Capacità alattacida
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Capacità alattacida

Capacità alattacida, caratteristiche proprie e proposte per il suo allenamento.

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Si definisce come capacità alattacida, la "quantità" di energia prodotta dal meccanismo energetico, allenata al fine di migliorare questa quantità e quindi la capacità di mantenere uno sforzo massimale il più a lungo possibile.

Come é noto, le contrazioni massimali e rapide, dipendono nel tempo dalla quantità di fosfati energetici (ATP e CP) presenti nei muscoli, che normalmente sono presenti in percentuali maggiori nei muscoli dei velocisti. Se pur in maniera individuale, é possibile migliorare le riserve di fosfati energetici e quindi, nell'applicazione dell'allenamento del velocista, prolungare il tempo di mantenimento della massima velocità. Ecco perché in atletica, l'allenamento della capacità alattacida viene comunemente detto "resistenza alla velocità".

L'allenamento della resistenza alla velocità, viene solitamente effettuato con ripetizioni, raggruppate in serie, di distanze medio-brevi, generalmente 60m e 80m, spesso anche combinate, da eseguire ad alta intensità, 90-95% con recuperi molto brevi tra le ripetizioni, e leggermente più ampi tra le serie. Ad esempio:

3/4 x 4/5 volte x 60m recupero 2' e 5' tra gruppi di serie
Oppure3/4 x 4/5 volte x 80m recupero 3' e 5/6' tra gruppi di serie
Oppure2 x 4/5 volte x 60m recupero 2' e 5' tra gruppi di serie
+2 x 3/4 volte x 80m recupero 3' e 5/6' tra gruppi di serie

Si tratta di lavori altamente impegnativi dal punto di vista nervoso, poiché il sistema nervoso (nonché quello ormonale) viene sottoposto ad uno sforzo molto intenso con molte ripetizioni di distanze percorse ad una velocità quasi massimale con scarsi tempi di recupero; tuttavia vi é un accumulo lattacido ridotto, per via della brevità delle suddette distanze.
Ecco perchè l'atleta che sia stato sottoposto ad un allenamento di questo tipo, sarà al termine dello stesso spossato a causa dell'esaurimento dei fosfati e l'affaticamento del sistema nervoso ma senza i classici dolori muscolari che si avvertono al termine e anche dopo una seduta di allenamento di capacità o potenza lattacida, in cui grosse quantità di acido lattico vengono prodotte per l'utilizzo del meccanismo anaerobico lattacido stesso.
L'atleta altresì, anche a distanza di 24 h potrà avere la sensazione di sentirsi "svuotato".
Un'ulteriore possibilità consiste nell' effettuare lavori "misti", che sollecitano sia il meccanismo alattacido che quello lattacido, con lavori "a salire" o "piramidali", cioè partendo da distanze e recuperi molto brevi salendo via via a distanze e recuperi più alti, ma con intensità di esecuzione sempre elevata.

Esempio:2 x 40m recupero 1'30" e 2'30" tra le serie
+
2 x 60m recupero 2' e 3' tra le serie
+
2 x 80m recupero 3' e 4/5' tra le serie
+
1 x 100m recupero 5' - 1 x 150m recupero 6/8'
+
1 x 200m

Tali tipologie di lavori vengono prevalentemente effettuate dopo i mesocicli iniziali generali, e via via incrementati verso il mesociclo preagonistico. Poco presenti o nulli, se non in quantità ridotte, in prossimità della gara, per via dell'elevato stress neuro muscolare.