La triade della donna atleta
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La triade della donna atleta

Perturbazioni transitorie del comportamento alimentare possono manifestarsi in alcuni precisi momenti della vita, per esempio quando ci troviamo sotto stress possiamo tendere ad aumentare o diminuire l'introito calorico

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La triade della donna atleta

Per triade della donna atleta si intende la presenza contemporanea di amenorrea, disturbi del comportamento alimentare e osteoporosi.

L'amenorrea (mancanza di mestruazioni per almeno tre mesi consecutivi) è indotta da squilibri ormonali causati soprattutto dall'attività troppo intensa o da un apporto calorico non sufficiente. Spesso è occultata dall'uso di contraccettivi orali oppure dal semplice fatto che non se ne parla anche perché elimina una piccola scomodità. La percentuale di irregolarità nelle danzatrici è del 55%, tra le quali il 30% ha un'amenorrea.

Perturbazioni transitorie del comportamento alimentare possono manifestarsi in alcuni precisi momenti della vita, per esempio: quando ci troviamo sotto stress possiamo tendere ad aumentare o diminuire l'introito calorico. Come è noto, esistono anche delle complicazioni di queste perturbazioni ed evidentemente si trattano di "disturbi atipici" (Eating Disorder not Otherwise Specified) nel corso dei quali le ragazze rifiutano un alimento specifico con la scusa che non è buono o si autoriducono le calorie seguendo una dieta tutta loro. A quella che è chiamata teoria del continuum, vale a dire il proseguimento atipico di una dieta controllata, è collegato il rischio maggiore di cadere in anoressia o bulimia.

Il primo passo per stabilire se una dieta è adeguata all'attività fisica svolta è valutare l'introito calorico totale in rapporto al tipo di allenamento effettuato. La stima grezza delle calorie richieste da una danzatore per un corretto e proficuo allenamento è di 45-50 calorie per chilogrammo di peso corporeo per le donne e di 50-55 per gli uomini.

dieta

Un introito calorico più basso del dovuto comprometterà la forza fisica e la resistenza alla fatica, creerà alterazioni metaboliche anche per lo sviluppo del tono muscolare e condurrà ad un'assunzione inadeguata di micronutrienti danneggiando sensibilmente la qualità della performance e la crescita (per quanto riguarda gli adolescenti). La dieta di un ballerino, in linea generale, dovrebbe essere composta da 50-60% di carboidrati, 20-30% di proteine e 20% di grassi. L'alimentazione è la nostra prima medicina. Mai saltare i pasti perché, al pasto successivo, il corpo cercherà di recuperare dal cibo tutto quello che non gli è stato dato prima, mai alimentarsi con un solo gruppo alimentare e mai abolire del tutto carboidrati e grassi. Tre pasti e due spuntini devono rappresentare la normalità perché non ha senso andare in ipoglicemia come capita quando è da tanto tempo che non si mangia.

Anche se può sembrare atipico è possibile riscontrare l'osteoporosi nelle danzatrici. Se i disturbi articolari possono essere passeggeri, quelli della salute ossea no.

La fragilità ossea è dovuta da un ritardato e rallentato picco di incremento della massa ossea causato da un mal funzionamento ormonale che porta a una pubertà ritardata e quindi a una diminuzione dell'assorbimento del calcio e ad una minor capacità di fissazione del fosfato di calcio nelle ossa. Il picco di aumento della massa ossea si ha intorno ai 20 anni, può proseguire fino ai 25 anni e poi, a partire dai 30 anni, inizia la sua perdita.

Molte ragazze di 15-17 anni possono essere considerate osteoporotiche. La fragilità ossea non è un problema etnico ma solo dovuto ad un cattivo comportamento alimentare. Tra BMI e massa ossea non c'è alcuna correlazione mentre tra età del menarca e massa ossea sì.

Festival

Il dottor Bagutti (Congresso Nazionale Medicina della Danza 2005) accennando al programma medico per accedere al Prix de Lausanne (concorso internazionale annuale per giovani danzatori emergenti) ha spiegato che tutti i candidati ricevono in anticipo una cartella medica da far compilare al proprio medico di famiglia.

I dati presi in considerazione sono: il BMI, la curva di crescita staturoponderale, una tabella di valutazione del comportamento alimentare (sei terrificata di essere in sovrappeso? Cerchi di stare a dieta?) e una valutazione ginecologica (età del menarca, amenorrea, ritardo pubertario se non compar eil seno dopo i 14 anni…).

L'osservazione è stata compiuta, per ora, su 850 ballerini, dei quali 716 femmine. Il loro BMI cambia a seconda dell'età ma in media è 17,5 (valore rilevabile solo nel 10% della popolazione generale, dunque molto infrequente). Le ballerine europeo-caucasiche hanno un BMI maggiore rispetto alle asiatiche che a loro volta lo hanno sovrapponibile alle danzatrici dell'ex-unione sovietica. Comunque, qui non si tratta di un valore genetico bensì del risultato di un'educazione forzata a limitare l'alimentazione.

Botero
Ballerina alla sbarra - Fernando Botero

>Mentre, sempre nello stesso ambito, nel 2000, il BMI tendeva a scendere con l'aumento dell'età (dunque aveva un BMI minore chi era più grande), nel 2005 la tendenza è sembrata invertirsi. Pare che la prevenzione messa in atto dalla selezione al concorso, abbia stimolato una maggior attenzione alla salute.