Bastonici nello Skyrunning: utili o ingombro?
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Bastonici nello Skyrunning: utili o ingombro?

Bastonici nello Skyrunning: utili o ingombro?

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Questo è l'argomento più delicato nella trattazione dei materiali utili per uno skyrunner, e richiederebbe una trattazione a se stante; qui verrà fatto solo un accenno sul loro utilizzo. Nei primi anni in cui si stava diffondendo lo Skyrunning non era raro vedere al via molti atleti con i bastoncini, indipendentemente dal fatto che il tracciato prevedesse un'unica salita oppure più saliscendi. Negli ultimi anni, soprattutto a livello internazionale, gli amanti dei bastoncini sono sensibilmente diminuiti. È raro vedere i top runners utilizzare regolarmente questi attrezzi.

Prima di tutto bisogna specificare che l'uso dei bastoncini può essere vantaggioso solo su tratti veramente ripidi, dove non c'è la possibilità di correre e dove il fondo permette di conficcarli nel terreno in maniera salda. Su sentieri particolarmente tecnici, dove è utile avere le mani libere per aggrapparsi alle corde fisse o per impugnare un appiglio sulla roccia, questi attrezzi non sono un valido aiuto per l'atleta e, anzi, possono a volte comprometterne la sicurezza, tant'è che in alcune gare sono vietati.
In linea generale possiamo dire che i bastoncini possono essere vantaggiosi se usati in gare quali il km verticale nel quale, a causa delle pendenze accentuate è, in molti tratti, impossibile procedere di corsa, oppure in certi punti nelle gare Skyrace o Skymarathon. In alcuni casi, l'organizzazione permette allo skyrunner l'utilizzo dei bastoncini nei tratti più ripidi, occupandosi di fornirli all'atleta all'inizio del tratto e di ritirarli alla sua conclusione.
I vantaggi derivanti dall'uso dei bastoncini possono essere diversi, e sono significativi solo se l'atleta è abituato ad usarli e rivolge una parte dell'allenamento al loro utilizzo. Alcuni motivi per cui vale la pena adoperarli sono:

  • migliorano l'equilibrio di marcia, evitando oscillazioni del corpo e risparmiando così il lavoro a molti muscoli stabilizzatori;
  • aiutano le gambe in fase di spinta smussando i picchi di sforzo richiesti ai muscoli degli arti inferiori: questo permette un risparmio in termini di fatica muscolare. Studi americani hanno sottolineato come la spesa energetica tra la camminata con i bastoni o senza in salita non vari di molto. Da questo è facile intuire che l'energia utilizzata per la spinta degli arti superiori sarà energia che viene risparmiata a livello di arti inferiori

Ovviamente, questi vantaggi si presentano solo nei casi in cui l'atleta sia dotato di una corretta tecnica nel coordinare la spinta delle braccia con quella delle gambe. Inoltre, la convenienza nell'utilizzo dei bastoncini dipende dalla velocità con cui si procede nel movimento; infatti, ci sarà una velocità limite per la quale l'utilizzo dei bastoncini non porterà nessun vantaggio.
Si pensi ad esempio ad un forte pattinatore che raggiunge i 50 km/h; se gli venissero dati i bastoncini non aumenterebbe di certo la sua velocità che, anzi, subirebbe un calo poiché gli sarebbero solo d'intralcio. Se invece questo pattinatore sta scivolando sul ghiaccio a 10 km/h la combinazione tra la spinta delle braccia e quella delle gambe lo farebbe andare più veloce. Questo esempio serve per evidenziare che c'è una certa velocità alla quale l'atleta non otterrà più un vantaggio dall'uso dei bastoncini. Stesso discorso vale per il runner. Indicativamente il passaggio tra la camminata e la corsa avviene ad una velocità di 6 – 8 km/h. A questa velocità l'uso efficace dei bastoncini è proibitivo. Se invece la velocità è inferiore il soggetto può trarne un vantaggio, più o meno grande, dal loro utilizzo. In gare quali il km verticale si percorrono circa 3 km in 35 minuti (cioè una velocità di 5,1 km/h) ed è quindi ben comprensibile che a questa andatura l'uso dei bastoncini può avere effetti positivi sulla prestazione.

Contrariamente, in tratti pianeggianti, e ancor meno in tratti di discesa il loro utilizzo non è conveniente poiché sono un ingombro. Molti praticanti (non di alto livello) utilizzano i bastoni in quanto ritengono che il loro uso in discesa permetta di scaricare il peso dalle ginocchia e dal rachide. In realtà questo alleggerimento è solo marginale e può essere registrato solo se il soggetto cammina ma non se questo corre durante la discesa.

Come sempre, oltre ai vantaggi si contrappongono degli svantaggi nell'uso dei bastoncini, tanto in salita quanto in discesa.
Per quel che riguarda le seconda opzione abbiamo già visto quanto questi attrezzi possano essere d'ingombro e, a volte, contribuire ad aggravare le conseguenze di una caduta (si pensi ad esempio a un soggetto che cade e non riesce a proteggersi appoggiando le mani perché le ha occupate). Bisogna anche sottolineare che chi non si allena con i bastoni non deve gareggiare con essi, poichè in questo caso la muscolatura della parte superiore del corpo non è allenata a tale lavoro.
Gli svantaggi che si possono presentare durante la salita sono principalmente di carattere tecnico; infatti, avere una coordinazione adatta non è cosa facile soprattutto per chi non pratica nel periodo invernale sci di fondo o sci alpinismo. Inoltre, il soggetto non abituato ad usarli non ha il "colpo d'occhio" per vedere dove puntarli e quindi avere una tenuta ottimale. Infine non è da sottovalutare il fatto che in salita possono danneggiare l'avversario nel caso in cui durante la spinta indietro si venga a contatto con il soggetto che ci segue; questo può accadere su terreni dove non è possibile conficcarli in maniera salda.