Ricerca sulla capacità fisica dei ballerini
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Ricerca sulla capacità fisica dei ballerini

Abbiamo analizzato quattro gruppi campione. A tutti i gruppi è stata proposta indistintamente, una batteria di test standardizzati solitamente usati per valutare le capacità fisiche degli atleti

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Ricerca sulla capacità fisica dei ballerini

Disegno della ricerca

Abbiamo analizzato quattro gruppi campione al fine di valutare il condizionamento fisico delle ballerine. Abbiamo operato sia trasversalmente, confrontando gruppi di praticanti di diverso livello e di diversa astrazione che longitudinalmente, confrontando due dei quattro gruppi, prima e dopo un breve periodo da allenamento. A tutti i gruppi è stata proposta indistintamente, una batteria di test standardizzati solitamente usati per valutare le capacità fisiche degli atleti.

Scopi e obiettivi della ricerca

Il nostro scopo è quello di valutare le capacità fisiche peculiari dei danzatori, attraverso la somministrazione di test standardizzati, analizzando la danza come performance atletica. Inoltre, il nostro obiettivo è quello di carpire le differenze antropometriche, coordinative e condizionali tra i ballerini di danza classica di medio e alto livello rispetto a chi pratica un altro tipo di attività fisica e rispetto ai sedentari.

Analisi trasversale - Mezzi e metodi

La ricerca è stata condotta all'interno del teatro del Maggio Musicale Fiorentino (Corso Italia 16, Firenze), nella scuola professionale di balletto ASD Ballet Centre (Via Botticelli 3, Firenze), presso la palestra Fitness Club (Via XXIV maggio 27, Montevarchi Arezzo), con le allieve dell'ASD Centro Danza di Levane, Arezzo e nell'Istituto Magistrale Statale Giovanni da San Giovanni (Piazza Palermo 1, San Giovanni Valdarno).

Abbiamo iniziato le indagini il ventidue settembre 2010 e le abbiamo concluse il diciotto febbraio 2011, considerando un intervallo di circa quattro mesi tra le due somministrazioni per il confronto longitudinale.

Sono stati testati 42 soggetti di sesso femminile di età 19,67±4,52 anni (range 15-32 anni), altezza 1,65±0,06 m (range 1,54-1,75 m), peso 56,66±6,45 kg (range 48-73 kg). All'interno di questo campione, si è operato con la suddivisione in 4 sottogruppi:

  • elite danza classica (EC)
  • classico medio livello (CML)
  • soggetti praticanti varie tipologie di danza ma non danza classica (NC)
  • popolazione generale (PG)

Del primo gruppo (EC) fanno parte 7 ballerine di elite di età 21±7 anni (range 13-32), altezza 1,66±0,1 m (range 1,54-1,75 m) e peso 53,2±3,4 kg (range 51- 58 kg) che si allenano quotidianamente 3-5 ore, per 5-6 giorni settimanali nelle realtà di appartenenza: corpo di ballo con obbligo di solista al Teatro Comunale di Firenze, Lyric Dance Company Firenze, European Ballet di Londra, Ecole supérieure de danse de Cannes Rosella Hightower, corpo di ballo del Ballet de l'Opéra National de Bordeaux, scuola professionale di danza ASD Ballet Centre Firenze.

Del secondo gruppo (CML) fanno parte 12 ragazze di età 20,75±4,40 anni (range 15-28), altezza 1,67±0,10 (range 1,60-1,73 m) e peso 57,8±4,50 kg (range 52-64,4 kg) che si allenano 2-3 volte, per un totale di circa 3-4 ore alla settimana.

Del terzo gruppo (NC) fanno parte 11 ragazze di età 18,09±4,30 anni (range 19,25±3,00), altezza 1,61 m (range 1,55-1,66) e peso 53,6±5,40 kg (48-61 kg) che seguono lezioni di danza (hip hop, jazz, contemporaneo, salsa, gymdance) ma non di quella classica e che si esercitano 2-3 volte alla settimana per un totale di 3 ore complessive.

