Terminologia dell'educazione fisica
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Terminologia dell'educazione fisica

Tutte le discipline hanno una propria terminologia, adotatta e riconosciuta dai professionisti e questo vale anche per l'educazione fisica. Un piccolo glossario

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Terminologia dell'educazione fisica

Come in qualsiasi altra disciplina, anche l'educazione fisica presenta una terminologia propria universalmente riconosciuta dagli addetti ai lavori: è importante, dunque, che gli esperti di movimento umano, conoscano quantomeno le basi terminologiche che permettano loro di operare in questo ambito. A questo proposito definiamo i primi termini anatomici.

Mediale e laterale

I termini di mediale e laterale si usano soprattutto quando ci si riferisce a strutture degli arti (superiori ed inferiori), per indicare la loro, rispettivamente, maggiore o minore vicinanza al tronco. Ad esempio, nell'arto superiore, quando il palmo della mano è rivolto in avanti, nell'avambraccio l'ulna è l'osso mediale mentre il radio è l'osso laterale. Questo concetto, però, è sempre relativo, soprattutto se si considera lo scheletro della mano e del piede: ad esempio il dito anulare è disposto medialmente rispetto al dito indice e medio ma lateralmente rispetto al mignolo.

Prossimale e distale

Per indicare, invece, la maggiore o minore vicinanza delle ossa degli arti rispetto alle proprie cinture (pelvica o scapolare) si utilizzano i termini prossimale e distale. Ad esempio, la testa del femore è prossimale mentre l'estremità opposta che si articola con la tibia si può definire epifisi distale. Anche tali termini, però, diventano relativi se riferiti a tutto lo scheletro dell'arto: infatti, potremmo definire l'ulna è distale

Cefalico e caudale

I termini cefalico (o superiore) e caudale (o inferiore) vengono adoperati per indicare se dei segmenti del tronco sono più in alto o più in basso rispetto ad un piano orizzontale tracciato a livello del tronco. Ad esempio, lo sterno si trova in una posizione cefalica rispetto al bacino.

Organo pari / impari

Un organo è definito pari se è presente a coppia, e ciascun componente la coppia è simmetrico all'altro rispetto ad un piano mediano sagittale (ad esempio il femore o i reni). Impari, invece è un organo unico (non in coppia) generalmente situato in posizione mediana (ad esempio lo sterno).

Muscoli sinergici / antagonisti

Riferendoci ai muscoli, se due o più di questi si contraggono ad esprimere concordanza nell'esecuzione del movimento, allora sono definiti muscoli sinergici, se invece nel contrarsi generano un movimento opposto tra loro, si definiscono muscoli antagonisti. Agonista, sarà il muscolo che supera una resistenza, antagonista si definisce il muscolo che si oppone all'agonista.

Muscoli motori / stabilizzatori

Ancora, si distinguono muscoli motori e muscoli stabilizzatori. I primi sono quei muscoli che causano dei movimenti attorno ad un'articolazione, generalmente si tratta di movimenti coordinati nello spazio. Tali muscoli solitamente sono superficiali, necessitano di allenamenti dinamici (contrazioni concentriche ed eccentriche) e sono in grado di sviluppare forza e resistenza. I muscoli stabilizzatori, invece, fissano le articolazioni in determinate posizioni e forniscono una certa stabilità del corpo durante l'esecuzione di un movimento. Si tratta di muscoli solitamente profondi, che necessitano di allenamenti isometrici e che sono in grado di sviluppare forza. Alcuni muscoli si comportano a volte come motori ed altre come stabilizzatori.

Muscoli neutralizzatori / deneutralizzatori

Infine, distinguiamo i muscoli neutralizzatori da quelli deneutralizzatori. I primi sono quelli deputati alla postura, spesso deboli e con scarso tono muscolare, inibiti durante i movimenti e che richiedono esercizi specifici di sensibilizzazione e coordinazione. I muscoli de neutralizzatori sono spesso forti e fibrosi, tendono a portare il corpo ad assumere posture scorrette, sono sempre coinvolti nei movimenti e richiedono esercizi specifici di allungamento.