Rana: problemi articolari e la bracciata
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Rana: problemi articolari e la bracciata

I problemi alle ginocchia causati dalla nuotata a rana, la corretta dinamica della bracciata.

Autore:
Ultimo aggiornamento:

Un aspetto importante della battuta di gambe nella nuotata a rana è l'accelerazione progressiva della velocità del movimento dei piedi verso la fine della battuta, che dovrebbe cominciare con un movimento risoluto ma non veloce che consenta al nuotatore di sentire la pressione dell'acqua sulla pianta del piede. Se il nuotatore accelera eccessivamente durante il primo tratto della battuta, verrà trascinato dalla corrente nell'ultimo quarto.

Particolare importanza assume poi la flessibilità plantare del piede, vale a dire la possibilità di portare la punta verso le ginocchia, la sua importanza inizia quando i piedi cominciano a divaricarsi e mentre inizia la spinta indietro le caviglie dovrebbero aver raggiunto la massima flessione. Questa flessione deve essere mantenuta fino quasi alla fine della battuta.

Dolori alle ginocchia

Molti ranisti avvertono forti dolori alle ginocchia che spesso gli inducono a cambiare specialità. Questo dolore può essere dovuto a una lesione muscolo-tendinea o dei legamenti. Il modo migliore per evitare questo tipo di traumi consiste nello sciogliere le gambe con esercizi appropriati prima di andare in acqua; effettuando il colpo di gambe con sforzo moderato sino a quando le gambe non siano riscaldate; eliminando una estensione anticipata delle ginocchia durante la spinta indietro dei piedi.

La bracciata

La trazione nella rana inizia con una presa profonda da quindici a venti centimetri sotto la superficie dell'acqua. Durante l'estensione le braccia devono essere tenute vicine con i gomiti distesi e le palme rivolte diagonalmente, pronte per effettuare la trazione. Appena il nuotatore avverte l'esaurirsi della spinta propulsiva delle gambe, inizia ad allargare le braccia senza impiegare un eccessivo sforzo muscolare. Quando sono a circa trenta cm l'una dall'altra il gomito comincia a flettersi come nel crawl.

Anche il ranista ha bisogno di effettuare la trazione a gomito alto. I gomiti non devono tuttavia essere più alti della spalle, ma più alti delle mani. Quando la trazione è terminata, e prima che inizi il recupero, il nuotatore è tentato ad interrompere l'azione delle braccia, questo atteggiamento deve essere fortemente scoraggiato.