Del quarto gruppo (PG) fanno parte 12 ragazze di età 19,25±3,00 anni (range18-27), altezza 1,65±0,10 m (range 1,56-1,78 m) e peso 60,3±8,30 kg (range52-71,5 kg). 6 di loro sono sedentarie, 3 frequentano regolarmente lapalestra, 1 gioca a tennis e le 2 restanti sono pallavoliste.

Test

Al fine di ottenere risultati obiettivi, attendibili e ripetibili, ogni soggetto è stato sottoposto alla seguente serie di test:

  • Analisi di impedenza bioelettrica (B.I.A)
  • Test della mobilità per catena posteriore, scapolo-omerale e coxo-femorale
  • Test per la forza esplosiva degli arti inferiori
  • Piegamenti sugli arti superiori
  • Test della cicogna (equilibrio)
  • IRI test

Analisi di impedenza bioelettrica (B.I.A)

Test bioelettrico

Il test, metodo non invasivo di valutazione della composizione corporea è stato eseguito con un bioimpedenziometro BIA 101 Akern

La procedura standard per l'esecuzione del test BIA (Biolectrical Impedance Analysis) inizia con il posizionamento del soggetto in decubito supino, con arti superiori non aderenti al corpo e arti inferiori non a contatto tra di loro. Successivamente, si posizionano i quattro elettrodi cutanei monouso pregellati in cloruro di argento (due iniettori e due rilevatori di corrente) alle estremità distali dell'arto superiore ed inferiore omolaterali, nel nostro caso specifico quelli appartenenti all'emisoma destro. Gli elettrodi sensori sono posti sull'articolazione radio-carpica e sulla tibio-tarsica (pinzette di colore nero), quelli stimolatori (pinzette di colore rosso), sulla terza articolazione metacarpo-falangea e sulla terza metatarso-falangea, ad una distanza di circa sei centimetri l'uno dall'altro.

Il posizionamento degli elettrodi è fondamentale per la precisione e la ripetitività della misura: un centimetro di spostamento, specialmente se si tratta di un elettrodo rilevatore, può comportare un errore di circa il 10%. Prima di accendere il macchinario è buona norma mantenere la posizione supina per un paio di minuti cosicché i liquidi si possano distribuire in modo omogeneo in tutto il corpo. Le condizioni corporee richieste per una riuscita di successo del test, sono quelle basali: i soggetti non devono essere allenati nelle 12 ore precedenti, il test deve distare due ore dal pasto principale e almeno una dallo spuntino, chi vi si sottopone non deve provenire da viaggi superiori ai 100 km, non deve aver assunto diuretici e farmaci nei giorni precedenti al test e alcol da almeno 6 ore prima, inoltre la pelle deve essere tersa a asciutta per garantire una buona adesione degli elettrodi.

Una volta essersi assicurati della correttezza della procedura, si preme il tasto di accensione della BIA e dopo pochi secondi appaiono sul display due valori: Rz (resistenza in Ohm) e Xc (reattanza in Ohm). Questi due parametri misurati direttamente, insieme al peso e all'altezza sono inseriti nel software specifico per l'elaborazione della composizione corporea del soggetto.

A differenza del modello bicompartimentale che suddivide l'organismo in massa magra FFM e massa grassa FM, il modello tricompartimentale, proprio dell'analisi dell'impedenza bioelettrica, suddivide ulteriormente la massa magra in massa cellulare BCM e massa extracellulare ECM. La prima (BCM), comprende la componente metabolica attiva dell'organismo che contiene tessuto ricco di potassio e che ossida il glucosio contribuendo per il 98% al consumo di ossigeno (Moore); si parla dunque delle cellule dei muscoli e degli organi. La seconda (ECM) è formata da: scheletro, collagene, legamenti, derma, plasma, liquido interstiziale…

Per semplificare la lettura dei risultati, è stato realizzato il nomogramma BIAVECTOR, attraverso il quale, i valori di resistenza e di reattanza di un soggetto, normalizzati per l'altezza, vengono immediatamente confrontati con la distribuzione percentuale (gaussiana) della popolazione generale.

