Seconda discussione sui risultati della ricerca sulla capacità fisica dei ballerini
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Seconda discussione sui risultati della ricerca sulla capacità fisica dei ballerini

Mobilità, Esplosività degli arti inferiori, forza, equilibrio, capacità aerobica

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Seconda discussione sui risultati della ricerca sulla capacità fisica dei ballerini

Alla luce dei risultati racconti risulta evidente come le lezioni di danza in sé e per sé non influiscano nella composizione corporea.

Nel gruppo Non Classico (NC) le variazioni riscontrate sono pressoché nulle o comunque poco significative. Nel gruppo Classico Medio Livello (CML) invece, ci troviamo di fronte a due dati statisticamente significanti: il peso e il BMI risultano entrambi incrementati del 2,1% mentre la BCM ha subito un calo del 2,3% risultando un cambiamento pressoché significativo. Siamo di fronte a delle variazioni altalenanti di peso non giustificabili considerando il condizionamento atletico. Queste importanti oscillazioni possono essere comprese se guardiamo i risultati da un punto di vista psicologico. Da quanto emerso dalla ricerca, pare che i soggetti di CML abbiano un rapporto alterato con il cibo. Forse questo loro atteggiamento è il responsabile dell'aumento del BMI (+ 0,4) e del loro peso che è, in media, 1,2 Kg in più rispetto a quello misurato nel primo test. E soprattutto può essere ritenuto causa della perdita di massa metabolicamente attiva (BCM). Come riportato nella letteratura, i ballerini classici sono pressappoco ossessionati dal peso, a conferma di ciò, nella nostra esperienza personale, sono risultati terrorizzati dalla bilancia. Al contrario, chi pratica altri stili di danza non è così influenzato dall'estetica e, di conseguenza non presenta squilibri esagerati nei parametri di composizione corporea (come mostra l'analisi longitudinale). In ogni modo, nessuno dei due gruppi, in quattro mesi di allenamento, si è avvicinato ai valori dell'analisi dell'impedenza bioelettrica dell'élite, dunque è opportuno precisare che né le lezioni di danza classica di medio livello, né gli allenamenti di chi pratica altri stili di danza sono capaci, da soli, di apportare sostanziali cambiamenti alla composizione corporea dei praticanti.

Mobilità

Nei risultati riguardanti i parametri della flessibilità, le differenze percentuali che si possono esaminare sono molto basse.

Il gruppo Classico Medio Livello è migliorato soprattutto nella flessione in avanti del busto incrementando la media delle misure dell'11,3%, vale a dire 1,5 cm. Per quanto riguarda l'indice di abduzione/altezza i miglioramenti sono davvero esigui e pressoché trascurabili mentre nel test della bacchetta si è verificato un peggioramento del 2,6% (1,6 cm).

Il gruppo Non Classico ha registrato un incremento del 31%, vale a dire 3 cm, nella flessione in avanti del busto, l'indice abduzione/altezza è rimasto invariato mentre la larghezza del passo nel test della bacchetta è migliorato: si è verificato un decremento del 3,4%, per una perdita totale di 2,5 cm.

Alla luce di tali dati è evidente che, a livello amatoriale, la pratica della danza (qualsiasi essa sia) apporta dei miglioramenti alla flessibilità della catena cinetica posteriore e non influenza in particolar modo, l'abduzione degli arti inferiori. Nel gruppo CML la mobilità dell'articolazione scapolo omerale non è stimolata in alcun modo, al contrario la pratica di altri stili di danza induce un miglioramento seppur contenuto. Quest'ultimo dato potrebbe essere giustificato dall'uso maggiore degli arti superiori (soprattutto nel lavoro a terra) nella danza contemporanea e nel modern-jazz rispetto alla danza classica. Confrontando i valori della seconda batteria di test con le misure di riferimento del gruppo Élite Classico (EC), possiamo constatare che l'allenamento standard di gruppi amatoriali di danza induce miglioramenti sia nella flessione in avanti nel busto che nell'abduzione degli arti inferiori. I risultati, anche se di poco, si avvicinano a quelli del gruppo EC. Le lezioni standard di medio livello di danza classica allontanano invece il gruppo CML dal valore di riferimento del test della bacchetta, per contro NC si avvicina all'obbiettivo. Comunque, in tutti e tre i test lo scarto tra CML e NC dal gruppo di massimo livello (EC) è ancora molto.

Esplosività degli arti inferiori

Dall'analisi longitudinale dell'espressione di forza degli arti inferiori non è emerso alcun risultato particolarmente significativo.

Le lezioni di danza classica hanno fatto si che l'elevazione del gruppo CML migliorasse, seppur leggermente, in ogni salto; al contrario, nelle medie del gruppo NC, si sono riscontrati due valori negativi apparentemente ingiustificabili: il CMJ senza braccia e il CMJ a sinistra senza braccia.

