La propulsione nel nuoto
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La propulsione nel nuoto

L'applicazione uniforme della propulsione in acqua e le implicazioni della legge quadratica sul nuotatore.

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L'Applicazione uniforme della propulsione; tale principio, definito anche della "continuità di movimento" poiché si basa sulla constatazione che un movimento propulsivo continuo è più efficace di uno ad intermittenza, chiarisce la ragione per cui lo stile libero è il più veloce tra gli stili.
Perché mentre un braccio recupera,l'altro ha già iniziato la sua propulsione.
Anche il delfino, che nella fase propulsiva effettuata con le due braccia riceve una spinta molto forte, più che in ogni altra qualsiasi fase dello stile libero, non potrà mai essere più veloce di quest'ultimo.

Il principio della continuità può essere applicato anche al dorso. Al contrario di ciò che alcuni allenatori hanno sostenuto, il recupero del braccio al di fuori dell'acqua è una fase importante poiché, se eseguito erroneamente, può determinare un aumento della resistenza frontale. Bisogna sempre tener conto infatti che, un recupero a braccio teso comporta, l'oscillazione del corpo sul piano laterale.
Per ovviare a questo inconveniente, nel dorso ad esempio, è molto semplice dato che si può effettuare il recupero al di sopra della testa. Nel delfino, le braccia sono bilanciate. Il problema maggiore sorge nello stile libero. In questo caso cercheremo di limitare il fenomeno recuperando con il gomito alto.

Un altro errore che si commette soprattutto nel dorso è l'istinto di frenare il braccio prima del suo ingresso in acqua, dopo aver impresso una certa forza. Se ciò avviene, la forza d'inerzia accumulata verrà dispersa causando l'abbassamento della testa nell'acqua. Questo moto "oscillatorio" è altamente improduttivo.

La legge quadratica

La legge quadratica ci insegna che al raddoppiare della velocità, la resistenza che incontriamo quadruplica. Se quindi in acqua acceleriamo di molto il recupero di un braccio, avremo come diretta conseguenza un eccessivo aumento della resistenza opposta dall'acqua. Per ovviare questo inconveniente bisognerebbe cercare di far coincidere il ritmo del recupero con quello della bracciata propulsiva. Altro elemento da tenere in considerazione è che al raddoppiare della velocità della bracciata, quadruplica la velocità del nuotatore, ma il suo consumo energetico aumenta di otto volte. È da tenere presente tutto ciò soprattutto nelle gare sulle medie e lunghe distanze che possono determinare un rapido deficit energetico nel nuotatore.

Il galleggiamento è un altro dei fattori determinanti nella buona riuscita della nuotata poiché, un corpo leggero e con un buon galleggiamento, incontrerà una resistenza minore in acqua. È tuttavia da tener presente che, un corpo più pesante, è probabilmente dotato di una quantità di muscoli maggiore che determina un aumento della potenza.