Wellness: la cultura del vivere bene
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Wellness: la cultura del vivere bene

E' la ricerca del benessere psicofisico basato sull'equilibrio corpo-mente-spirito.Esiste un equilibrio particolare del bambino, del giovane, dell'adulto, dell'anziano, dell'uomo e della donna.

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Wellness: la cultura del vivere bene

Il Wellness (4), come definito dalla Wellness Foundation, è uno stile di vita basato sul "regolare esercizio fisico, una dieta equilibrata, e un approccio mentale positivo". E' quindi la ricerca del benessere psicofisico basato sull'equilibrio corpo-mente-spirito.

Wellness vuol dire "star bene con se stessi e con gli altri". Questo stato fisico e mentale implica una conoscenza, un processo educativo necessario per acquisire la consapevolezza di cosa sia il "bene" per ciascun individuo e di come il "bene" personale di un soggetto possa felicemente incontrare e integrarsi con quello degli altri soggetti. Il wellness degli antichi, così come quello dei moderni, è basato sull'equilibrio corpo-mente, e qui il movimento, l'attività fisica, gioca un ruolo fondamentale.

L'uomo è nato per muoversi. La scienza medica ci ricorda che il corpo umano è una macchina pensata e progettata per compiere diecimila passi al giorno. Nella società contemporanea la trappola della sedentarietà e le false comodità che inseguiamo quotidianamente ci portano a compiere meno della metà. E questo mette a repentaglio il funzionamento stesso e la longevità della macchina umana.

La vita, per essere vissuta pienamente, esige movimento, dinamismo, ottimismo e anche una buona dose di fiducia in se stessi e negli altri. Lo scrittore cileno Luis Sepùlveda (5) ha sostenuto più volte che il movimento del corpo (lo spostamento, i viaggi) e della mente (la creatività, i sogni) sono fondamentali per l'esistenza. Chi non si muove muore.

Le società moderne sono malate di sedentarietà, di conformismo, di pigrizia mentale. C'è bisogno di riscoprire un nuovo dinamismo con particolare riferimento alla società italiana, che appare come assopita.

Wellness, tra passato e presente.

Vive bene colui che riesce a trovare nei diversi tempi della vita il giusto equilibrio fra benessere fisico e saggezza morale e intellettuale. Vive male sia l'individuo che coltiva soltanto la bellezza e la forza del corpo, sia chi concentra tutto su se stesso nella vita intellettuale e morale e considera il corpo un ostacolo o un accessorio minore. Esiste un equilibrio particolare del bambino, del giovane, dell'adulto, dell'anziano, dell'uomo e della donna.

E' un equilibrio da riscoprire continuamente, e chi sa trovarlo vive più felice di chi non lo trova: Narciso, rivolto solo alla sua bellezza esteriore, è infelice.

Nell'antichità il ginnasio era una palestra dove si esercitavano il corpo e la mente, li si faceva crescere in armonia, educandoli al loro sviluppo naturale. Il corpo degli antichi, plasmato dall'esercizio regolare, non è quello statico e statuario prodotto dal moderno body-building.

Ad Atene e a Roma, i luoghi in cui si plasmava il corpo con la ginnastica erano circondati da portici sotto i quali esperti maestri tenevano lezioni di letteratura e filosofia. Educazione fisica e spirituale nel mondo antico andavano insieme. (6)

L'equilibrio fra un corpo e una mente che, mediante l'esercizio, raggiungono una forma eccellente è, per i Greci, l'unico modo naturale del vivere felici, stando bene innanzitutto con se stessi: ciascuno secondo la propria misura.

Non solo i giovani, ma uomini di ogni età frequentano, nel mondo antico, i ginnasi e le palestre. Star bene non è un privilegio della giovinezza o di un periodo particolarmente propizio dell'esistenza, ma possibilità di un intera vita: secondo la giusta misura che ogni fase della vita concede e la dose di esercizio che a ciascuno spetta.

