Tecnica di appoggio ed uscita dai blocchi
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Tecnica di appoggio ed uscita dai blocchi

Tecnica di appoggio ed uscita dai blocchi di partenza nelle competizioni di atletica leggera.

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Per quanto possa sembrare semplice, in confronto a specialità che richiedono grandi qualità acrobatiche come il salto con l'asta, la partenza dai blocchi é un gesto tecnico molto difficile da eseguire in maniera corretta e soprattutto efficace.
La partenza dai blocchi rappresenta il passaggio dalla posizione raccolta a quella eretta, ed é anche il momento in cui l'atleta passa da velocità zero, vincendo l'inerzia, fino poi alla massima velocità.

Il velocista deve non solo uscire dai blocchi il più rapidamente possibile (tempo di reazione) ma anche accelerare correttamente per sviluppare la massima velocità.

Per quanto riguarda la sistemazione dei blocchi, non esistono distanze standard, in quanto la distanza dei poggiapiedi dalla linea di partenza dipende in gran parte dalle misure antropometriche. Il piede della gamba più forte va nel poggiapiedi anteriore, più o meno ad una distanza tale che il ginocchio sfiori il piano passante per le braccia distese e in appoggio al suolo. Il poggiapiedi posteriore invece viene posto più indietro ad una distanza tale che il ginocchio poggiato a terra superi di circa 20 cm il piede dell'arto opposto.

Una tecnica, molto rudimentale, di sistemazione dei blocchi, é quella classica che si insegna ai ragazzi che si avvicinano alle gare per la prima volta: due piedi dalla linea di partenza per il piede anteriore e tre per quello posteriore.
In ogni caso il poggiapiedi avrà una inclinazione minore (circa 55°) per l'anteriore e maggiore per il posteriore (circa 70°). L'importante é comunque che al "pronti", quando l'atleta si solleva, i suoi muscoli siano al massimo della tensione (contrazione isometrica). Al sollevamento dato dalla distensione degli arti inferiori e quindi l'innalzamento del bacino, i piedi dovranno esser ben saldi sui poggiapiedi ed il tecnico potrà facilmente verificarlo dando un colpetto laterale ai piedi per constatare che non oscillino troppo dal blocco.
Le spalle si porteranno leggermente più avanti della linea di partenza, ma resteranno più basse del bacino se esso si é innalzato correttamente. Quest'ultimo dovrà innalzarsi ma non troppo (l'angolo tra gamba e coscia non deve essere completamente aperto ma circa 90-100° per l'arto anteriore). La testa generalmente é perpendicolare al terreno, con lo sguardo proiettato leggermente avanti.
Allo sparo dello starter si avrà una breve reazione elastica del piede posteriore ma soprattutto l'esplosione della forza propulsiva dell'arto anteriore che si estende; l'arto di spinta dovrà infatti distendersi completamente per ultimare la spinta e si disporrà in linea con il busto.
Una volta usciti dai blocchi avremo le grandi spinte del velocista, che per vincere l'inerzia cercherà di spingere il più possibile. Il tempo di appoggio del primo passo é il più lungo e va via via diminuendo col progredire dell'azione. Le ginocchia saranno alte il più possibile, il busto inclinato in avanti quasi parallelo al terreno, in linea con l'arto disteso dietro, tale da disegnare una freccia umana proiettata in avanti.