La preparazione atletica per i piloti di Formula 1
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La preparazione atletica per i piloti di Formula 1

Introduzione alle regole e caratteristiche della preparazione atletica in Formula 1.

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A dispetto di tanta notorietà, l'automobilismo è una disciplina che offre di se stessa solo un'immagine parziale, in realtà molto dipende dal fatto che tra spettatore e protagonista manca quel confronto indiretto che è alla base del successo di tanti sport popolari come, ad esempio, negli sport di squadra (calcio, basket; o negli sport individuali come il tennis, lo sci, eccetera).
Infatti, ciascuno di noi, avrà provato almeno una volta a calciare una palla, eseguire un tiro al canestro, dare un colpo con una racchetta da tennis o ad indossare un paio di sci.
Ma chi di noi ha mai avuto l'opportunità di porsi alla guida di una vettura da corsa o meglio ancora di una monoposto in particolare una Formula uno?

La stampa del settore dedica all'aspetto tecnico e meccanico uno sguardo prevalente, facendoci conoscere ogni piccola innovazione tecnica che viene fatta dagli ingegneri su una vettura; purtroppo però si affronta l'aspetto umano sempre con eccessiva superficialità.
Anche all'interno della squadra d'altronde, il mezzo meccanico rappresenta la parte predominante ai fini del risultato e quindi le risorse umane ed economiche sono indirizzate allo sviluppo tecnico ed aerodinamico della sola vettura.
Da queste premesse potrebbe sembrare che il pilota rivesta un ruolo marginale, in realtà sappiamo che avviene esattamente il contrario.

I team si contendono i piloti a suon di miliardi e l'opinione pubblica li osanna, ma sia gli uni che gli altri li apprezzano esclusivamente per quella caratteristica congenita che è il coraggio e che consente loro di violare ripetutamente quella legge che accomuna l'uomo a tutti gli altri esseri viventi e che si chiama "spirito di conservazione".
Il ritenere che piloti si nasce per "grazia ricevuta" fa sì che gli stessi operatori del settore tendano a sottovalutare la possibilità di poter migliorare le prestazioni fisiche.
Ne è riprova il fatto che, in materia di letteratura specifica di un certo livello qualitativo, non esiste niente degno di nota o quantomeno non con valenza scientifica; quindi ogni preparatore atletico deve fare le proprie esperienze ed adattarle poi in termini di allenamento rivolto al pilota.
Nei miei anni di attività professionale in questo sport, ho visto diverse volte piloti giungere stremati alla fine delle competizioni, disidratati, al limite del collasso, quando addirittura non sono stati costretti a ritirarsi per motivi fisici: dall'affaticamento dei muscoli delle braccia e del collo, alla perdita completa della forza e della sensibilità nelle gambe, alla diminuzione della vista, dovuta alle vibrazioni che si trasmettono nella testa del pilota, fino addirittura ad attacchi di nausea e vomito dovuti al sovraffaticamento.
Pertanto pur con tempi e mezzi limitati, ho cercato di migliorare le mie conoscenze e ricerche sulla reale entità dello stress psico-fisico cui è sottoposto un pilota di Formula 1.

Mi occupo da nove anni dell'allenamento e dell'assistenza fisioterapica in pista di Rubens Barrichello e dei componenti delle squadre dove ha militato, Stewart Grand Prix e Scuderia Ferrari.
In precedenza a lui ho lavorato con diversi piloti fra i quali: Herbert, Verstappen, Badoer, Zanardi, Morbidelli, C.Fittipaldi, solo per citarne alcuni dei più conosciuti.