La ginnastica, non la medicina, realizza nella cultura greca la massima virtù. La medicina interviene per lo più sul corpo malato per guarirlo, liberarlo dai disordini e dai mali.

Nel Medioevo esistevano scuole dedicate allo studio della salute e del benessere fisico come quella di Salerno. Salute fisica e mentale erano viste come tutt'uno e più che alla cura si guardava alla prevenzione delle malattie, suggerendo una dieta sana e leggera e una quotidiana gestione disciplinata e ragionevole del corpo. Interessante è l'attenzione alla vita fisica presente nelle regole monastiche di derivazione benedettina: si rifuggiva, ad esempio, dai digiuni, invitando a consumare cibo in quantità moderata e disciplinata, e a combattere con vigore e attività la melanconia, lo stato dell'anima ritenuto responsabile anche di molti mali fisici. Corpo e anima venivano considerati come un tutto uno globale. (7)

Nel Rinascimento l'ideale dello sviluppo integrale ed equilibrato dell'individuo conosce il trionfo, quando si afferma con forza l'idea che vivere umanamente la vita , che è dono di Dio, vuol dire aver cura del corpo e dell'anima. Il progetto pedagogico rinascimentale esalta l'uomo completo, non più solo spirito ma come mente e corpo.

La cultura islamica classica perseguì un equilibrio tra spirito e materia, tra interiorità ed esteriorità. Sebbene nient'affatto contraria a soddisfare le passioni corporali, la civiltà islamica classica tentò di integrarle e di elevarle facendo riferimento alla visione di Dio o alla perfezione dell'intelletto. In età contemporanea le circostanze e le condizioni storiche hanno fatto perdere questo equilibrio.

L'occidentalizzazione dei costumi è stata vissuta sia positivamente sia negativamente, resta aperta la ricerca di un nuovo umanesimo, incentrato sull'uomo in quanto libero creatore di un mondo di amore e di speranza.

Nella cultura indiana, invece, la ginnastica è molto valorizzata, si colloca sullo sfondo della ben nota credenza nel ciclo delle rinascite, per cui l'essere umano attraversa moltissime vite successive, dipendenti ciascuna dagli atti compiuti nelle precedenti. Privilegia una concezione globale che include tutte le componenti dell'essere umano e ne prevede l'integrazione: fisico, emozioni e sentimenti, intelletto, interiorità, o spirito se si preferisce. Queste componenti devono essere sviluppate tutte, senza squilibri e opportunamente coordinate fra loro.

La nozione di "individuo sano" prevede infatti che il benessere (wellness) sia la conseguenza di uno stile di vita appropriato, di un insieme di attività ben distribuite e compiute in un ambiente adeguato. Essenziali sono, il regime di vita, la dieta e la farmacopea, basata principalmente su sostanze vegetali e in minor misura, minerali.

Negli Stati Uniti, di fronte al vero e proprio degrado fisico, morale e civile che colpisce settori sempre più ampi della società, si sta diffondendo la consapevolezza che è necessario porre al centro dei programmi educativi e delle politiche sociali il concetto di Human flourishing (8), cioè fiorire e realizzarsi come essere umano, nel corpo e nella vita morale e intellettuale.

La nozione di fioritura umana è collegata con il tema della virtù: l'autocontrollo che permette il compimento di un progetto di vita autonomamente scelto attraverso il prevalere dei desideri critici (la scelta di seguire una dieta sana) sui desideri primari (l'improvviso appettito per un hamburger) e la capacità di ascolto, che permette una fioritura delle nostre relazioni umane e sociali.

Il corpo è diventato una risorsa simbolica a disposizione dei singoli individui: dall'avere un corpo si passa a fare un corpo. Lo stesso individuo, possidente del piccolo dominio di se stesso, è chiamato a giocare due ruoli contemporaneamente: egli è al tempo stesso l'allenatore e il gestore del proprio corpo, l'inventore e l'invenzione, il ramage della propria immagine e l'esito del proprio investimento.