Per usare BIAVECTOR servono:

  • I valori bioelettrici di reattanza e resistenza misurati dal sensore
  • L'altezza del soggetto
  • Il sesso del soggetto
  • L'età del soggetto
Biavector

Spostandosi lungo l'asse maggiore dell'ellissi, dal basso verso l'alto, si passa da una condizione di iperidratazione con edema diffuso in tutto il corpo (anasarca), ad una condizione di disidratazione. Spostandosi lungo l'asse minore dell'ellissi, da destra verso sinistra, si evidenzia invece, un aumento della componente strutturale. Migrazioni della posizione del riferimento grafico all'interno dei quattro quadranti, indicano delle variazioni miste sia idriche che strutturali e determinano l'appartenenza di un soggetto a una determinata categoria piuttosto che un'altra. Esistono infatti delle aree "probabilistiche" di posizionamento: atleti, magri, cachettici e obesi.

PARAMETRI BIOELETTRICI MISURATI DIRETTAMENTE

Rz è un valore che indica la resistenza espressa in Ohm. A parità di lunghezza del conduttore (altezza del soggetto), la resistenza è inversamente proporzionale al totale dei liquidi contenuti sia nei muscoli che negli spazi intercellulari.

Xc è un valore che esprime la reattanza in Ohm. La reattanza è la forza che un condensatore esprime al passaggio di una corrente alternata e, dal momento che le membrane cellulari si comportano come dei condensatori biologici, questo dato esprime la "densità cellulare".

PA è una sigla che indica l'angolo di fase espresso in gradi. Risultato della formula arctg (Xc/Rz), l'angolo di fase esprime il rapporto trareattanza e resistenza, raffigurando così la proporzione tra fluidi e cellule. Un valore elevato di PA è generalmente positivo ma è comunque necessario capire da cosa è scaturito: tanta massa muscolare o poca acqua extracellulare?

Valori molto bassi, inferiori a 3°, indicano patologie; lo stesso vale per l'intervallo 3°-4°, anche se la causa può essere attribuita anche a un forte stato catabolico o ad un edema. Valori medio bassi, attorno a 4°-5,5° sono indice di un medio stato catabolico e/o ritenzione idrica. Varchiamo la soglia dei valori medi quando si superano i 5,5°:

  • 5,5°- 6,5° indicano la normalità nei soggetti poco muscolosi
  • 6,5° - 7,5° rappresentano la normalità nei soggetti robusti
  • 7,5° sono valori alti che indicano disidratazione nei soggetti medi o robusti oppure normoidratazione in soggetti molto muscolosi.
Bodygram

Bodygram fornisce una rappresentazione grafica dell'angolo di fase con il grafico BIAGRAM

BIAGRAM presenta in ordinata la reattanza e in ascissa l'angolo di fase. All'interno della doppia striscia si collocano i soggetti "normali" come rapporto tra ECM/BCM, se il riferimento grafico si trova nella parte superiore prevale la BCM, se al contrario si trova nella parte inferiore prevale l'ECM.

La soluzione per ovviare alle discrepanze nell'interpretazione dei dati, è quella di associare BIAGRAM e BIAVECTOR. In questo modo, i soggetti con scarse masse muscolari e disidratati non potranno più apparire normali e i soggetti muscolosi non appariranno più disidratati senza esserlo realmente

Biagram

PARAMETRI RILEVATI TRAMITE ALGORITMI

TWB = % Total Body Water (acqua corporea totale). La quantità dei fluidi contenuti nel nostro organismo è proporzionale alla quantità di massa magra. L'acqua corporea, se in stato di normoidratazione, è distribuita al 73% nella massa magra. (Da questo assunto partono le stime complessive dei vari compartimenti corporei e non le misure). L'acqua costituisce il 60% del peso corporeo di un uomo adulto normale, ma questo valore, che è maggiore nei bambini, risulta essere più basso nelle donne e negli obesi, per il maggior contenuto di adipe che è pressoché anidro. Dal momento che il nostro organismo è per la maggior parte costituito da fluidi, è logico che questi assumano un ruolo fondamentale. Generalmente, un'elevata quantità di fluidi, corrisponde ad un elevata massa muscolare, altrimenti siamo di fronte a ritenzione idrica, diagnosticabile con i nomogrammi.

