I tipi di fibre muscolari
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I tipi di fibre muscolari

I tipi di fibre muscolari

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Un atleta che punta a competere in gare di lunga distanza quali maratone, Skyrace o Skymarathon deve svolgere degli allenamenti che siano indirizzati al miglioramento dei fattori limitanti la prestazione di resistenza.

Gli obiettivi che deve perseguire un soggetto con tali ambizioni si orienteranno verso:

  • l'adattamento delle strutture muscolari e articolari che dovranno sostenere il carico conseguente ai continui impatti derivanti dall'azione di corsa (soprattutto durante le discese)
  • il miglioramento della capacità di correre a lungo senza andare incontro a cali di ritmo (quindi migliorare la capacità e la potenza aerobica)
  • il miglioramento dell'impiego di acidi grassi come fonte energetica, cioè di quella che è definita potenza lipidica
  • l'adattamento psico – fisico a sostenere sforzi di lunga durata e a superare le possibili crisi

Il raggiungimento di questi obiettivi generali provoca un miglioramento della performance. La prestazione sportiva è

"il modo in cui viene espletata l'attività in termini di rendimento nelle competizioni atletiche e nel lavoro produttivo; nell'attività sportiva il livello della prestazione è determinato in parte dalle caratteristiche fisiche, come la struttura corporea, […] e in parte dall'allenamento, attraverso cui si possono indurre adattamenti specifici nell'organismo dell'atleta al fine di sviluppare al massimo le sue potenzialità"

Il termine adattamento si riferisce alla "capacità dell'organismo di adeguarsi a nuove situazioni attraverso risposte, dette adattative, che hanno lo scopo di conformarlo alla nuova situazione". Basti pensare a una persona che inizia a correre dopo anni di inattività: le prime uscite saranno di pochi minuti, alternando tratti di corsa a tratti di camminata o di recupero; successivamente, lo stimolo (l'allenamento) provocherà dei cambiamenti che permetteranno al soggetto di correre più a lungo e più velocemente o, comunque, alla stessa velocità con minor fatica. "I processi di adattamento sono sempre la conseguenza dell'applicazione di uno stimolo, che agisce come induttore della risposta. Possiamo in prima analisi distinguere due stadi di adattamento: in una prima fase lo stimolo provoca una risposta adattativa funzionale, che non comporta modificazioni strutturali delle cellule ed è rapidamente reversibile. In un secondo tempo, con la continuità di applicazione dello stimolo, questi cambiamenti diventano strutturali, cioè vi è una variazione della quantità o della qualità delle cellule che vengono stimolate".

I requisiti per raggiungere l'adattamento sono:

  • specificità dello stimolo: cioè allenarsi utilizzando mezzi di allenamento il più simili possibile a quelli usati in gara
  • ripetitività della somministrazione dello stimolo: solo se l'allenamento viene ripetuto nel tempo dà il segnale all'organismo di adattarsi a quel tipo di sforzo
  • grandezza adeguata del carico: al di sotto di una certa soglia, lo stimolo, anche se specifico, non è efficace
  • principio del sovraccarico: legato al precedente, se un carico allenante non è adeguato non provoca cambiamenti, inoltre si ricollega a questo principio la supercompensazione. Solo dopo aver recuperato in maniera completa gli stress ai quali è stato sottoposto, un atleta potrà raggiungere un risultato prestativo migliore e quindi ripartire da un livello superiore. Per questo è importante prevedere dei cicli di carico e di scarico durante tutta la stagione
  • individualizzazione: ogni atleta risponde in maniera diversa alla somministrazione di uno specifico stimolo