Vivere bene nelle nostre società è soprattutto un problema di cultura e non di possesso di beni. Si potrebbe avere infatti un discreto grado di benessere anche in presenza di redditi relativamente bassi, se poniamo al possesso di gioielli e di automobili di lusso si preferisce un'auto di piccola cilindrata e magari più soldi da destinare alla visita di musei o all'acquisto di libri. Così come si potrebbe avere un pessimo grado di benessere anche con redditi elevati, se, per esempio l'unica capacità che ci soddisfa è quella di comprare e consumare. Per stare bene, insomma, il semplice accesso al mercato non basta. Ci vuole anche qualcos'altro: ci vuole cultura; ci vuole un ambiente sociale e naturale soddisfacente; ci vogliono possibilità e capacità di auotodeterminazione.

Il wellness ha prima di tutto una dimensione individuale, ma esso acquista una dimensione sociale e collettiva nel momento in cui una società riesce a isolare, ridurre e neutralizzare i fattori esogeni che congiurano contro la diffusione del benessere, quali, per esempio l'inquinamento, il traffico congestionato, il degrado urbano, lo stress e la frenesia della vita moderna, la scarsa informazione circa i benefici dell'esercizio fisico come prevenzione e cura di determinate patologie, solo per citare alcuni temi. E' questo il concetto di wellness society (9).

Il wellness society è un modello di società che tende a privilegiare il benessere e la qualità della vita del singolo e della collettività, incentivando o premiando le scelte individuali che producono benessere anche per la collettività. Ciascun individuo è e rimane il miglior giudice dei propri interessi ….e del proprio wellness.

La modificazione degli stili di vita e la progressiva diffusione del benessere comportano una sostanziale diminuzione del livello di attività fisica nella popolazione degli Stati economicamente più progrediti. Ciò si traduce in un aumento di malattie cardiovascolari, metaboliche, osteoarticolari e neoplastiche il cui legame con sedentarietà e alimentazione errata è stato ampiamente dimostrato nelle ultimi due decadi. Attraverso numerosi studi epidemiologici e trial clinici si è progressivamente evidenziato il ruolo dell'attività fisica nel prevenire l'insorgenza di numerose patologie e si sta affermando il concetto di utilizzare l'esercizio fisico, prescritto con precisione per quanto riguarda intensità e quantità, come un vero e proprio farmaco per curare le affezioni in oggetto qualora si siano manifestate. Eppure, di fronte a questa evidenza , le popolazioni continuano ad ingrassare e diabete ed altre alterazioni come quelle dell'apparato cardiovascolare, continuano a dilagare. Probabilmente l'aiuto per il futuro deve arrivare dalla psicologia e dalla pedagogia, per cercare di rimuover gli ostacoli socioculturali all'adozione degli stili di vita sani. Insegnare a vivere bene a dare a tutti –bambini, giovani, adulti e anziani– la possibilità di vivere bene è diventata una necessità improrogabile per le nostre società. Il problema del sovrappeso e dell'obesità, delle malattie cardiovascolari, neoplastiche, metaboliche e osteoarticolare, è diventato drammatico.

Gli studi hanno documentato che queste gravi malattie sono legate alla sedentarietà e alla cattiva alimentazione.

E' quindi evidente che non basta gridare al pericolo perché la gente corra ai ripari: è ormai chiaro che uno stile di vita attivo deve scaturire da un'azione coordinata dove medici, psicologi, nutrizionisti, urbanisti, architetti, sociologi si ritrovino a collaborare per costruire una cultura del movimento.

