Il dorso: bracciata e respirazione
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Il dorso: bracciata e respirazione

Analisi tecnica della bracciata e della respirazione nell'esecuzione della nuotata 'a dorso'.

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La spiegazione della minore velocità della nuotata a dorso rispetto a quella a delfino o a crawl è che le braccia effettuano a trazione da una posizione molto svantaggiosa.
Più le braccia si trovano oltre la linea parallela al lato del corpo, più debole diventa l'azione dei muscoli. Mediante il rollio l'angolo che si viene a trovare fra il braccio e la spalla diminuisce, rendendo la trazione più efficace. Per quel che concerne il rollio, come nel crawl, questo non deve essere fine a se stesso, né superiore ai 45° per lato. Le spalle e i fianchi dovrebbero oscillare simultaneamente, mentre la testa resta immobile, immersa sino alla linea delle orecchie.

Dopo che la mano ha terminato la trazione, comincia il recupero, partendo dalla posizione della mano che è approssimativamente di 45 cm al di sotto della superficie dell'acqua. Per far ben capire al nuotatore come deve avvenire l'emersione della mano, diremo che il pollice è il primo ad uscire dall'acqua e, poiché il semplice movimento di risalita del braccio può determinare una spinta verso il basso del corpo, lo inviteremo a compensare questo fenomeno imprimendo un movimento discendete alla gambata.
In altri termini la gamba effettuerà la sua fase discendete, mentre la mano sarà in fase ascendente. Il recupero deve essere effettuato verso l'alto ed in avanti, con una linea perfettamente dritta e verticale, tenendo il gomito teso, ma non rigido con tensione muscolare. Quando la mano fuoriesce dall'acqua il palmo deve essere rivolto verso le cosce. La velocità di recupero deve essere il più possibile uguale alla velocità di trazione.
Alcuni nuotatori hanno provato ad accelerare questa fase ottenendo l'unico risultato di una nuotata sconnessa.
Anni fa fu sperimentato l'ingresso delle mani in acqua con un'angolazione lontana dalla linea delle spalle. La logica di questo ragionamento era che, così facendo, si sarebbe attenuata la deviazione del corpo causata dalla prima parte della bracciata. In realtà non si era tenuto conto che il braccio ha bisogno di tempo per immergersi in maniera efficace e per raggiungere una velocità tale da imprimere una forza propulsiva alla bracciata. Questo metodo è stato abbandonato.

La respirazione

Nel dorso il nuotatore ha sempre il volto fuori dall'acqua ed ha quindi la possibilità di meglio gestire la respirazione. Egli dovrà fare attenzione a non respirare troppo profondamente, soprattutto quando comincia ad insorgere la stanchezza. Dovrebbe inoltre controllare che il suo ritmo respiratorio non sia più elevato del ritmo con il quale esegue le bracciate. In allenamento può adoperare un metodo di respirazione inspirando durante il recupero di un braccio ed espirando durante il recupero dell'altro.