Introduzione alle discipline di velocità
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Introduzione alle discipline di velocità

Introduzione dell'autore al lavoro e alle discipline di velocità nell'atletica leggera.

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Nel fantastico teatro delle gare sportive, antiche o moderne, dagli antichi Greci a oggi, pochi momenti eguagliano quel misto di attesa, emozione, tensione, silenzio, intensità, che precede lo sparo dello starter in una gara di velocità.

Atleti acquattati come fiere, i muscoli tesi, il silenzio in cui piomba lo stadio ed in cui sembra di poter udire il solo battito del cuore di quegli uomini al massimo della tensione e della concentrazione, che aspettano un solo, secco suono, per poter urlare la loro furia, la loro forza, il loro vigore agonistico.

"Io sono il più forte" sembra urlare ogni atleta all'uscita dai blocchi, ed il pubblico urla con lui, balzando in piedi, incuriosito ed eccitato.
La massima espressione della forza, della potenza, della rapidità, della reattività, sono concentrate in quei secondi che seguono lo sparo del "via".
Ma dietro il fascino, la spettacolarità, vi sono mesi ed anni di duro lavoro, perché contrariamente a quanto alcuni affermano, non vi é solo istinto, non vi é solo talento (seppur imprescindibili per un campione) nel velocista. Le pur grandi doti naturali devono essere sorrette da una mente forte, capace di apprendere e di concentrarsi; da una tecnica quanto più possibile vicina al modello ideale ma nel rispetto delle caratteristiche biotipologiche proprie di ogni atleta; dall'allenamento che migliora e affina tutte le suddette caratteristiche.

Anni di lavoro espressi in pochi secondi, il succo concentrato di tutte le capacità di un atleta.
I miei arti erano rigidi. Il mio cuore era un orologio
a molla che pulsava lentamente invece di ticchettare.
I miei polmoni spugne di metallo....Solo questo sentivo,
nient'altro...Non avvertivo nulla di esterno a me, non sentivo nulla che toccasse il mio corpo.
Robert Bloch, Una questione di identità

La tensione era al massimo. Spaventosa.H.P. Lovecraft, Nyarlathotep