E' opportuno fare un po' di chiarezza sui termini usati per definire il movimento, poiché spesso si assiste a conferenze o si leggono documenti in cui "attività fisica", "esercizio", "sport" vengono usati con disinvoltura, quasi fossero sinonimi. Secondo l'organo scientifico dell'American College of Sport Medicine (10) per

  • Attività fisica: si intende qualsiasi forma di movimento del corpo prodotto dalla contrazione muscolare che aumenti il dispendio calorico;
  • Esercizio fisico si intende una sottocategoria dell'attività fisica quantificata per volume, intensità e frequenza in cui i movimenti sono strutturati in maniera ripetitiva per migliorare o per mantenere uno o più componenti della forma fisica;
  • Sport si intende una sottocategoria dell'esercizio fisico regolamentata e finalizzata alla competizione.

Vi sono difficoltà nel valutare la relazione dose di movimento-risposta dell'organismo, a causa di molteplici fattori:assenza di studi specifici, fattori incontrollabili per esempio genetici, mancanza di metodi sufficientemente sensibili e accurati per determinare la dose di attività fisica.

Molto lavoro si sta facendo per utilizzare l'esercizio fisico quantificato per modalità, intensità e quantità nell'ambito della prevenzione secondaria, e cioè quella che si occupa di evitare il peggioramento di una patologia già conclamata o di ridurre il rischio di complicanze.

L'attività fisica è fondamentale per mantenere la popolazione sana, prevenendo l'insorgenza di patologie, mentre l'esercizio fisico è finalizzato al miglioramento della performance fisica sia nel soggetto sano, sia in quello in cui la patologia ha provocato una diminuzione della capacità funzionale. Incentivare la pratica della attività fisica significa infatti rendere possibile la mobilità a piedi o in bicicletta, aumentare le aree verdi, migliorare la qualità e l'accessibilità dei servizi. La grande spinta data dall'espansione del fenomeno del fitness ha fornito un notevole contributo alla diffusione della cultura dell'esercizio con finalità non agonistiche. Le offerte dei centri fitness attraggono tuttavia un segmento che è, salvo eccezioni, già in buona salute e concentrato nella fascia di età fra i 30 e 50 anni. Per contro, la struttura delle città e degli ordinamenti scolastici stanno privando le popolazioni in età scolare di un importante quantità di moto. Le strutture in cui l'esercizio fisico è utilizzato per patologie metaboliche, cardiovascolari ed osteoarticolari sono ancora pionieristiche e insufficienti. Il potenziamento di questo tipo di servizi passa per forza attraverso la maggior diffusione della cultura della prevenzione nella classe medica e tra kinesiologi e attraverso il coinvolgimento degli psicologi. Il ruolo della psicologia è in effetti centrale quando si parla di modificazione degli stili di vita dannosi come la sedentarietà, il fumo e l'alimentazione. Tutta la tecnologia e il benessere prodotti stanno causando un'alterazione così profonda del modo di vivere che l'uomo si sta ammalando di nuove patologie: quelle legate al benessere.

  • 4N. Alessandri, Presentazione in Wellness storia e cultura del vivere bene, Clen (TN), Sperling&Kupfer, 2007
  • 5N. Alessandri – Presentazione in Wellness storia e cultura del vivere bene, Clen (TN), Sperling&Kupfer, 2007
  • 6Maria Michela Sassi, Cura del corpo e cura dell'anima nel pensiero antico in Wellness storia e cultura del vivere bene, Clen (TN), Sperling&Kupfer, 2007
  • 7Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Il Benessere nel Medioevo: salute fisica e mentale contro la melanconia in Wellness storia e cultura del vivere bene, Clen (TN), Sperling&Kupfer, 2007
  • 8Maurizio Viroli- Introduzione – Wellness storia e cultura del vivere bene bene, Clen (TN), Sperling&Kupfer, 2007
  • 9Cfr. N. Alessandri, Presentazione in Wellness storia e cultura del vivere bene, Clen (TN), Sperling&Kupfer, 2007
  • 1010Cfr. M. Massarini, Il rapporto tra movimento e vivere bene in Wellness storia e cultura del vivere bene, Clen (TN), Sperling&Kupfer, 2007