Anatomia della Formula 1
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Anatomia della Formula 1

Le caratteristiche determinanti in un gran premio di Formula 1, dal tracciato alla vettura.

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Normalmente un pilota deve affrontare problematiche muscolari differenziate che si sommano e si protraggono per i tre giorni del GP e, nella gara, comportano un lavoro continuato per due ore circa, che causa una lenta ma progressiva dispersione di energie.
I diversi tipi di sollecitazioni possono variare a seconda del:

  • Tipo di tracciato: ad esempio la pista di Monza che ha come sua caratteristica i rettilinei, è completamente differente dal circuito cittadino di Montecarlo composto da tantissime curve brevi e a percorrenza lenta
  • Tipo di gara: se il pilota deve sostenere un GP con un pilota avversario da raggiungere o se un'altra vettura si trova dietro e tenta il sorpasso, sarà una gara più dispendiosa rispetto alle condizioni di una gara senza duelli
  • Condizioni meteo: sull'asciutto vista la maggiore velocità di percorrenza delle curve, e quindi dei tempi sul giro, sarà una gara maggiormente difficoltosa dal punto di vista fisico e mentale, rispetto ad un GP svolto in condizioni di asfalto bagnato dove le velocità sono nettamente inferiori
  • Tipo di vettura a disposizione: se il pilota ha una monoposto carica di benzina, avrà un mezzo più pesante e poco maneggevole da guidare, il tutto si ripercuoterà sulle braccia, sul collo e sugli arti inferiori durante le accelerazioni e le decelerazioni e nelle curve ad ampio raggio
  • Caratteristica del GP: se la strategia di gara prevede 3 pit stop, per il rifornimento, la gara sarà composta da mini-GP per poter sfruttare appieno la macchina scarica di benzina. Una strategia di GP che prevede una sola sosta avrà una vettura più lenta e pesante, cercando di ottimizzare la durata delle gomme

Lo sterzoPer girare il volante di una vettura di F1 equipaggiata di servo assistenza (idro-guida) viene richiesto uno sforzo medio di 20 kg (40 kg. senza servo sterzo), che moltiplicato per le sterzate necessarie a completare i 300 km di un Gran Premio, equivale a spostamenti di centinaia di quintali, per le sole braccia nell'ora e mezza della corsa.
Tale impegno, che per una normale automobile varia tra da 1 a due 2 kg, è reso oltremodo più gravoso dalle ristrette dimensioni dell'abitacolo, che impedisce una posizione di guida naturale (a gomiti larghi).
Il pilota non può, quindi aiutarsi con il movimento delle spalle ed è costretto ad utilizzare solamente i muscoli delle braccia e degli avambracci.
Inoltre, l'impegno muscolare, è di tipo isometrico, termine che definisce una situazione in cui il muscolo, pur contraendosi, rimane a lunghezza costante; un chiaro esempio di esercizio isometrico, consiste nel tentativo di spostare con tutte le proprie forze un muro: il muro non si muoverà, come del resto le nostre braccia, portando ad un rapido esaurimento delle nostre energie.