Mettendo a confronto una lezione di modern-jazz o contemporaneo che sia con una di danza classica (a maggior ragione di medio livello) la prima cosa che verrebbe da pensare è che i primi approfondiscano molto di più la tecnica del salto rispetto ai secondi. Ora, di fronte alle altezze rilevate, è evidente che, nelle lezioni di danza classica di medio livello, l'elevazione del salto è influenzata anche da altri fattori che esulano dalla ripetizione del gesto tecnico in sé e per sé. L'obiettivo di uno studio futuro potrebbe essere quello di carpire quali siano i requisiti e le dinamiche biomeccaniche di un salto "classico" per poi confrontarli con quelli della tecnica "moderna".

Facendo un confronto tra la media delle altezze di tutti i salti eseguiti da CML e NC, risulta che entrambi i gruppi, nella seconda batteria di test abbiano saltato con la stessa elevazione con la sola differenza che il primo è leggermente migliorato e il secondo leggermente peggiorato rispetto alla prima batteria. In ogni modo, comparando i risultati finali di tutti e due i gruppi con quelli di EC, quest'ultimo risulta comunque migliore. Le lezioni standard di medio livello di danza classica comportano un avvicinamento all'obiettivo (Élite Classico) al contrario, quelle di altri stili allontanano i soggetti dalla misura campione.

Forza arti superiori

Come per la mobilità scapolo omerale anche per la forza degli arti superiori dobbiamo fare una distinzione tra CML e NC.

Ci troviamo ancora una volta a ribadire, tramite le rilevazioni effettuate, che gli arti superiori sia nella loro componente della mobilità sia per quanto riguarda la forza, non sono in alcun modo stimolati dall'allenamento ordinario di danza classica. È doveroso sottolineare che coloro che hanno collaborato alla nostra ricerca sono tutte donne e quindi soggetti esentati totalmente dall'uso degli arti superiori (se non in modo artistico). Probabilmente, la presenza di soggetti maschili, sebbene ballerini classici, avrebbe modificato sostanzialmente le medie ottenute.

Il fatto che, nella seconda batteria di test, CML abbia eseguito un minor numero di piegamenti in un tempo inferiore rispetto ai parametri raccolti nella prima prova, sta a significare che le lezioni standard di danza classica di medio livello non contribuiscono all'incremento della forza resistente degli altri superiori. Al contrario i risultati dimostrano che quattro mesi di allenamento di danza non classica portano ad un incremento della forza resistente degli arti superiori. A febbraio i soggetti sono riusciti a eseguire più piegamenti in più tempo rispetto all'ottobre dell'anno precedente.

Prendendo in considerazione il quadro generale del test "piegamenti sugli arti superiori" il gruppo NC risulta più forte sia rispetto a CML che a EC. In conclusione la danza classica non è in grado di condizionare la forza degli arti superiori né a medi né ad alti livelli.

Equilibrio

Dall'analisi longitudinale emerge che né la danza classica di medio livello né tutti gli altri stili incidono in modo positivo sulla capacità di equilibrio. Al contrario dei risultati attesi, le tabelle ci mostrano come le lezioni di danza classica non comportino un incremento dell'abilità a mantenere l'equilibrio statico sull'avampiede. È stato sorprendente rendersi conto che nessun tempo è migliorato ma è stato ancor peggio accorgersi che tutti i tempi cronometrati sono diminuiti di circa il 25%.

Un po' meglio è quanto successo nel gruppo NC. I tempi registrati ad occhi aperti sono peggiorati mentre quelli ad occhi chiusi hanno avuto un andamento positivo. Alla luce dei risultati ottenuti viene da dire che, chi non pratica danza classica svolge un lavoro che comporta indirettamente e involontariamente un incremento della propiocettività che si riscontra poi nel miglioramento dell'abilità a mantenere l'equilibrio ad occhi chiusi.

Considerando che già nell'analisi trasversale i gruppi CML e NC risultavano meno capaci di mantenere l'equilibrio rispetto a EC, risulta evidente che, a seguito dei peggioramenti verificatisi, il divario tra i due gruppi dilettantistici e quello professionale è nettamente aumentato. Dunque, nel nostro caso, le lezioni standard di danza classica di medio livello come quelle degli altri stili non concorrono ad avvicinare CML e NC ai valori di riferimento di EC. È probabile che i soggetti CML possano trarre giovamento dallo svolgimento di esercitazioni mirate per lo sviluppo di queste capacità.

Capacità aerobica

Dall'analisi longitudinale si evince che la FC post 60-90" ha subito in entrambi i casi una leggera diminuzione. Dunque, anche se i soggetti non si possono definire condizionati, le lezioni in sé e per sé apportano comunque un leggero miglioramento alla capacità aerobica del ballerini. Anche l'Indice di Recupero Immediato risulta migliorato in entrambi i gruppi. CML è passato da 47,10±8,16 a 50,77±6,61 incrementando i valori del 7,8%. Per contro NC ha visto aumentare il suo IRI del 3,8%, da 50,87±19,08 della prima batteria di test a 52,79±19,93 della seconda. Di fronte a tali valori sembra che le lezioni di danza classica siano più condizionanti rispetto a quelle degli altri stili. Confrontando i miglioramenti ottenuti con i valori di riferimento del gruppo Élite Classico risulta che quest'ultimo, a inizio anno, sia comunque più condizionato degli altri due testati nel vivo dell'attività stagionale.