Lo stato nutrizionale
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Lo stato nutrizionale

Elisabeth Daniels, del Dipartimento di Psicologia dell'Università della California, ha affermato recentemente che le atlete più suscettibili ai disordini alimentari sono quelle dedite agli sport estetici

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Lo stato nutrizionale
Negli sport estetici, la struttura fisica necessaria per il raggiungimento di alti livelli di prestazione, può comportare rischi per la salute?

Alcuni ricercatori hanno asserito che il tipo di sport praticato influisce in modo determinate sulla percezione dell'immagine di sé e sulla conseguente preoccupazione riguardo al proprio peso. In particolare gli sport estetici sembrano rappresentare quei contesti sportivi nei quali, più facilmente, gli atleti sperimentano preoccupazioni in tal senso favorendo, talvolta, disordini alimentari ed eccessive pratiche di allenamento.

Elisabeth Daniels, del Dipartimento di Psicologia dell'Università della California, ha affermato recentemente (2008) che le atlete più suscettibili ai disordini alimentari sono quelle dedite agli sport estetici e coloro che praticano sport dalla magrezza funzionale (leanness sport), soprattutto le agoniste di elite che competono a livello nazionale e internazionale.

A parità di prestazione, l'esilità e un corpo longilineo, possono far attribuire punteggi maggiori da parte delle giurie stesse. Sarebbe pertanto di estremo interesse effettuare uno studio che raffronti gli score riportati in gara da atlete con diversità antropometriche ed identità di esecuzione del gesto sportivo analizzato e comparato a sua volta, attraverso tecniche di analisi e valutazione del movimento. Le atlete praticanti leanness sport sono maggiormente influenzate dagli ideali estetici proposti dai media e manifestano una maggiore insoddisfazione per il proprio corpo rispetto ai non leanness sport.

In aggiunta, le discipline estetiche sono caratterizzate da un anticipato avviamento allo sport, già prima degli otto anni. L'allenamento intensivo, la specializzazione e la selezione sportiva coincidono generalmente con la pubertà e lo scatto di crescita adolescenziale.

Alla luce di tutto ciò, la convinzione che con un corpo particolarmente snello si possa ottenere un punteggio maggiore da parte della giuria, non appare infondata, così le atlete si sottopongono a regimi alimentari altamente restrittivi nel disperato tentativo di ottenere un fisico ideale.

Da uno studio effettuato negli USA dal National Collegiate Athletic Association è emerso che l'obiettivo delle atlete di élite è quello di raggiungere una massa grassa (FM) minore rispetto a quella minima di cui necessita una donna per il corretto funzionamento del corpo. I disturbi alimentari colpiscono in rapporto 9:1 tra sesso femminile e maschile questo perché le donne tendono a considerarsi in sovrappeso più di quanto lo facciano gli uomini pur rientrando nei canoni fisiologici di peso corporeo. Le atlete inoltre tendono a considerare la perdita di peso corporeo come un fattore di miglioramento della prestazione: se un'atleta infatti perde o acquista peso e la performance ne risulta migliorata, egli riceverà una sollecitazione psicologica a perseverare in tale direzione.

Bruch (1981) ha rilevato che i soggettiaffetti da disturbi alimentari considerano i propri comportamenti come determinati da pressioni esterne (per esempio dall'allenatore), piuttosto che dalla loro volontà.

Nutrizione due

Questo è considerato un modo indiretto per compiacere il proprio trainer e per attenere la sua approvazione. Per molti allenatori, infatti, un buon atleta è colui che si sottopone ad allenamenti strenui, senza curarsi dell'insorgenza del dolore e con il solo scopo di raggiungere i risultati prefissati.

Un altro aspetto da considerare è l'età di comparsa del ciclo mestruale. Le atlete che hanno iniziato l'allenamento specifico prima della comparsa del menarca evidenzieranno un rilevante ritardo maturativo rispetto a coloro che hanno iniziato lo stesso allenamento dopo la prima mestruazione.

Per di più, le atlete impegnate negli sport di magrezza presentano un'età di sviluppo più alta rispetto a quelle che competono in sport nei quali la magrezza non è determinante.

Il ritardo del menarca comporta, di conseguenza, implicazioni dal punto di vista antropometrico sia per quanto riguarda la composizione corporea, sia per quanto riguarda le dimensioni e le proporzioni del corpo stesso.

In riferimento alla composizione corporea, la scarsa presenza di estrogeni può comportare bassi valori di densità ossea anche se, in compenso, l'effetto osteogenico di notevoli sollecitazioni meccaniche, può comunque colmare la carenza ormonale. Il ritardo della comparsa delle mestruazioni può inoltre determinare una minor percentuale di grasso anche dopo la comparsa del menarca.

Dunque, conseguentemente ai disturbi alimentari, le agoniste dei leanness sport rischiano lo sbilanciamento elettrolitico, le aritmie e la triade della donna atleta (per carenza di apporto di calcio). Lo scorretto introito alimentare comporta la carenza degli elettroliti necessari al funzionamento corretto di tutti i maggiori apparati del corpo. Da uno squilibrio elettrolitico possono derivare molti problemi, ma i più seri sono le aritmie cardiache e addirittura la morte.