la parte inferiore del corpo. Si può prendere spunto da molti gesti che fanno parte della vita quotidiana per poi memorizzarli e riproporli mentre si danza. Dopo la scoperta delle potenzialità di questi esercizi, si può cominciare a lavorare sul rafforzamento dei muscoli dorsali e del torace per dare sostegno e mantenere meglio le posizioni.

La difficoltà maggiore risiede però nella necessaria coordinazione fra il movimento degli arti superiori e il resto del corpo, in particolare con la testa e gli arti inferiori. Un buon movimento di braccia, abbinato al controllo della testa, conferisce eleganza. Per questo non dobbiamo trascurare l'importanza dello studio del campo visivo che conferisce una direzione precisa allo sguardo e sicurezza al movimento.

Traducendo letteralmente dal francese, "port de bras" vuol dire "portamento delle braccia". Quando ognuno di noi pensa al suo ballerino preferito, il port di bras è un elemento distintivo che eleva la sua artisticità.

Schiena

Ci sono vari modi per migliorare il port de bras e capire l'anatomia del dorso aiuta. Il muscolo deltoide, localizzato nella spalla e diviso in tre sezioni: anteriore, laterale e posteriore, attiva l'azione del sollevamento del braccio rispettivamente avanti, lateralmente e dietro. Il grande dorsale invece, aiuta sia a stabilizzare la posizione della schiena, sia a muovere le braccia.

Tutti i muscoli interessati nella core stability aiutano a tenere il busto nel giusto allineamento. Bonnie Mathis, direttrice del Boston Ballet II, insiste nel ribadire che il piazzamento del dorso e della anche sono i responsabili dell'acquisizione delle basi per un corretto uso del port de bras. Se il corpo ha un buon piazzamento, le braccia possono agganciarcisi nella giusta posizione. Quando la forza di un danzatore proviene dalla muscolatura della core stability, il port de bras appare più armonioso e rilassato dal momento che il corpo può muoversi dal "centro" e le braccia non sono tenute fuori equilibrio.

Allo stesso modo, Mathis enfatizza la connessione tra respiro e port de bras, specialmente prima dell'inizio di una frase musicale.

Come precedentemente detto, ritorna il motivo ricorrente della coordinazione del port de bras con l'intero corpo: è necessario essere spronati fin dall'inizio al movimento armonico di braccia, dorso, occhi e testa.

Gli esercizi di allegro, dove gli arti superiori devono mantenere la giustaposizione durante i salti, sono forse i più difficili.

Deve essere costantemente percepita l'intera posizione degli arti superiori: la parte prossimale dell'avambraccio e il gomito dovrebbero impostare il braccio durante il movimento, senza permettere alla spalla di alzarsi. I gomiti necessitano dunque, di mantenere una sensazione di supporto per evitare cedimenti.

Alexandre Proia, solista formatosi al New York City Ballet e attualmente insegnante e coreografo, chiede ai suoi ballerini di immaginare di spingere via un muro, così, con la sensazione di allungamento, è possibile mantenere meglio la rotondità degli arti superiori. Proia, nelle sue classi, usa l'immaginazione anche per favorire il fluente senso di epaulement della testa e delle spalle, che lui stesso ha imparato alla scuola dell'Opera di Parigi, richiamando l'immagine di "una persona che deve mostrare i suoi nuovi orecchini".

I ballerini di danza moderna, quando posizionano le loro braccia, possono beneficiare dello studio delle linee del balletto classico; al contempo i ballerini classici possono beneficiare del senso dello spazio proprio della danza moderna.

the Royal dance ballet school

Per migliorare il port de bras risultano utili i seguenti suggerimenti:

  • Mantenere sempre il giusto piazzamento del corpo nel suo insieme
  • Assicurarsi che le coste siano in dentro, le spalle naturalmente piazzate e le scapole allargate e non con i margini mediali uniti
  • Mai far partire il movimento degli arti superiori dal polso
  • Usare l'ombelico come linea guida per l'altezza delle mani nella prima posizione classica
  • Essere sempre attenti al respiro
  • Quando si lavora in punta non si devono mettere in tensione gli arti superiori né cambiare l'approccio al port de bras, ricordarsi dunque le basi
  • Allungare e liberare le mani come un'estensione degli avambracci
  • Il port de bras deve essere proporzionato a tutti gli altri movimenti, gli arti superiori non devono mai essere né esagerati, né limitati per non distogliere l'attenzione da quello che accade nel resto del corpo.