ECW = % Extra Cellular Water (acqua extracellulare). Percentuali comprese entro i valori riportati nella tabella ECW sono considerate accettabili; variazioni rispetto ad esse indicano stati idroelettrici anormali. La corretta distribuzione dei fluidi è rilevabile dalla proporzione tra acqua totale (TWB) e acqua extracellulare (ECW). L'acqua intracellulare è il 57% TBW. Nel compartimento extracellulare (47% TBW) rientrano: plasma, linfa, saliva, liquidi dell'occhio, succhi digestivi, sudore, liquido cefalorachidiano e il liquido interstiziale e quasi nella totalità dei casi, variazioni della TWB avvengono in questo compartimento.

Tbw_Ecw

BCM = Kg Body Cellular Mass (massa cellulare). La massa cellulare è la componente viva del nostro organismo. Secondo la definizione standard è la componente metabolica attiva responsabile del consumo di ossigeno. Ogni soggetto deve avere almeno una quantità minima teorica di BCM espressa in kg, al fine di scongiurare uno stato di deperimento.

FFM = Fat Free Mass (massa libera da grasso). La quantità di massa magra (tutta la massa escluso quella grassa), riflette generalmente la forma fisica dato che è costituita in prevalenza dalla Massa Muscolare. Una buona forma fisica presuppone valori superiori al 75% per le femmine e superiori all'80% per i maschi.

FM = Kg - % Fat mass (massa grassa). La vera obesità è definita come un eccesso del contenuto di massa grassa nel corpo e non semplicemente come un eccesso di peso. Il dato risente dell'idratazione del soggetto: la disidratazione porta alla sovrastima della FM e viceversa.

BCMI = Body Cellular Mass Index (indice di massa cellulare). È il rapporto tra la BCM e l'altezza del soggetto elevata al quadrato. Valori inferiori ad 8 per le donne e a 10 per gli uomini indicano malnutrizione. Comparato alla classica formula del BMI = peso kg/altezza2 m, il BCMI sostituisce il peso del soggetto in kg, con il peso del BCM in kg ottenendo perciò: BCMI = BCM kg/altezza2 m

NA/K = rapporto di scambio sodio, potassio. È una stima che ci indica l'assetto idrico del soggetto. In soggetti non muscolati, valori sotto 0,9 indicano disidratazione; in sportivi robusti si trovano spesso valori dello 0,8 senza problemi mentre se si supera l'1 siamo di fronte a scompensi idrici di accumulo. Nei soggetti normali abbiamo ritenzione idrica per valori uguali o > 1,2.

Dal punto di vista teorico, quando una corrente è applicata ad un cilindro con una soluzione salina, il fluido si oppone al passaggio della corrente quanto più alta è la sua resistenza elettrica (R o Rz espressa in Ohm). La R è direttamente proporzionale alla lunghezza del conduttore e inversamente proporzionale al suo diametro. Se si sostituisce una parte del fluido con del grasso, che è un conduttore scadente, la resistenza aumenta. Allo stesso modo, avremo valori di resistenza elevati, anche se il soggetto è molto magro. L'assenza di massa muscolare e quindi di liquido, fa si che la resistenza si alzi in quanto il tessuto osseo (quasi del tutto anidro) possiede la resistività specifica più elevata del corpo umano.

A questo punto, considerando il corpo umano come una serie di cilindri incastrati l'uno con l'altro, la resistenza misurata in esso rifletterà la sua composizione.

In realtà, se si applica una corrente alternata, il conduttore si opporrà al passaggio della corrente a seconda della sua impedenza (Z espressa in Ohm). L'impedenza è composta dalla resistenza (la parte resistiva) e dalla reattanza (la parte legata ai fenomeni energetici di accumulo). Matematicamente, ciò si esprime con un numero immaginario (Z), che è somma della parte reale (R) e della parte immaginaria (jX): Z = R + jX.

Il modulo dell'impedenza Z è uguale alla radice quadra della resistenza elevata al quadrato, sommata alla reattanza elevata al quadrato; in formula: Z = (Rz2+Xc2)1/2